Cronaca

Centrodestra pugliese ancora nel caos per il candidato presidente

Il centrodestra pugliese è sempre più nel caos per la scelta del nome da candidare alla guida della coalizione alle regionali di maggio prossimo. Ed anche se la decisione di Silvio Berlusconi di non fare votare i “forzisti”  per  il candidato al Quirinale, Sergio Mattarella, di Matteo Renzi (Pd), lascerebbe ben sperare agli elettori pugliesi di centrodestra in una immediata cessazione della ‘guerra fredda’ all’interno di Forza Italia tra il leader pugliese del partito, Raffaele Fitto, e lo stesso Berlusconi, e quindi in una rapida soluzione unitaria nella scelta del criterio per individuare il nome da mettere a capo del centrodestra in Puglia alle regionali. Ma difficilmente il prossimo candidato pugliese di centrodestra alla presidenza della Regione riuscirà a recuperare fino a metà maggio, ossia in poco più di tre mesi, il tempo finora perso per la campagna elettorale conoscitiva. E, quindi, a pareggiare il vantaggio accumulato dal candidato del centrosinistra, Michele Emiliano (Pd), che ha già alle spalle diversi mesi di propaganda politica ed elettorale, acquisita inizialmente con la campagna delle primarie e successivamente con quella da candidato presidente. Alla fine, infatti, potrebbe essere quasi un fatto obbligato per Forza Italia, e conseguentemente per Fitto, ripiegare sulla candidatura dell’ex presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, leader dell’omonimo Movimento politico, che ha già il sostegno del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, di Fratelli d’Italia, del Nuovo Psi e di altre formazioni minori. Ma soprattutto ha già avviato un giro elettorale nei Comuni pugliesi. “Vogliamo tenere assieme la coalizione ed avere un nome condiviso” ha commentato il capogruppo di Forza Italia alla Regione Puglia, Ignazio Zullo, parlando a Bari sulla scelta del candidato di Fi per la presidenza della Regione. Infatti, il centrodestra, malgrado le numerose sollecitazioni emerse anche all’interno della coalizione, non ha deciso il proprio candidato che sfiderà l’ex sindaco di Bari. “Abbiamo scelto – ha spiegato Zullo – di rimetterci alla volontà di Silvio Berlusconi ed aspettiamo che ci faccia il nome”. “Al nostro leader – ha continuato il capogruppo regionale forzista – chiediamo di fare presto e di fornire un nome condiviso dal tavolo romano dei partiti che si riconoscono nell’area di centrodestra”. Zullo,  nonostante le pressioni degli altri partiti della coalizione che hanno già individuato il candidato di centrodestra nell’ex presidente della Provincia di Bari, non crede ci sia il rischio di andare divisi alle elezioni visto che ha pure chiarito: “Non penso andremo divisi perché anche gli altri partiti della coalizione hanno assentito sulla nostra necessità di rimetterci al tavolo nazionale, lì dove anche loro hanno propri rappresentanti”. Ed ha poi sottolineato: “Se c’é poi qualcuno che tra noi vorrebbe replicare il modello 2010, con una spaccatura tra le forze di centrodestra, non esiterei a definirlo irresponsabile”. Zullo ha commentato, infine,  lo scricchiolare del ‘patto del Nazareno’ con la decisione del premier Renzi di proporre la candidatura di Mattarella a Capo dello Stato: “Non riusciamo a capire come Berlusconi possa essersi fidato di Renzi. Siamo alternativi a Vendola e siamo alternativi a Renzi. Condividiamo l’azione di Raffaele Fitto nella misura in cui mette in evidenza un valore grande che abbiamo sempre sostenuto: l’alternanza di governo e la nostra diversità dalla sinistra”. Sul fronte opposto invece l’ex assessore alla Toponomastica, Titti De Simone, che nel febbraio del 2014 prese il posto di Filippo Barattolo (Udc) nella giunta Emiliano, ed ora responsabile al Programma nello staff dell’ex Primo cittadino barese in corsa per succedere al governatore uscente Nichi Vendola, è intervenuta per invitare gli esponenti pugliesi del “Movimento 5 Stelle” a costruire un programma per la Puglia insieme ai cittadini, ma sottintendendo probabilmente ‘insieme ad Emiliano’. Un tentativo, questo, per tentare evidentemente di smorzare la pesante polemica che recentemente si è innescata su Twitter tra l’appena nominata candidata alla presidenza della Regione del M5S, Antonella Laricchia, ed Emiliano per l’appunto. Infatti, De Simone nel proprio intervento ha tra l’altro dichiarato: “Siamo convinti che, nel merito e nei contenuti, con il M5S non solo si possa dialogare, ma si possano costruire delle convergenze programmatiche. Ad esempio, condividiamo e siamo pronti ad appoggiare la proposta del movimento sull’elezione del terzo candidato presidente, perché va nella direzione da noi auspicata di un allargamento degli spazi di partecipazione e di rappresentanza”. Un punto, questo, particolarmente caro al ‘M5S’ poiché consentirebbe di eleggere con certezza il proprio candidato alla presidenza almeno come consigliere regionale, qualora nella legge elettorale in via di approvazione alla Regione fosse prevista una norma analoga a quella delle amministrative per i candidati sindaci non eletti. Un modo per ingraziarsi forse i “grilli” pugliesi ed evitare che in campagna elettorale alzino i toni con il centrosinistra di Emiliano, come è accaduto ultimamente su Twitter. Quindi, l’invito lanciato ai ‘pentastellati’ pugliesi per “una collaborazione leale, trasparente, sui contenuti e sulle proposte, con l’impegno che chiunque vinca le porti avanti” è stato della De Simone, ma ad averlo suggerirlo è probabilmente lo stesso Emiliano, dopo lo scontro su Twitter con Laricchia. Un suggerimento fatto ‘ad hoc’ dall’ex sindaco barese, in veste evidentemente di segretario pugliese del Pd, visto che la proposta di assicurare il seggio in via Capruzzi a Laricchia, con un’apposita norma nell’emananda legge elettorale, Emiliano la può rendere effettiva sin da questo fine Legislatura con il Pd, che alla Regione è l’azionista di maggioranza dell’uscente governo Vendola.

 

  Giuseppe Palella


Pubblicato il 31 Gennaio 2015

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