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Cassa Prestanza: buco milionario tra chiacchiere e indifferenza

Dopo oltre dieci anni di silenzi e indifferenza nelle stanze del Comune, da qualche mese non passa giorno senza che non si torni a parlare della gestione della cassa d’assistenza per i dipendenti comunali. E così anche ieri è stata convocata d’urgenza una conferenza dal Movimento 5 Stelle per cercare aprire un varco nel muro di gomma e far luce sulla questione Cassa Prestanza a Bari. Argomento trattato dall’amministrazione solo per meri “scopi elettorali”, hanno subito chiarito Elisabetta Pani, candidata sindaca, Sabino Mangano, consigliere al Comune di Bari e Gianmauro Dell’Olio, senatore tra i firmatari dell’interrogazione presentata a fine marzo. Un’interpellanza nella quale si chiede un intervento del Ministero delle Economie e Finanze. “Già nel 2015, grazie all’impegno dei consiglieri Mangano e Colella,  era stato evidenziato il problema che ora finalmente è approdato in Parlamento grazie alla nostra interrogazione  – ha chiosato la Pani – ma il tema non sta avendo la giusta eco, affossato da una campagna elettorale di annunci e promesse: Cassa Prestanza è un fatto che dimostra inadempienza, omertà, mancanza di trasparenza”. Per i Cinquestelle, invece le responsabilità sono limpide e sono tutte in seno all’attuale maggioranza e a chi di questa maggioranza ha fatto parte fino a poco tempo fa. “Nessuno può tirarsi indietro: già dal 1995, quando il sistema pensionistico è passato da retributivo a contributivo con l’obbligo per tutte le casse di uniformarsi, proprio per renderle più stabili da punto di vista finanziario, il Comune è stato inadempiente. Lo sono stati, quindi, nell’ordine Di Cagno Abbrescia, Emiliano e Decaro, che hanno gestito il tutto in modo opaco. A conferma della natura ambigua dell’Ente e del regime finanziario “al limite” è stata la totale assenza di controlli negli anni”, ha rimarcato la candidata grillina. Che subito dopo ha posato la lente d’ingrandimento su un momento particolare: dal 2013 al 2014, quando si evinceva che ci sarebbero stati una settantina di pensionamenti a fronte di sette soli nuovi iscritti, a causa anche del blocco del ‘turn over’ e quindi con crisi certa della Cassa Prestanza. Anzi, tracollo inesorabile, considerato che nel tempo, alla penuria di nuovi iscritti, si erano già aggiunti gestione poco chiara e senza certificazioni (dagli archivi sarebbero andati in fumo e smarriti i documenti contabili fino al 2001, rendendo impossibili i calcoli riferiti agli anni precedenti)  di conti, rimborsi, prestiti e tassi d’interesse, senza parlare di gettoni e spese varie che molti iscritti hanno sempre ritenuto esorbitanti. Ma torniamo alla conferenza di ieri dei grillini baresi. “Siamo arrivati a 25 milioni di buco di bilancio – ha denunciato ancora la candidata sindaca – come hanno potuto Emiliano prima e Decaro poi con tutta la sua maggioranza e il presidente della Cassa non informare i dipendenti di quanto stava avvenendo? E queste persone che hanno creato 25milioni di deficit mettendo a repentaglio il futuro di migliaia di famiglie intendono ripresentarsi come candidati?” Eggià perchè la maggioranza, per fare campagna elettorale, secondo i Cinquestelle starebbe speculando sui problemi dei dipendenti, mentre loro hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti per avere conferma della regolarità dei contributi emessi dallo stesso Comune. La Corte ha recentemente archiviato l’esposto, asserendo inequivocabilmente che c’è stato un danno erariale, ma senza responsabilità per dolo o colpa grave. Tuttavia è necessario “andare avanti”, specie dopo l’ultima interrogazione al Ministero delle Finanze: per sapere cosa il Ministero possa fare per cercare di risolvere la situazione e scovare i responsabili. E magari trovare una soluzione a beneficio di tutti quei dipendenti che non si vedono corrisposti le competenze dovute. Una vera e propria truffa, dopo aver versato per una vita di lavoro il proprio contributo, prelevato direttamente dalla busta paga…

Francesco De Martino

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