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Carceri nel caos, ma a ferragosto visite, promesse e strette di mano

Mentre politici maldestri e burocrati baldanzosi anche questo giorno di ferragosto hanno partecipato a visite e sfilate con sorrisi e strette di mano, continuano a squillare i campanelli di allarme all’interno delle carceri pugliesi. Federico Pilagatti, segretario del sindacato autonomo agenti penitenziari (Sappe), si ripete sempre, peggio d’un disco incantato. <<Sono anni che radicali, associazioni e qualche politico in cerca di flash, a ferragosto si presentano in carcere per verificare le condizioni di vita dei detenuti e forse il lavoro dei poliziotti penitenziari, bontà loro. Quest’anno poi s’è scaduti nella farsa, poiché si sono inventati la visita coi dirigenti dell’amministrazione penitenziaria in alcune carceri, per mostrare vicinanza alla “comunità penitenziaria”. Noi riteniamo inaccettabile quest’altra presa in giro di chi non ha migliorato mai le condizioni di lavoro e sicurezza della polizia penitenziaria>>.

E allora, che fare?

<<Tanto per cominciare, invece d’organizzare “gite” ferragostane, bisognerebbe spiegare perchè alla stragrande maggioranza di detenuti viene negato il reinserimento previsto dalla Costituzione e perché nulla s’è fatto per evitare che le carceri diventassero veri e propri manicomi con solo in Puglia centinaia di detenuti malati psichiatrici non curati e con licenza di aggredire e malmenare poliziotti. Infine, bisognerebbe capire per quale sadico motivo si continua a riempire un carcere come  Taranto, che ha una capienza di 350 posti, con oltre 750 detenuti, in situazioni di disagio oltre la dignità umana e senza aver incrementato gli organici! Il dottor Renoldi è venuto in Puglia a maggio e dopo aver mostrato grande disponibilità e ricevuto tutte le informazioni necessarie sulle nostre carceri, con un sovraffollamento che supera il 40% – diversamente dal 10% nazionale – ha promesso un interessamento che non c’è mai stato>>.

Ergo, non cambia niente nei nostri istituti di pena

<<E a mettere ancora più in difficoltà è che hanno  previsto un organico di agenti per gestire 2500 detenuti, mentre gli stessi uomini e donne oggi sono costretti a gestirne più di 3800. A Foggia, a due anni dall’evasione di 72 detenuti, manca ancora un comandante effettivo, con un organico ridotto negli ultimi anni di 80 unità, nonostante i detenuti siano aumentati. Stessa situazione a Trani, Bari, Lecce, Taranto, Brindisi, per finire a realtà più contenute come Turi, Lucera, San Severo, da cui in questi anni sono state sottratte ben 600 unità. Nelle ore serali le carceri sono sguarnite e situazioni come quella di Foggia potrebbe accadere ovunque e così, invece di tamponarle, queste realtà, si va in giro per penitenziari, a rilasciare dichiarazioni che servono soltanto a mascherare le criticità del sistema>>.

Peggio di così…

<<Il Sappe non ci sta più: chiederemo alla magistratura il rispetto dei diritti minimi sanciti da leggi e accordi sindacali. Vorremmo, insomma, che il Dap si preoccupasse di questioni reali. Anzi, della tragica realtà in cui sono sprofondate le nostre strutture per colpe precise, per cui vorremmo che politici e responsabili fossero vicino a lavoratori e detenuti tutto l’anno, non soltanto a ferragosto…>>

Francesco De Martino

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