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Cassano resta commissario all’Arpal, ma il bando per le assunzioni deve essere rifatto

La mozione di revoca del commissario dell’Arpal (Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro) presentata agli inizi marzo dall’opposizione di centrodestra alla Regione Puglia e sostenuta anche dai consiglieri dell’opposizione pentastellata, dopo più di un rinvio, a causa della non presenza in Aula del governatore Michele Emiliano, è stata messa in discussione e votata nel corso dell’ultima seduta di consiglio regionale, svoltasi mercoledì mattina. Esito del voto? Ventiduevoti a favore ed altrettanti contro. Quindi, mozione respinta, poiché in caso di voti equivalenti la proposta – come è noto da Regolamento – si considera respinta. Pertanto, l’Assemblea pugliese non ha approvato la mozione dello scorso mese di Marzo con la quale le forze di opposizione della Regione invitavano il governatore Emiliano a revocare la nomina dell’ex senatore forzista Massimo Cassano da Commissario straordinario dell’Arpal, figura non prevista dalla legge regionale istitutiva dell’Agenzia,  e ad avviare le procedure necessarie per la selezione e nomina del Direttore generale, come previsto dall’articolo 9 della stessa legge, ossia la n. 29 del 2018. Nell’illustrare le motivazioni di tale mozione, il primo firmatario della stessa, Francesco Ventola di Dit, ha chiesto al presidente Emiliano di conoscere le norme in base alle quali aveva proceduto a nominare un Commissario straordinario, anziché indire una selezione pubblica per individuare il Direttore generale, come prevista per legge. Nel corso del dibattito, sono intervenuti anche il capogruppo di Dit, Ignazio Zullo, e quello di Forza Italia, Nino Marmo, i quali hanno ribadito la necessità di revocare l’incarico affidato a Cassano e di far ritornare l’Agenzia nell’ambito della neutralità e della legalità. Però, il presidente della Regione, Emiliano, ha spiegato che si è proceduto con la nomina del Commissario, trattandosi di una Agenzie alle prese con la fase costitutiva e che, appena si sarà conclusa questa fase e resa operativa l’Agenzia, si procederà il più rapidamente possibile con il bando per individuare il previsto Direttore generale. “Emiliano ha fatto una cassanata!” è stato il commento del gruppo di Direzione Italia (Ignazio Zullo, Francesco Ventola, Luigi Manca e Renato Perrini) al risultato della votazione finita in parità e che vede respinta la mozione, che è stata giacente circa tre mesi all’Odg del Consiglio, sulla revoca del Commissario dell’Arpal. Infatti, per il gruppo dei fittiani “Il presidente magistrato (in aspettativa) che ha fatto della legalità il suo ‘core business’ da oggi, di fatto, autorizza tutti i pugliesi a non rispettare le leggi, ma a rifarsi a più generici principi generali”, perché – sempre secondo i consiglieri di Dit – “quel 22 a 22 apparso sul tabellone ‘salva’ Cassano come commissario Arpal, ma boccia le scelte politiche di Emiliano che oggi si è arrampicato sugli specchi per giustificare una nomina che ancor di più, nel corso del dibattito in Aula, è apparsa di stampo elettorale”. Infatti, ha ricordato inoltre gli stessi: “l’Arpal è stata la ‘poltrona’ dove far approdare Cassano, per convincerlo a passare con il centrosinistra alla vigilia delle europee e delle amministrative” ed “in cambio Cassano ha formato e presentato liste in alcuni dei Comuni dove si votava a favore dei candidati sindaci di centrosinistra”. Ed “Emiliano, che si è presentato in aula solo oggi, ha non solo consentito che avvenisse tutto questo, ma oggi non ha saputo neppure indicare in virtù di quale articolo di legge ha potuto nominare Cassano commissario”, semplicemente perché “nella legge istitutiva dell’Arpal non c’è”. Per l’opposizione pentastellata la difesa di Emiliano della  nomina commissariale all’Arpal è stata “un’arrampicata sugli specchi” che non ha convinto neanche quello che resta della sua maggioranza. E questo, per il gruppo regionale del M5S, “è il segno che basta il semplice voto segreto per spaccare il centrosinistra” e che si chiede: “come si può governare in questo modo una Regione?”. Infatti, hanno rilevato i penta stellati,  il modus operandi di Emiliano è di nominare come commissari uomini di sua fiducia, che alla fine niente hanno di straordinario, ricordando che “stessa cosa è accaduta per l’Asset, dove si è andati avanti con un lungo e immotivato commissariamento, che dura da quasi due anni e quando è stato finalmente indetto l’avviso pubblico per la nomina del nuovo Direttore generale, sono stati dati appena 15 giorni di tempo per la presentazione delle candidature, coincidenti in gran parte con il periodo pasquale e con altre festività”. “Decisioni – hanno concluso i “5 Stelle” – sicuramente utili per la prossima campagna elettorale, meno per i pugliesi che vorrebbero agenzie utili e non contenitori vuoti utili solo a distribuire poltrone”. Invece, è stata approvata dal Consiglio regionale, con 22 voti a favore e 21 contrari, la mozione a firma dei consiglieri Francesca Franzoso e Marmo di Forza Italia, con cui si chiede al non revocato Commissario dell’Arpal-Puglia di revocare l’avviso pubblico per la formazione di una ‘short list’ di esperti qualificati, per incarichi di supporto all’Agenzia. Secondo quanto è stato illustrato da Franzoso nel corso del suo intervento, l’avviso pubblico presentava alcune irregolarità e soprattutto non era indicato un termine di durata della ‘short list’, non era previsto un limite temporale entro cui riaprire la ‘short list’, nessuna soglia, minima o massima, di retribuzione per i professionisti che saranno inseriti nella ‘short list’ e quali fossero le attività istituzionali, gli incarichi o i progetti che i professionisti saranno impegnati a sostenere. Pertanto, con l’approvazione di questa seconda si è impegnato il presidente della Regione a predisporre un nuovo avviso e la riapertura dei termini dell’avviso precedente nel rispetto dei principi della trasparenza, economicità ed imparzialità della Pubblica Amministrazione, facendo salvi i curricula già acquisiti. L’esito del voto sulle due innanzi citate mozioni, per il consigliere dell’opposizione di centrodestra Gianicola De Leonardis  si è tradotto “in una rovinosa caduta” per Emiliano, perché “quando si è arrivati al momento della verità, il voto segreto delle due mozioni presentate dal centrodestra” rappresenta una “sconfitta del suo modo di fare politica” e la presenza di un “malessere interno alla sua stessa maggioranza”. Ma per Emiliano evidentemente va bene così e va avanti speditamente sulla propria strada, incurante delle critiche provenienti dalle forze di opposizione. Ed anche da quelle della sua stessa maggioranza  che, come ha dimostrato l’esito del voto sulle due mozioni citate, è sicuramente più emblematico delle parole e dei discorsi che avrebbe potuto rivolgergli contro.

 

Giuseppe Palella

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