Case popolari, ancora niente graduatoria: “Ora basta, martedì davanti al Comune”
Comune di Bari. Il Movimento 'Riprendiamoci il Futuro' raccoglie l’impazienza degli assegnatari

I rappresentanti del Movimento “Riprendiamoci il Futuro”, Gino Cipriani e Antonio De Cicco, hanno mantenuto la parola, dopo aver più e più volte incontrato alla propria sede famiglie ormai allo stremo – l’ultima assemblea martedì scorso 4 novembre – e martedì mattina marceranno con loro alla volta del Palazzo della Città di Bari. In ballo le case popolari da distribuire a famiglie costrette a vivere in condizioni abitative drammatiche, con case sovraffollate e prive di finestre, bagni che si trovano in cucina e in più famiglie sfrattate per morosità dopo la perdita del lavoro. Insomma, situazioni di emergenza/casa riconosciute dagli assistenti sociali ma ignorate dalle istituzioni comunali, che non si decidono a pubblicare la graduatoria definitiva per assegnarle, quei benedetti alloggi comunali. Ora, malgrado i pressanti inviti inoltrati anche a mezzo stampa per avere risposte chiare dagli amministratori comunali, rispetto a questa grave emergenza sociale, dirigenti, funzionari e impiegati comunali continuano ad eludere l’ansia e l’angoscia di tanta gente che non ha un posto dove andare <<…a fronte peraltro d’un mercato degli affitti impazzito grazie alla crescita esponenziale dei Bed&Breakfast>>, s’infervorano Cipriani e De Cicco, che hanno deciso di rompere gli indugi e organizzare, d’intesa con le famiglie degli aventi diritto alla casa assegnata dal Comune, una manifestazione di protesta. E così saranno davvero in tanti a marciare alla volta del Palazzo Comunale di Corso Vittorio Emanuele I° la settimana entrante, precisamente martedì 11 novembre, alle dieci e trenta precise, fanno sapere i segretari del movimento del Libertà. <<È giunto il tempo di agire con tutti i mezzi legali a nostra disposizione, per ridare dignità abitativa a quelle famiglie che ne hanno diritto>>, la conclusione di Luigi Cipriani e Antonio De Cicco a beneficio di chi non ha santi in paradiso. E che da mesi e mesi non ne può più di carte e scartoffie, aspettando da troppi anni quella casa cui avrebbe diritto. Come Santa che vive a Bari Vecchia in un monolocale umido e senza finestre da più di cinque anni – …e invece secondo i funzionari dell’Edilizia Residenziale Pubblica si trattava d’una situazione emergenziale che doveva durare al massimo un anno e mezzo – ma ci sono tante situazioni famigliari ancora più gravi, con anziani e disabili che soffrono. <<La mancata pubblicazione della graduatoria definitiva ha creato tensioni enormi tra le famiglie, malgrado a queste sia già stata riconosciuta l’emergenza abitativa che le costringe a vivere in tuguri di 45/50 metri, privi dei servizi più elementari>>, ripete Cipriani, magari sperando ancora che la sospirata pubblicazione di cui sopra avvenga in questi giorni. (fdm)
Pubblicato il 7 Novembre 2025



