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Caruso prediligeva ‘Dubbio’

Ricorre oggi il 150enario della nascita, avvenuta a Massafra, di un talentuoso e fecondo compositore

Stando ad alcuni biografi, oltre le arie di 53 opere, Enrico Caruso aveva in repertorio ben 521 romanze. Tra quelle che considerava più care figurava ‘Dubbio’, che cantò per la prima volta a Napoli il 21 dicembre 1898. Composta nel 1898, questa romanza reca la firma di un autore pugliese, Giovanni Losavio, di cui oggi ricorre il 150enario della nascita. Coetanei, Caruso e Losapio erano amici. Si erano conosciuti a Napoli, dove il grande tenore aveva cominciato a muovere i primi passi della sua strabiliante carriera e dove il compositore pugliese si era trasferito a studiare già all’età di diciannove anni per interessamento di un suo illustre concittadino, il tenore Giovanni Zaccometti, il quale, colpito dalla non comune disposizione musicale del giovane, ne aveva facilitato l’ingresso nel prestigioso Conservatorio di San Pietro a Maiella di Napoli come ‘alunno di composizione’. Zaccometti non aveva dovuto affaticarsi più di tanto a cogliere il talento del giovanissimo Giovanni, il quale era già un enfant-prodige. A proposito di questa precoce inclinazione, Giuseppe Pastore in un suo studio su Losavio scrive questo : La suora della scuola che Giovanni frequentava dovette un giorno ricorrere a “castighi naturali” (la bacchetta?) poiché il piccolo Losapio distraeva i compagni fingendo di suonare il pianoforte sul banco… Perfezionatosi in composizione e orchestrazione con i maestri Punzone e Serao (rispettivamente allievi di Gaetano Donizzetti e Saverio Mercadante), Giovanni Losapio si rivelò compositore talentuoso e fecondo firmando pagine di musica strumentale e sacra, opere per orchestra e banda, composizioni per strumento solista e voce e romanze. La sue cose migliori furono ‘A Maia’, ‘Pastorale’, ‘Mazurka alla Chopin’, ‘Gli eroi’, ‘Notte’ e ‘Preludio Elegiaco’. Legato agli ambienti letterari e artistici del Primo Novecento, come pianista tenne concerti nelle principali città italiane. Oltre che a Napoli, le sue opere furono rappresentate a Napoli, Bologna, Milano e Venezia. In quest’ultima città, dove era diventato docente di direzione orchestrale presso il Conservatorio Benedetto Marcello,  si spense l’11 agosto 1956. Di temperamento schivo e riservato, Losapio non dimenticò mai la terra d’origine, disponendo poco prima della morte che le sue spoglie venissero traslate a Massafra, dove riposano nella cappella di famiglia. Massafra ha dedicato una via a questo suo illustre figlio. Particolare curioso, via Giovanni Losapio è compresa fra due strade parallele delle quali una è intitolata a Niccolò Paganini e l’altra a Niccolò Piccinni. – Nell’immagine, Enrico Caruso con la moglie Dorothy Benjamin.

Italo Interesse

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