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C’è perfino il ‘taglia e incolla’ sbagliato, nella gara per le buste-paga all’ARIF

Riserva non poche sorprese, come sempre, la gestione dell’Agenzia Regionale Irrigui e Forestali della Regione Puglia, diretta dall’ex consigliere regionale piddì e avvocato leccese Giuseppe Maria Taurino, specie se si decidesse di riesaminare la vicenda della gestione delle buste paga per il personale, un affare a sei zeri affidato con una gara dai numerosi lati poco chiari. Ma cominciamo dal principio, quando, per ottimizzare i costi di un’Agenzia che adesso (da sola) conta oltre milleseicento dipendenti, il direttore generale decide di bandire una gara per l’affidamento della gestione economica del personale: base di gara, 191.520,00 euro per un biennio. I paletti posti per essere ammessi alla gara sono molto restrittivi, talmente restrittivi da escludere la possibilità di partecipare all’azienda pugliese che, per ben dieci anni, aveva fornito lo stesso servizio prima direttamente alla regione Puglia, e, successivamente, alla stessa ARIF per la modica cifra di 24mila euro annui: tra le cinque aziende invitate a partecipare alla gara, oltre all’azienda uscente esclusa a priori, tre delle restanti non gestivano paghe e pertanto ne restava solo una. Caso vuole, azienda leccese. Ma il diavolo fa le pentole e non i coperchi. Di fatto viene fuori che il bando era stato redatto facendo un <> compreso un vistoso errore di ortografia proprio dalla presentazione della procedura paghe visibile sul sito internet dell’azienda salentina. Da qui, per placare il clamore mediatico, la decisione del direttore generale Taurino di non assegnare la gara, ma di riaprirla. Purtroppo però la gara è stata riaperta esattamente così come era la prima volta, errore di ortografia compreso (…non sono riusciti a capire dove era, negli uffici di via Corigliano). A questa seconda gara partecipano due aziende, una potentina e la solita azienda di Lecce che, però, commette un errore grossolano per un’azienda che lavora prevalentemente con gli enti pubblici, in quanto non allega la copia della fideiussione. E pertanto viene esclusa. Si aggiudica la gara  l’azienda lucana per la modica cifra di 155mila euro. per biennio. Probabilmente a causa dei tempi stretti per partire con la nuova procedura ai dirigenti ARIF sfuggono alcuni piccoli particolari, ad esempio il bando richiede espressamente che la ditta aggiudicataria abbia per lo meno una sede in Puglia, e la Publisys S.p.A. (questo è il nome della vincitrice) ha una sede anche a Cerignola. Peccato, però, che questa sede sia destinata esclusivamente a ricevere i contribuenti del Comune di Cerignola per l’attività di back-office, poichè l’azienda in oggetto a Dicembre del 2008 si era aggiudicata la fornitura per la gestione dei conteggi dell’ ICI e della TARSU e l’apertura di questi uffici sono stati espressamente richiesti dal comune di Cerignola nel contratto d’appalto sottoscritto il 17 dicembre 2008 in cui vengono poste delle condizioni anche sulle caratteristiche tecniche del personale che l’azienda aggiudicataria andrà ad adibire a questo servizio. Un altro punto debole del bando di gara, non meno trascurabile del primo, prevedeva che l’ARIF verificasse il possesso d’un requisito che le aziende che producono software paghe, per legge, dovrebbero possedere, ossia l’autorizzazione rilasciata dalla centrale-rischi INAIL di Roma per la stampa dei Libro Unico del Lavoro. Un requisito che, per legge, debbono possedere le ditte addette all’elaborazione delle buste paga, mancante alla società lucana scelta dall’ARIF, visto che quelle elaborate a Maggio dell’anno scorso e riferite alle competenze di Aprile non recavano nessuna autorizzazione, mentre in seguito l’unica autorizzazione riportata sui cedolini paga emessi a Giugno (per le competenze di Maggio) recava solo l’autorizzazione rilasciata dall’INAIL di Bari direttamente all’ARIF, in data 28/05/2012. Altra anomalia? Il bando prevedeva che lo svolgimento dell’attività della gestione economica del personale si sarebbe dovuta svolgere presso la sede principale dell’agenzia, pertanto via Corigliano, a Bari. Tuttavia, di fatto, ad oggi l’elaborazione delle buste paga viene effettuata presso la sede di Potenza che raccoglie mensilmente le variazioni comunicate dalle varie sedi dell’agenzia stessa. Questa scelta in deroga a quanto chiesto nel bando, altro non ha procurato che far perdere le competenze acquisite nel corso degli anni dal personale interno ARIF, che fino a meno di un anno fa gestiva le paghe.

Francesco De Martino

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