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Case popolari: ancora chiuso il cantiere a San Girolamo. E sono quasi 2 mesi…

Cantieri, lavori e alloggi popolari, sempre più spesso una tortuosa ‘via crucis’ nei quartieri della Città di Bari sia in centro, sia in periferia. Si susseguono da giorni, infatti, riunioni, incontri, vertici e conferenze di servizio per cercare di sciogliere i nodi attorcigliati da un paio di mesi a questa parte attorno al mega-cantiere di San Girolamo – estrema periferia nord – per costruire un centinaio di alloggi popolari. Il cantiere, imbrigliato nella micro-viabilità del rione, peggiorata di parecchio coi lavori per il nuovo lungomare di San Girolamo, è chiuso dai primi giorni di agosto. Quando, facciamo un passo indietro, è scattato il rompete le righe fra gli operai al lavoro agli ordini delle imprese che hanno appaltato i lavori dalla società-capofila di Bologna. E puntuali, già dai primi di settembre, sono arrivate prima le preoccupazioni degli assegnatari, poi sono partite le missive urgenti di richiesta chiarimenti dei sindacati di categoria degli inquilini, direttamente all’agenzia Arca Puglia, stazione appaltante. “Stiamo risolvendo delle questioni tecniche che non c’entrano nulla con le indagini in corso che hanno coinvolto imprese e amministratori di Arca Puglia. Speriamo di riaprire il cantiere al più presto, ma non possiamo dire con precisione quando”, gettano acqua sul fuoco i tecnici responsabili dell’ex Istituto Autonomo Case Popolari di via Crispi, oggi Arca Puglia, per spegnere illazioni e sospetti sulla inaspettata sospensione dei lavori. <<Ricorderete che i nuovi 106 alloggi rientrano nel Programma di rigenerazione Urbana del Quartiere San Girolamo Bari e interessa il Progetto di costruzione ERP con un edificio da adibire a poliambulatorio ed attività religiose. Arca Puglia Centrale ha confermano l’intervento del Prefetto che su disposizione dell’Antimafia ha nominato un Commissario Straordinario ad hoc. I residenti che da due anni e passa aspettano quelle case in costruzione e hanno accettato di tutto, pur di uscire dalla loro condizione abitativa da terzo mondo, ora hanno diritto ad avere spiegazioni>>, incalza il segretario Confail Michele Ladisa. Il quale in passato aveva già messo in evidenza come, con l’avvio del grande cantiere al quale va sommato quello per la riqualificazione del lungomare, la viabilità della zona è diventata una specie di budello infinito: un accesso per una ventina di palazzine, per di più ostacolato da inutili aiuole e altrettanti inutili marciapiedi. Una vera ‘gimkana’ con frequenti liti per mancate precedenze e per i diritti di passaggio e transito, senza parlare della impossibilità per i mezzi di soccorso e della Forza Pubblica di accesso e di transito rapido. “Una donna l’altro giorno stava per morire a causa del ritardo con cui è arrivata sotto casa sua un’ambulanza’, fa sapere un residente che vorrebbe tantoi parlare del quartiere e dei suoi problemi a sindaco e assessori. A dirla tutta, in realtà, la situazione oggi è insopportabile, nel budello San Girolamo. C’è aria di rivolta tra gli assegnatari dei vecchi alloggi popolari i quali non vedono una via d’uscita a breve e chiedono ad Arca Puglia Centrale interventi a tutto campo per rendere in qualche modo vivibili le loro vecchie case. Petizioni e raccolte di firme della Confail di Ladisa tra i residenti sono già pronte per smuovere le scrivanie dei vertici in via Crispi, aspettando al più presto la riapertura del cantiere per quei centosei alloggi di edilizia popolare. Attesi come il pane, a San Girolamo…

Francesco De Martino


Pubblicato il 3 Ottobre 2018

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