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Ccr: “Vigileremo sulle future assunzioni di personale da parte della Regione Puglia”

Una vicenda iniziata nel lontano 1994 e che oggi, dopo ben 18 anni, non ha ancora trovato un suo decoroso epilogo. Circa 400 famiglie sono costrette a vivere con 420 euro al mese, si tratta degli ex dipendenti Ccr (Case di Cura Riunite), il cui fondatore, Francesco Cavallari, coinvolto negli anni Novanta nella tangentopoli barese, fu arrestato, poi successivamente assolto, dall’accusa di associazione mafiosa e a cui furono confiscati tutti i beni, per un ammontare di circa 350miliardi di lire. Una storia che ha coinvolto non solo una persona, ma  ha lasciato una eredità  di  400 lavoratori che sono stati costretti a sopravvivere con pochi soldi per oltre un decennio. Tra le fila dei loro sostenitori, spicca il nome del Presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, il quale ha richiamato al dovere le istituzioni, aventi l’obbligo morale di farsi carico di questa situazione, “ne abbiamo abbastanza di un presidente della Regione che fa il poeta e di un sindaco che aveva promesso 300mila posti di lavoro in più. Durante questi anni vi sono state numerose assunzioni di gente che poi è stata persino stabilizzata, mentre coloro che aspettano da anni che sia fatta giustizia, sono stati condannati all’oblio. Proprio in virtù di questo, rivolgo un appello alla Regione Puglia, appellandomi al buon senso che dovrebbe governare ogni azione, affinchè venga presa una soluzione. Ma soprattutto, rivolgo un appello al governatore Vendola e al sindaco Emiliano, affinchè smettano di prendere tempo fino alle elezioni, perché questa situazione non può più andare avanti”. Parole dure quelle del presidente Schittulli, che ha poi evidenziato quelle che sarebbero state da parte sua le possibili soluzioni ad un problema oramai decennale, “personalmente avrei promosso il blocco delle assunzioni e delle gare d’appalto agli esterni, perché è importante risolvere la situazione degli interni e di chi da anni vive con 420 euro al mese”. Intanto, nella giornata di oggi, durante il consiglio regionale, il consigliere Massimo Cassano e l’assessore all’Attuazione del Programma, Davide Bellomo, raccoglieranno le firme tra i consiglieri regionali, “perché arrivati a questo punto, è indispensabile capire chi è con noi e chi è contro di noi – ha sostenuto il consigliere Cassano – Una raccolta firme per modificare la legge 19 del 2010, al fine di estenderla all’intera regione Puglia e non limitarla alla sola città di Bari o alla sola provincia. Il presidente Vendola è chiamato a porre fine a questa incresciosa situazione, prima del termine del suo mandato”. E’ l’ennesimo esempio di come la politica dimostri di essere sempre più lontana dal popolo, “un’amministrazione che non mantiene quel che promette. E’ il chiaro esempio di una politica che ama la passerella, che promette di ridurre il fenomeno del precariato, ma che in realtà lo accentua sempre di più. Noi, al contrario, siamo i portavoce di una politica che ha a cuore il tema del lavoro. Sono due i percorsi che stiamo battendo – ha dichiarato il senatore D’Ambrosio Lettieri – da una parte stiamo tentando di modificare la legge 19/2010, dall’altra parte ci siamo rivolti direttamente al ministro Fornero, chiedendole di portare il problema intorno ad una tavola rotonda, al fine di restituire la speranza a tutti coloro che la stanno perdendo”. Il volto umano della politica che ha istituito una borsa di studio per Alessio, diciannovenne, figlio di un ex dipendente Ccr, che a 4 anni si è ammalato di tumore, ma che a 19 anni è riuscito a diplomarsi al liceo scientifico con 98/100, “un ragazzo che, nonostante le difficoltà economiche della sua famiglia, è riuscito a raggiungere un importante traguardo della sua vita e a cui noi oggi doniamo questa borsa di studio, affinchè possa proseguire lungo il suo percorso professionale” ha concluso il senatore D’Ambrosio Lettieri, tra gli applausi dei 200 ex lavoratori Ccr, presenti nella sala consiliare del Palazzo della Provincia.

Nicole Cascione

 

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