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Cassa Prestanza, appuntamento a novembre per tutti i creditori

Tra poco meno di quindici giorni, alla Fiera del Levante, in assemblea si tornerà a parlare di Cassa Prestanza. Circa mille e duecento dipendenti-iscritti alla cassa previdenziale comunale il 6 novembre presso la Fiera del Levante alle diciassette in punto, saranno chiamati dagli attuali manovratori per discutere con quali modalità e termini svolgere il ‘funerale’ della stessa cassa mutua, visto ormai assodata il suo decesso e definitiva sepoltura, causa insolvenza. In termini più concreti il presidente-pro-tempore, dirigente al Personale e Direttore Generale avranno modo di chiarire bene i termini e fare il punto degli ultimi bilanci della Cassa Prestanza, tenendo conto che a maggio 2018 il conto patrimoniale ammontava a euro 4.418.401,91, le sovvenzioni erogate (prestiti) a Euro 784.778,23 e le gratifiche liquidate nei primi cinque mesi dell’anno scorso a 1.237.908,12. Una fine amara, dunque, quella dell’unica cassa prestanza rimasta a Bari dopo che dal 1924 ha fatto il suo dovere a beneficio dei dipendenti comunali baresi, con la matematica certezza che alla fine del proprio percorso lavorativo tutti si sarebbero ritrovati con un bel gruzzoletto maturato nel corso degli anni lavorativi. E invece adesso si ritrovano con un pugno di mosche in mano, addirittura senza alcun riconoscimento della buonuscita maturata, appunto, in seguito agli anni di servizio: un vero e proprio furto, bisogna ribadirlo, dopo i prelievi mensili dalla busta paga, causato da anni e anni di leggerezze e indifferenza degli organi politici e amministrativi al Comune di Bari, ma soprattutto da una gestione dissennata e fuori da ogni controllo. Un tracollo rapido a partire dal 2014, quando l’Ente ha sospeso il contributo di 492.751 euro a carico dei contribuenti in seguito a un’interrogazione del gruppo Cinnquestelle al Comune con annessa denuncia alla Corte dei Conti, anche se poi i segugi contabili, pur prendendo atto dell’atto, non hanno ravvisato colpevoli. E allora: chi e com’è stato possibile che dai conti e libri contabili della Cassa siano spariti fiumi di quattrini, centinaia e centinaia di migliaia di euro senza che se sia accorto nessuno e soprattutto senza che nessuno paghi? Che facevano presidenti, consiglieri di amministrazione e revisori dei conti, inerti di fronte all’emorragia della Cassa Prestanza del Comune di Bari, fissata in maniera chiara nei bilanci consuntivi, specie dal 2000 al 2018, sindaci di Cagno Abbrescia, Emiliano e infine Decaro? Possibile che nessuno negli uffici comunali che tenevano conti, bilanci e libri contabili, ha notato le forbici che si allargavano di anno in anno tra contributi dei dipendenti e gratifiche liquidate?  Può bastare a giustificare ammanchi e interrogativi senza risposta la ‘scomparsa’ dei documenti cartacei dagli uffici del Personale nel corso degli ultimi quindici anni, sicchè per i dipendenti comunali più anziani iscritti alla Cassa non è possibile nemmeno calcolare precisamente la loro gratifica finale? Tra meno di due settimane toccherà a Nicola Notarnicola, l’ultimo esperto contabile nominato presidente dell’organismo previdenziale in odore di fallimento dal sindaco Decaro, relazionare sulla situazione finanziaria, dopo che una sua relazione scritta depositata al Comune a metà del mese scorso è stata praticamente ‘secretata’. Così bisognerà aspettare l’inizio del mese entrante per saperne di più, sperando che il 6 novembre non ci siano altre turbolenze in assemblea (per questo è stata scelta una sede idonea a contenere tutti gli iscritti, nei padiglioni della Campionaria) come accadde al Comando di Polizia Locale in via Aquilino il 9 settembre scorso. Allora sarà il dottor Notarnicola a spiegare la strada da percorrere per rendere il più indolore possibile il riparto di quanto rimasto in cassa a beneficio di pensionati (creditori privilegiati) e dipendenti ancora in servizio, ricorrendo al Tribunale ai sensi della legge n. 3/2012.

 

Francesco De Martino

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