Centri dell’impiego allo sbando, senza scrivanie e computer
Centri dell’impiego, avamposti per movimentare il lavoro che manca dappertutto, o fortini senza personale e direttive, abbandonati a se stessi da un’amministrazione regionale che pensa solo al tornaconto personale dei soliti politicanti? Per i rappresentanti dei lavoratori, che preferiscono non usare termini così pesanti apertamente, la situazione è <<drammatica>> nei Centri per l’impiego della Regione Puglia. Infatti, dopo il passaggio dei dipendenti dei Centri per l’Impiego dalle Amministrazioni Provinciali alla Regione Puglia, avvenuto in data 1° luglio dell’anno scorso, si è creata una vera e propria situazione di immobilismo che ha reso difficile consentire ai dipendenti degli stessi Centri di poter svolgere la propria attività. <<Abbiamo più volte inviato alla Regione Puglia ed All’Arpal (Agenzia che gestisce da marzo 2019 le politiche attive del lavoro) richieste di incontro per poter affrontare le varie problematiche che attanagliano i Centri per l’Impiego, richieste, rimaste purtroppo inascoltate>>, attacca Carlo Cirasola, segretario del Sindacato ‘CSA-Regioni’. In particolare, Cirasola fa riferimento alla cronica e gravissima carenza di personale, ulteriormente aggravata dalla mancanza di attrezzature strumentali (personal computer e stampanti multifunzione in primis) indispensabili per lo svolgimento dei compiti istituzionali. Questi gravi ritardi, inutile dirlo, pongono i dipendenti nella <<….assurda situazione di fare i turni tra di loro per l’utilizzo delle poche postazioni dove ci sono ancora computer funzionanti, creando uno stato di estrema frustrazione da parte degli stessi, aggravato dal fatto che spesso sono anche soggetti ad invettive ed in alcuni casi veri e propri casi di aggressione da parte dei cittadini, insoddisfatti ed inferociti dalla mancanza ed alla inadeguatezza dei servizi erogati>>, lamentano i sindacati autonomi in prima linea. Ragion per cui, nonostante le varie richieste da parte del ‘CSA Regioni Autonomie Locali’ inviate alla Regione Puglia ed all’Arpal (l’Agenzia Regionale del Lavoro affidata a Massimo Cassano) per l’istituzione di un servizio di guardiania e vigilanza presso i CPI per tutelare l’incolumità dei dipendenti – specie di quelli che prestano servizio in aree particolarmente delicate- l’aria si fa ogni giorno più pesante agli sportelli frequentati da disoccupati cronici e giovani in cerca di prima occupazione. E le continue aggressioni cui sono sottoposti i dipendenti (ultima al CPI di Taranto) diventano quasi ordinaria amministrazione. <<Chiediamo di porre rimedio alla situazione venutasi a creare, rimuovendo ogni ostacolo di natura burocratico-finanziaria per l’acquisto delle attrezzature mancanti e per la sostituzione graduale e programmata di quelle più inadeguate, affinchè questi uffici possano tornare ad avere la dignità che i compiti affidati dalla legge richiedono, nella massima tutela e salvaguardia della integrità fisica e morale dei dipendenti>>, l’appello del sindacato autonomo. Ancora una volta “vox clamantis in deserto”…
Francesco De Martino
Pubblicato il 18 Ottobre 2019



