La ‘ciclovia’ turistica? Per Aqp è soltanto una stradina
21 Gennaio 2020
Mattia Maita: “Con la Reggina sarà una gara speciale, ma prima battiamo il Sicula Leonzio”
22 Gennaio 2020

Cambio di “rotta” di Emiliano su Renzi e Calenda, ma loro non se lo filano

In Puglia ad una settimana esatta dalla celebrazione delle Primarie che hanno decretato a larghissima maggiorana (72,4% dei partecipanti) la ricandidatura del governatore uscente, Michele Emiliano, siamo di fronte ad un ennesimo e repentino cambio di rotta dello stesso Emiliano. Infatti, il governatore pugliese uscente, dopo aver chiuso, alla vigilia del voto ai gazebo, le porte della sua coalizione alle forze che si fossero sottratte alla scelta del candidato governatore, a distanza di otto giorni le ha improvvisamente spalancate. Difatti Emiliano, rispondendo ad una domanda sui suoi attuali rapporti con il senatore salentino Dario Stefano del Pd, che sulle Primarie del 12 gennaio scorso è stato molto critico, oltre a non partecipare, ha ora affermato: “Le braccia sono aperte perché dobbiamo difendere una regione ben governata da 15 anni, che ha fatto passi avanti grandissimi in tutti i settori. Ho un contatto permanente, i miei numeri di telefono sono sempre gli stessi, mi chiamano tutti i cittadini del mondo. Nel momento in cui dico le braccia sono aperte, ditemi di cosa volete occuparvi, di Agricoltura, di Sanità, io sono a disposizione”. Ma “chi chiama per primo é importante” – ha rilevato il governatore uscente che ha pure aggiunto: “Se serve io chiamo tutti”, precisando però che “l’importante é che le ragioni dell’io vengano declinati nelle ragioni del noi”. Infatti, ha spiegato Emiliano: “Abbiamo fatto le primarie per questa ragione. Potevo dire sono il presidente uscente, mi ricandido punto. Avevo tutti con me, come dimostrato. Invece ho detto facciamo le primarie, diamoci una possibilità. Ora chiunque voglia combattere contro l’ipotesi di consegnare la Puglia ad un progetto indefinito legato alle ragioni del Nord è benvenuto”. Anche gli “amici di Renzi, gli amici di Calenda”. “Renzi, Calenda come Salvini – ha proseguito Emiliano – non sono candidati in Puglia, saranno candidati gli amici di Renzi, Calenda e Salvini. Se questi amici pugliesi di Salvini, Calenda e Renzi vogliono stare con noi a me va benissimo, perché dobbiamo continuare a governare la Puglia e dobbiamo farlo tutti insieme. Non c’è più un modello centrosinistra Pd-centrico, c’è la Puglia che apre le braccia a tutti coloro che vogliono mantenere questa autonomia di governo”. Insomma, da quest’ultima affermazione la sensazione è che Emiliano vorrebbe forse far passare la sua battaglia elettorale, per la riconferma a governatore, come una sorta di crociata contro un potenziale assoggettamento della  Regione Puglia a forze esterne ed estranee al nostro territorio e ponendosi lui, con la sua coalizione, come unici “paladini” di una Puglia avulsa da condizionamenti e, quindi, autonoma da non ben chiariti interessi extraterritoriali. Infatti, il governatore pugliese uscente, continuando nel discorso, ha poi affermato: “C’è qualcuno che senza aver mai fatto nulla per questa terra, pretende ora di prendersela, anzi di riprendersela”. E qui l’allusione sembrerebbe all’ex governatore pugliese del centrodestra, Raffaele Fitto, indicato dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, quale possibile sfidate di Emiliano qualora fosse confermato la designazione al suo partito del candidato governatore in Puglia. Invece, dalle parole successive di Emiliano sembrerebbe di capire che il vero “bersaglio” delle sue affermazioni sia altro. Infatti, si chiede il governatore: “Riprendersela come?”, aggiungendo: “Ci avete tolto soldi, personale, ci avete trattato come schifezze, riempito di insulti: questo è il nord della politica italiana, ora vogliono riprendersi cosa? La Regione che abbiamo aggiustato meglio di qualunque altra? La Regione locomotiva del Sud?” Ed ancora: “Volete riprendervela per fare una colonia, per piazzare qui quelli che vi sono avanzati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto? Io non credo che neanche l’uomo più di destra della Puglia possa accettare una prospettiva del genere. Questa è la battaglia, chiunque ci sta è benvenuto nella nostra coalizione”.  Insomma, sembrerebbe di capire che, non essendo ancora noto con certezza il nome dello sfidante di centrodestra, il “bersaglio” da colpire per Emilano è ancora troppo mobile, per cui nel ragionamento allude ma non troppo, puntando poi soprattutto contro la Lega di Matteo Salvini che, in questo momento, rappresenta un vero “pericolo” per il centrosinistra non soltanto nelle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna e della Calabria, ma forse anche per quelle pugliesi della prossima primavera. Infatti, non a caso, Emiliano si è anche definito “il candidato della Puglia contro il nemico del Nord”. Però, per sperare di vincere, Emiliano sa bene che ha bisogno dei voti pugliesi dei seguaci di Renzi e Calenda ed ai quali la scorsa settimana aveva erroneamente lasciato intendere che, dopo le Primarie a cui questi ultimi non hanno partecipato, ne avrebbe potuto fare anche a meno. Come si ricorderà, Emiliano aveva detto: “Dopo le Primarie (ndr – a cui hanno partecipato poco più di 80mila pugliesi) non abbiamo più paura di niente e di nessuno”. Ora, invece, il governatore uscente, smentendo in modo clamoroso le sue precedenti considerazioni, con riferimento al sen. Stefano ha affermato: “Dario è una persona competente e brava, noi abbiamo bisogno di lui come abbiamo bisogno di tutti quelli che voglio bene a Renzi. Noi abbiamo bisogno anche delle persone che voglio bene a Calenda”. Ma se Emiliano in poco più di una settimana ha cambiato idea su Renzi e Calenda, non sembra che questi ultimi abbia finora fatto altrettanto su di lui. Infatti, l’ex premier fiorentino, intervistato nel corso della trasmissione “Povera Patria” subito dopo le aperture del governatore pugliese, alla domanda “dopo le elezioni in Emilia-Romagna e Calabria andrete da soli?” ha risposto: “No, nel senso che in Toscana staremo al fianco di Eugenio Giani. In Puglia non andiamo con Emiliano”. Precisando: “Emiliano è quello che sulla Tap, sull’Ilva, sulla Xylella, sulla Banca Popolare di Bari da trasformare in spa è stato tra i principali avversari di tutte le
idee che Italia viva ha”. “Quindi, – ha concluso Renzi – su questo tema andremo avanti con grande decisione da soli senza Emiliano”. Mentre, l’ex ministro al Mise, Carlo Calenda, ora eurodeputato del Pd e leader della neo formazione politica di centrosinistra chiamata “Azione”, nell’intervista rilasciata la scora settimana all’inserto pugliese di uno dei maggiori quotidiani nazionale, ha definito Emiliano il “peggiore governatore d’Italia”. Ma con tali presupposti sembrerebbe davvero difficile che anche Renzi e Calenda possano cambiare idea su Emiliano con la stessa rapidità con cui l’ha cambiata quest’ultimo su di loro. O, almeno, che la cambino prima delle prossime regionali pugliesi. Risultati elettorali dell’Emilia-Romagna e della Calabria permettendo, per il centrosinistra.

 

Giuseppe. Palella

 473 total views,  1 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *