Cultura e Spettacoli

Cechov, tre atti unici

Raccontare Anton Cechov, quale tentazione. Due vocazioni altrettanto intense qui scorrono in parallelo : Cechov era destinato alla carriera di medico, si ritrovò invece drammaturgo di fame mondiale. Riflesso di questa dicotomia è l’amore per i contrasti. Se non disdegnava la vita tumultuosa della piccola società borghese, che ritraeva nelle sue opere, Cechov manifestava anche un bisogno – non sempre appagato – di completa solitudine. Tracce di tanta ricchezza emotiva sono nell’epistolario di Cechov, che trattenne un fitto carteggio con la moglie, l’attrice Olga Knipper, la quale continuò a scrivergli anche dopo la morte. Fare un ritratto di Cechov, dunque, vuol dire intersecare i testi con lettere e altre testimonianze. E’ quello che fanno Elena Bucci e Marco Sgrosso con ‘Svenimenti’. Questa produzione CTB/Belle Bandiere è andata in scena al Teatro Kismet nell’ultimo fine settimana. Accompagnati da Gaetano Colella, Bucci e Sgrosso compongono una drammaturgia nella quale alcuni celebri atti unici (L’orso, Una domanda di Matrimonio e Il tabacco fa male) si intersecano con visioni e frammenti di altre opere. Una cosa rimasta a metà, nel senso che a volte i tre copioni sembrano intrusi nel vissuto dell’Autore, mentre altre volte si ha la sensazione del contrario. Alla fine, quantitativamente, prevalgono gli atti unici cui fa cornice un tesoretto di aneddoti e confessioni. Sgrosso, Bucci e Colella adottano modalità nevrotiche ed esasperate non sempre godibili. Ciò, comunque, nulla toglie alla bravura degli interpreti. Degno di nota il lavoro scenografico, questo gioco di fondaletti candidi che salgono, scendono, si aprono… Molto buona l’accoglienza della platea. – Prossimi appuntamenti per la stagione dei Teatri di Bari, domani giovedì 21 dicembre con’I promessi sposi’ al Nuovo Abeliano e ‘Pirandello ora pro nobis’ al Kismet. Con ‘I promessi sposi’ Michele Sinisi torna, dopo il precedente di ‘Miseria e nobiltà’, a misurarsi con un altro grande testo. Suo obiettivo è “condividere col pubblico un immaginario comune, in cui il suono della campanella scandiva il tempo delle lezioni” (produzione Elsinor). In ‘Pirandello ora pro nobis’ (produzione Teatro delle Saline) Nunzio Caponio disegna “un percorso avvincente nei labirinti ora drammatici ora grotteschi dell’intera opera pirandelliana, dove il reale si intreccia con il virtuale’, gli attori in carne ed ossa agli avatar, il video al teatro, per raccontare il genio dello scrittore siciliano con i linguaggi immaginifici della contemporaneità”. Con Caponio saranno in scena Monica Spanu e Angelo Trofa.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 20 Dicembre 2017

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