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Cassa Prestanza, decide il Governo…ma i dipendenti non si fidano

Manifestazione dinanzi a Palazzo di Città per portare in Aula la discussione sull'organo previdenziale

Cassa Prestanza, ora dovrebbe essere il Governo a sbrogliare la matassa dei rimborsi ai dipendenti comunali baresi che li hanno visto sfumare dopo anni di manifestazioni, contenziosi e denunce. E ieri l’ultimo colpo di scena, quando in conferenza stampa è stato presentato l’ultimo ordine del giorno -rivisto e corretto – a firma del deputato Cinquestelle Gianmauro Dell’Olio, approvato nell’ultima legge di Bilancio dall’Esecutivo di governo per la risoluzione, appunto, d’una vertenza infinita. Una vertenza cominciata nel lontano 2008, quando fu proprio questo giornale a chiedere all’allora assessora comunale Rinella delegata dal sindaco Emiliano copia d’uno statuto che pareva essere stato secretato. Mettendo infine in allarme dipendenti ed ex dipendenti del Comune – molti ora in pensione – che s’insospettirono per colpa d’una gestione terminata alla fine sotto le pinze di fallimenti e leggi annesse e connesse. Chiedendo – dopo oltre quindici anni di esposti, manifestazioni, denunce, indagini e battaglie legali –  di poter ricevere almeno la ‘sorte capitale’ e cioè almeno quanto versato nel corso della loro vita lavorativa. Intanto continuano, con l’Ente Comunale quasi sempre resistente, le battaglie giudiziarie tra altre denunce e controdenunce anche a quella magistratura contabile che, però, s’è già pronunciata in passato, sul tema. Ma torniamo all’incontro di ieri mattina nelle stanze del gruppo penta-stellato, al Palazzo di Città. “L’ordine del giorno – ha spiegato Dell’Olio – accettato con riformulazione, impegna il Governo ad adottare, con la massima sollecitudine, provvedimenti risolutivi per la questione della Cassa prestanza di Bari che vede coinvolte mille e cinquecento dipendenti comunali. Ora la palla passa al Governo che dovrà mettere in atto gli strumenti normativi per permettere al Comune di Bari di rimborsare ai dipendenti almeno le somme versate. Auspichiamo che ci sia la volontà di mantenere l’impegno preso, con le modalità che si riterranno più opportune”. “Il nostro ordine del giorno – ha concluso Dell’Olio – è più incisivo rispetto all’altro, in quanto impegna ad adottare provvedimenti risolutivi e non solo a valutare la possibilità di approvazione di tali provvedimenti”. Tiepida la reazione di quei dipendenti che, come detto, dopo quindici anni di batti, ribatti e resistenza di sindaci e assessori impegnati sempre a parole, senza mai concretizzare nulla, si attendevano ben altre soluzioni da un’Amministrazione comunale che non è stata nemmeno capace, dopo un paio di pronunce dei giudici amministrativi, di dare finalmente contorni chiari alla Cassa Prestanza. Se cioè la natura dell’organismo previdenziale che lo stesso Comune ha gestito per un secolo -…precisamente dal 1924 – sia dotato di potestà pubblica o meno. Si trattava, insomma, di dissipare i dubbi sulla conformità giuridica dell’organismo dei dipendenti comunali che da cent’anni svolgeva un utile e spesso anche apprezzato servizio di previdenza complementare. Un servizio finito nelle spire delle procedure concorsuali a sostegno di coloro che, iscrivendosi, sottoponevano volontariamente il proprio stipendio mensile a una trattenuta aggiuntiva del 3%. In cambio -giova ripeterlo – un’indennità suppletiva, da percepire al termine dell’attività lavorativa, oltre che alla possibilità di accedere, durante l’arco lavorativo alle dipendenze dell’Amministrazione Civica, a prestiti a tasso di favore da restituire in rate mensili scomputabili sempre dallo stipendio comunale. Ma – come detto – la gestione della “Cassa Prestanza” già dal 2008/2009 si presentava deficitaria, causa pure la sottovalutazione dei troppi pensionamenti da liquidare, pur essendo “soggetto” giuridico di natura privatistica, benché sottoposto a controllo pubblico. Ossia della stessa Amministrazione comunale, essendo per statuto il Sindaco pro-tempore, o un suo delegato, a rappresentarla legalmente. E, quindi, a gestirla a tutti gli effetti, pur evitando di portare il confronto sulla sua reale natura nell’aula assembleare, come ha chiesto a gran voce la mattina dell’antivigilia di Natale al sindaco in persona – dopo aver distribuito confezioni di panettoni dinanzi al Comune – una delegazione di cittadini/dipendenti che si sentono derubati.

Francesco De Martino


Pubblicato il 4 Gennaio 2024

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