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Cassano trascina “Puglia popolare” nel partito di Salvini

Alle regionali del 2020 aveva sostenuto la riconferma di Michele Emiliano a governatore, eleggendo nella coalizione di maggioranza ben sei consiglieri

Il movimento civico “Puglia popolare”, che alle regionali del 2020 aveva sostenuto la riconferma di Michele Emiliano a governatore, eleggendo nella coalizione di maggioranza ben sei consiglieri, è confluito nel partito di Matteo Salvini. L’adesione di “Puglia popolare” alla Lega è stata ufficializzata ieri mattina, alla presenza del vicesegretario nazionale della Lega Claudio Durigon, nel corso di una conferenza stampa tenutasi alla Camera dei deputati per fare un punto sulle prossime elezioni regionali in Puglia e in Campania. A far confluire il movimento civico “Puglia Popolare” nel partito di Salvini è stato l’ex senatore ed ex sottosegretario al Lavoro nel governo Renzi prima e Gentiloni dopo, Massimo Cassano, che di detta sigla locale della politica pugliese è stato fondatore ed oggi continua a conservare l’uso del simbolo, ma non i sei consiglieri eletti nel 2020 che invece nel frattempo sono transitati in altre formazioni. Ciò nonostante, secondo quanto sostiene lo stesso Cassano, il movimento da lui fondato continuerebbe a “rappresentare (ndr – tra sindaci, consiglieri comunali e di municipio) ben 250 amministratori” sparsi su tutto il territorio pugliese. La decisione di Cassano di aderire, insieme alla sua “civica”, al Carroccio in realtà non è una sorpresa dell’ultimo minuto, ma il risultato di una “collaborazione” che l’ex sottosegretario ed ex dg di Arpal-Puglia ha intrapreso con la Lega già dalle amministrative dello scorso anno e dalla presa di coscienza che “la Lega – dichiarato Cassano in conferenza stampa – osserva con molta attenzione i territori, la classe dirigente, i consiglieri comunali, di Municipio”. “Abbiamo fatto tutti insieme un ragionamento – ha affermato ancora Cassano, riferendosi evidentemente ad un preventivo confronto tra tutti gli aderenti a Puglia Popolare – e abbiamo deciso di aderire alla Lega, perché questo è un partito che non ha paura di aggregare”. Ma se il passaggio con la Lega è importante a Cassano, per tentare alle prossime elezioni di tornare a fare il consigliere alla Regione, per la Lega l’annessione di “Puglia popolare” è altrettanto importante, per tentare di cambiare la rotta al governo della Puglia, che – come è noto – da 20 anni consecutivi è passato nelle mani del centrosinistra con Nichi Vendola prima ed Emiliano dopo. Infatti, il vice di Salvini intervenuto ieri alla conferenza stampa di Montecitorio ha espressamente dichiarato: “Stiamo lavorando veramente su questa battaglia, che può sembrare difficile, quasi impossibile, ma sono convinto che” in Puglia e Campania “riusciremo a cambiare la rotta e il colore in queste due regioni che hanno patito grandi problematiche con il centrosinistra”. A rafforzare le file della Lega in queste due regioni del Sud, in vista delle prossime elezioni regionali, è anche l’ingresso dell’ex sottosegretario ed ex dg di Arpal, Cassano, in Puglia ed il ritorno nel Carroccio dell’ex europarlamentare Lucia Vuolo, poi transitata in Forza Italia nel 2021, ma che ora invece sarà nuovamente candidata con la Lega come consigliere regionale in Campania, nella circoscrizione di Salerno. Mentre il pugliese Cassano – a quanto pare – dovrebbe essere candidato anch’egli a consigliere alle prossime regionali nelle fila leghiste, nella circoscrizione di Bari. La presenza di Cassano nelle fila di Salvini potrebbe essere sicuramente più significativa per il centrodestra pugliese poiché, come detto innanzi, si tratterebbe di un passaggio di campo dallo schieramento di centrosinistra a quello di centrodestra. Un passaggio che di certo non produrrà lo spostamento dei circa 100mila voti del 2020 e dati a sostegno di Emiliano, poiché nessuno dei sei consiglieri regionali allora eletti in “Puglia popolare” è rimasto legato alla sigla politica con cui era stato candidato. Però, è possibile che il movimento civico di Cassano, con la sua presenza diretta nella lista della Lega, insieme a quella di alcuni amministratori locali presenti in tutta la Puglia ed a lui ancora vicini, possa spostare almeno una forbice di 15- 20 mila voti alla coalizione di centrodestra e, in particolare, al partito di Salvini. Voti, questi, che alla Lega in Puglia potrebbero essere necessari, se non addirittura determinanti, a superare la soglia del 4% dei consensi, indispensabile per essere ammessi alla ripartizione dei seggi dell’Assemblea regionale pugliese. Seggi che – stante a quanto già riferito in un precedente nostro servizio della scorsa settimana – dovrebbero essere conservati a 50 unità e non più ridotti a 40, per effetto della riduzione di popolazione pugliese, scesa al di sotto di 4 milioni di abitanti rispetto al 2020. Una perdita di 10 posti nel plenum dell’Aula barese di via Gentile che non sarebbe più applicata, se nella seduta di oggi della Camera fosse approvata in via definitiva (come da previsioni) il disegno di legge in deroga alla normativa vigente, già licenziato favorevolmente da Palazzo Madama. Ancora nessuna novità sia sulla data di indizione delle prossime regionali che sul fronte, sia nel centrodestra che in quello di centrosinistra, per il nome da candidare a governatore in Puglia. Infatti, nel centrodestra si attende che i vertici romani dei tre maggiori partiti (Fdi, Fi e Lega) scelgano il nome per la successione a Luca Zaia in Veneto, per poi definire anche i nomi da candidare a presidente in Campania, Toscana e Puglia. Mentre nel centrosinistra la situazione di stallo in Puglia è determinata dal veto che il candidato governatore in pectore, Antonio Decaro, ha posto sulle candidature a consigliere del governatore uscente, Emiliano, e dell’ex governatore Vendola. Il leader del M5S, Giuseppe Conte, per le regionali pugliesi, in una diretta sui social, ha ribadito: “Non chiediamo un nostro candidato, ma vorrei che il Pd ci desse un segnale chiaro”. Un segnale che per Conte si tradurrebbe nel “voltare pagina” con Decaro, che a dire dei pentastellati “ha le carte in regola per essere il miglior interprete in questa prospettiva”, ma che pur essendo sulla scena politica pugliese dallo stesso tempo di Emiliano, non si capisce come mai sarebbe considerato comunque un rinnovatore solo perché si oppone alle candidature a consigliere di autorevoli esponenti che da sempre sono stati suoi sodali politici.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 6 Agosto 2025

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