Cultura e Spettacoli

Cathy La Torre, quasi un’arringa

Venerdì sera al Petruzzelli è andato in scena una conferenza-spettacolo promossa da Aurora Eventi

“Le donne portano sulle loro spalle la metà del cielo : E’ ora di conquistare questa metà! “, affermò una volta Mao Tse Tung in un suo discorso a proposito del ruolo della donna nella Rivoluzione cinese. Una conquista regolarmente ostacolata da un diecimila anni a questa parte, come confermato da numeri impietosi a proposito di ammazzamenti, infibulazioni, matrimoni coatti, accesso negato all’istruzione, al lavoro … Per fortuna non tutte le donne ci stanno. Da sempre Cathy La Torre, procuratrice legale e attivista, difende la causa femminile col coltello fra i denti. L’ultimo suo acuto di ‘resistenza’ si chiama ‘Tutte le volte che le donne’, conferenza-spettacolo promossa da Aurora Eventi e che venerdì scorso ha raccolto al Petruzzelli quasi un migliaio di persone. Lo show, ideato dalla La Torre insieme a Sarah Buono e Gabriele Scotti (regia di Bruno Fornasari), restituisce voce e memoria a figure femminili scivolate nel dimenticatoio, rimosse, snobbate o non apprezzate a sufficienza, come Hedy Lamarr, Franca Viola, Luisa Spagnoli… Sola in scena, supportata non più che da un disegno luci e da immagini in maxi schermo, l’attivista siciliana ha dato fondo al suo stile diretto e graffiante. Per due ore, quasi un’arringa difensiva, Cathy La Torre si è interrogata e ha interrogato la platea : Possibile che appena il 6% delle strade italiane sia dedicato a donne, religiose in prevalenza ? Possibile che le cose abbiano preso una piega tale da doversi coniare un termine come ‘bropriating’ per denunciare il comportamento di quegli uomini che, specie in campo lavorativo, si appropriano delle idee o dei contributi delle donne presentandoli come propri ? Possibile che la scheda Wikipedia relativa al ‘Monopoli’ riconosca a Elizabeth Magie solo il merito d’aver ispirato Charles Darrow, considerato il padre di questo gioco da tavolo ?… Ebbene è possibile, ecco la risposta. E numerosi altri sconci sono stati possibili. E allora affinché questo deplorevole andazzo abbia termine, bisogna non stancarsi di denunciare, di alzare la voce, scendere in piazza. Ovvero quanto fa la La Torre nelle aule dei tribunali, intervenendo su media e social oppure, ed è il caso di ‘Tutte le volte che le donne’, mettendoci la faccia come di più non si potrebbe. Lo show di cinque sere fa ha confermato l’energia di una ‘pasionaria’, la nobiltà di una causa e l’urgenza di sostenerla. Ma si sarebbe anche potuto fare a meno di cadute di tono, di acuti polemici oltre il necessario, di esternazioni faziose, del ricorso fessacchiotto all’intelligenza artificiale e dell’esercizio di un’intransigenza cavillosa che se (forse) fa spettacolo, di contro offre il fianco agli strali di un pensiero – non soltanto maschile –  ancora lontano dalla maturità.

 

Italo Interesse


Pubblicato il 18 Febbraio 2026

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio