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Cassa Prestanza: promesse su promesse, ma i rimborsi sono imballati

Ecco un altro viceministro in 'tour' elettorale con altre garanzie di interessare il Governo

Si contano le ore, ormai, per recarsi nei seggi di Bari/Città a votare nuovo sindaco e consiglieri comunali, con promesse e impegni che – come sanno bene tutti, ormai …- si sprecano. E anzi si moltiplicano peggio dei pani e pesci d’evangelica memoria. E figurarsi se alla vigilia d’una votazione al Comune di Bari poteva mancare chi, cogliendo la palla al balzo, negava promesse e garanzie per schiodare dal mistero la povera e derelitta Cassa Prestanza. Con l’impegno rapido e assoluto di leggi e regolamenti ‘ad hoc’ per sciogliere nodi attorcigliati da troppo tempo attorno a un organismo previdenziale nato quando i dipendenti pubblici chiedevano prestiti per curare i denti o mandare i propri figli in colonia. Una vertenza infinita, sfociata – col ritiro dei cospicui finanziamenti comunali e le mancate iscrizioni di nuovi assunti al Comune di Bari – nella crisi e poi amano a mano nel mancato pagamento dei corrispettivi maturati. E ora? <Coinvolgeremo Istituto Nazionale della Previdenza, ne ho già parlato con il presidente Fava”. ha gonfiato il petto il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon durante un incontro col candidato/sindaco Fabio Romito sulla tormentata questione. Insomma, invece di tacere, lasciando ai fatti l’onore di scrivere la parola ‘fine’ sulla Cassa Prestanza del Comune di Bari, ecco un altro politico in vena di promesse: “…gli uffici stanno lavorando: stiamo valutando una norma nazionale – ha aggiunto impavido Durigon l’altro ieri – e anche se 11 milioni sono troppi per un Comune, ci sono tutti i presupposti per lavorare insieme Governo e Comune di Bari”. E non basta. “E’ fondamentale il problema di Cassa Prestanza – ha scandito a sua volta l’avvocato-candidato di centrodestra – perché troppe famiglie hanno perso i loro risparmi a causa della superficialità e del disinteresse del Comune. Attraverso la collaborazione col Governo – che ringrazio nella persona di Durigon, per aver presto l’impegno di occuparsi di questa questione – per la prima volta da quando la seguo da consigliere comunale e poi regionale d’opposizione, che segniamo un punto su questa lunga vicenda”. Mah, fin troppo azzardato <<segnare un punto>> in una storia che, come detto, va avanti vertici, denunce, indagini, sentenze, leggi speciali e fallimenti, senza mai venirne a capo dal 2008. E cioè da quando su queste colonne cominciammo a chiedere al Comune bilanci e Statuto della Cassa a un’assessora della Giunta Emiliano che, per passarceli, ci chiese domande per iscritto e accesso agli atti. Ora di tempo ne è passato, per carità, eppure l’elenco degli aventi diritto almeno di quanto hanno versato è tornato per ordine del Tribunale in mano ai liquidatori, proprio quando pareva che i liquidatori avessero deciso tutto. E nel frattempo politici di altri gruppi, partiti e colori non hanno avuto remore a promettere interessamenti di governi diversi che dovevano accogliere, però, più o meno gli stessi ordini del giorno, sul tema. Finanche il presidente uscente del Consiglio aveva garantito <<…l’impegno del Governo>> per approvare un emendamento a favore. Macchè niente di niente per un organismo (gestito interamente dal Comune) che ha funzionato come un istituto bancario, ma senza controlli e limiti di legge. E forse era proprio per rispetto nei confronti di impiegati, funzionari e dirigenti comunali – dopo anni e anni di misteri, omissioni e silenzi – privati di parte dello stipendio, ch’era meglio tacere o cercare altri argomenti…evitando ancora promesse di stampo elettorale sull’ex Cassa Previdenza, Sovvenzioni e Prestiti. (Fra. De Ma.)


Pubblicato il 7 Giugno 2024

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