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Case popolari: a San Girolamo riecco gli operai, ma per smantellare

Eppur qualcosa si muove: non sembra vero, eppure nel megacantiere abbandonato da quasi tre anni al quartiere San Girolamo, dove ad agosto 2018 s’erano interrotti i lavori per la costruzione di 106 alloggi popolari, si sono rivisti gli operai al lavoro. Certo, sono gli operai delle vecchie ditte che hanno perso l’appalto e che adesso stanno smantellando le enormi impalcature, però è un buon segno. E’ segno, cioè, come hanno capito i residenti allertati dai movimenti all’interno di un cantiere diventato solo deposito per rifiuti e topi, che quella presenza di operai significa che presto potrebbe essere ridisegnata la gara per terminare l’opera intrapresa dall’Agenzia Regionale Pugliese dell’Abitare (Arca) a San Girolamo, quartiere alla periferia nord della Città. Anche se, per porre termine al tragico balletto degli alloggi fantasma e dei cantieri fermi, come ha denunciato per tempo il segretario nazionale ‘Confail Inquilini’ Michele Ladisa, ci vorrà ancora parecchio tempo. Il megacantiere di San Girolamo, infatti, ha già subito un’improvvisa sospensione dei lavori durante l’estate del 2018 per la costruzione di ben centosei nuovi alloggi da destinare agli attuali residenti delle vecchie e fatiscenti palazzine del quartiere. Alloggi che rientravano nel Programma di rigenerazione Urbana del Quartiere San Girolamo, dopo che Arca Puglia Centrale aveva confermano l’intervento del Prefetto che, su disposizione dell’Antimafia, un paio di anni or sono ha nominato un Commissario Straordinario ad hoc. Anni di speranze per quel centinaio e passa di famiglie sembravano trasformarsi in pie illusioni. Illusioni che non restano tali, anzi originano rabbia e proteste sacrosante: <<i residenti hanno accettato di tutto pur di uscire da una condizione abitativa da terzo mondo>>, spiegava tutto d’un fiato Ladisa. Il quale più volte in passato ha già messo in evidenza come, con l’avvio del grande cantiere al quale va sommato quello per la riqualificazione del lungomare, la viabilità della zona è diventata pura assurdità: un solo accesso per una ventina di palazzine ostacolato dalla presenza di inutili aiuole e altrettanti inutili marciapiedi. Una vera gimcana con frequenti liti per mancate precedenze e per i diritti di passaggio e transito, una pavimentazione stradale ridotta a percorso di guerra. Impossibilità per i mezzi di soccorso e della Forza Pubblica di un accesso e di un transito rapido. E poi, illuminazione pari a zero in una delle zone di Bari a più alto rischio malavitoso. Canali di fogna interamente ostruiti con diffusione dei liquami per strada e ratti, blatte e zanzare padroni incontrastati e assoluti di ogni angolo del comprensorio. Arca Puglia Centrale, che poi non è altro che l’ex Istituto Case Popolari (Iacp) di via Crispi, sin dall’inizio delle nuove costruzioni ha praticamente dismesso il servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria agli edifici, agli alloggi, all’intera area. E adesso, in attesa che ben presto riprenda l’iter per la gara di affidamento del progetto di ultimazione lavori da parte dell’Arca, sarebbe da fotografare il cartello ai margini del megacantiere: “inizio -12 luglio 2016 e termine il 21 novembre 2017”…

 

 

Francesco De Martino

 

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