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Carcere di Bari: evitato un altro suicidio, ma fino a quando?

La notizia non fa più notizia: ormai anche i tentativi di suicidio in carcere non fanno più cronaca e notizia poiché sempre maggiore la loro frequenza, nonostante la carenza di agenti penitenziari. Poliziotti che, soprattutto nelle ore notturne, “”…sono  costretti a gestire più reparti contemporaneamente””, ripetono i sindacati maggiormente rappresentativi di categoria. E allora, cosa accadrebbe se anche una minima percentuale di questi tentativi di suicidio andasse a termine? Associazioni, politici, mass media e ‘buonisti’, tutti a denunciare il degrado di  un sistema penitenziario che fa acqua da tutte le parti però, come osserva ancora il segretario Sappe (sindacato polizia penitenziaria) “”…a nessuno interessa che ultimamente la maggior parte dei detenuti che tentano il suicidio sono affetti da problemi psichiatrici”. Perché il problema delle carceri strapiene di malati psichici che spesso non ci pensano due volte a picchiare poliziotti ( più  d’una settantina soltanto in Puglia) o che creano situazioni pericolose non diventano materia di confronto? Perché con la chiusura dei manicomi, voluta da una certa politica senza offrire alternative se non illusioni e sogni, parlare di “pazzi” nelle carceri non conviene a nessuno, poiché oltre alle chiacchiere nessuno sa cosa fare? Così il peso della situazione rimane nelle mani dei poliziotti penitenziari che dovrebbero pensare alla sicurezza del carcere, ma che, invece, sono lasciati soli dalle ASL che non sono in grado di rispettare gli impegni che danno a loro la responsabilità di gestire i pazzi in carcere. Così ieri mattina all’alba un detenuto extracomunitario sottoposto a grande sorveglianza ha tentato di impiccarsi alla IV° sezione piano terra con un rudimentale cappio ricavato dalle lenzuola, attaccandosi alle sbarre della finestra. Prontamente intervenuto l’agente di custodia di turno è riuscito a staccare il cappio, permettendo al detenuto di respirare. “”La cosa ancora più grave denunciata dai poliziotti di Bari è che per esempio al reparto piano terra  e isolamento, nonostante la presenza di più detenuti psichiatrici,  autolesionisti, tutti a grande sorveglianza, un solo agente è costretto a  gestire il tutto nei turni serali e notturni””, calca la mano il segretario Sappe, Federico Pilagatti, pronto a chiedere l’intervento di personale specializzato delle ASL. Ma finora è servito a poco o a niente segnalare la ‘grave situazione di sovraffollamento del carcere di Bari’, con un grande numero di “pazzi” che vengono gestiti durante la giornata dai poliziotti , mentre il  personale specializzato interviene  solo durante la somministrazione dei farmaci. Ma è possibile che i poliziotti penitenziari baresi che devono preoccuparsi  della sicurezza del carcere, devono essere pure costretti a gestire persone con evidenti problemi psichiatrici? Proprio per questo, a tutela dei tanti poliziotti a rischio che hanno subito lesioni anche gravi, il sindacato autonomo sta decidendo di segnalare e denunciare la Regione Puglia “”…per inadempienza ai protocolli sanitari, per cui verranno chiesti risarcimenti per i danni””. Ieri mattina si è evitata la tragedia, ma gli eventi critici sono davvero troppi, per riuscire sempre a tenerli sotto controllo. E la sicurezza nell’istituto penitenziario di Corso De Gasperi è veramente scesa a livelli non più accettabili: può accadere di tutto, nell’istituto di pena barese…

 

Francesco De Martino

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