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Cassa Prestanza ai titoli di coda: come sono spariti tutti quei soldi?

Natale amaro per i dipendenti comunali iscritti alla Cassa Prestanza, con la quasi matematica certezza, oramai, che alla fine del proprio percorso lavorativo si ritroveranno con un pugno di mosche in mano. E cioè senza riconoscimento della buonuscita nonostante i prelievi mensili dalle loro buste paga per una vita, quand’erano in servizio attivo: un vero e proprio furto, bisogna dirlo. Causato da anni e anni di leggerezze e indifferenza degli organi politici e amministrativi al Comune, ma soprattutto di gestione dissennata e fuori da ogni controllo. A proposito: com’è stato possibile che dai conti della Cassa siano spariti tanti quattrini, centinaia e centinaia di migliaia di euro senza che non se siano accorti presidenti, consiglieri di amministrazione, e revisori dei conti? Sarà anche vero che i revisori dei conti erano semplici pensionati comunali, senza nemmeno requisiti, ma basta questo per gettare la croce addosso a loro? Possibile che la colpa sia solo delle buonuscite esose riconosciute per troppi anni a dipendenti assunti con livelli e qualifiche basse, per poi andare in pensione (…e quindi incassare somme più che quadruplicate rispetto al versato dalla Cassa Prestanza) coi galloni da funzionari o addirittura dirigenti? Certo che no: ci saranno stati altri episodi che sono sfuggiti ai controlli. Magari sotto forma di prestiti inesistenti, mutui inventati o bonifici a favore di soggetti che oggi è impossibile scoprire. Tutte congetture da provare, certo, ma chi ha davvero voglia di andare fino in fondo a questa brutta storia non deve avere paura di metterci la faccia, come dicono i dipendenti più arrabbiati. “Hai voglia il Sindaco a nominare esperti, periti e consulenti, per di più a spese della nostra Cassa: le ruberie sono avvenute dieci e più anni fa, quando la Cassa Prestanza non la controllava nessuno ed era terra di conquista di personaggi e sindacalisti senza scrupoli. Poi, quando il bubbone è scoppiato, da qualche anno a questa parte, sono sparite le mani dalla marmellata. Ma il danno era fatto”, si sfoga un impiegato che sta per lasciare la sua scrivania ed è praticamente fuori dai gangheri per ciò che è accaduto e sta accadendo. E’ avvio che ora tutti cercano i capi espiatori, fanno ipotesi e congetture che, come detto, sarà molto complicato scoprire e soprattutto provare, nonostante le promesse di chi, dopo anni di silenzi e indifferenza, solo ora alza la voce, scrive comunicati e sembra accorgersi del fallimento della povera Cassa Prestanza. Ma scusate, a che serve adesso nominare altri docenti-esperti di diritto e contabilità, dopo che ne sono stati già pagati (a spese della stessa Cassa, ovviamente) un paio l’anno scorso, senza cavare il ragno dal buco? “Il Sindaco e il vicesindaco stanno solo prendendo tempo per arrivare alle prossime votazioni, sperando di cavarsela così. Ma glielo abbiamo detto chiaro anche in aula comunale: se si permettono di riattivare il prelievo mensile dai nostri stipendi, andiamo in Procura anche noi e presentiamo denuncia per furto. E come altro si chiama prendere soldi per darli a un soggetto morto che bisogna solo seppellire?”, a’arrabbia un altro funzionario comunale. Che però la sua soluzione ce l’avrebbe e suggerisce di andare a verificare tutte le operazioni bancarie –…una ad una- degli ultimi dieci anni nei conti bancari della Casa per scovare i ‘rei’ degli ammanchi. “Nei bilanci non troverete niente”, lo scherno finale su una cosa nata con tante belle intenzioni nel lontanissimo 1924 e oggi con un saldo da circa tre milioni di euro a fronte d’uno squilibrio (tutto da accertare) da una ventina e più di milioni. Tutto da provare, certo, però fa specie che ai vertici d’una “Cassa senza speranza” ci sia chi gioca ancora a nascondino trincerando dietro una ridicola ‘privacy’ i nomi di chi è andato in pensione al Comune negli ultimi anni. A questo punto forse bene sarebbe portare i libri dell’organismo in dissesto in Tribunale, senza timore delle conseguenze, senza aggrapparsi al ‘welfare aziendale’ o nominare altri tecnici per controlli (…rigorosissimi?). Senza capire, infine, cosa è successo davvero in questi anni all’interno d’una Cassa Mutua spolpata senza pietà e senza colpevoli…

 

Francesco De Martino

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