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C’era una volta un piccolo naviglio…

Il modellismo navale statico si distingue da quello dinamico per il fatto di dare vita a manufatti non destinati a galleggiare bensì a far bella mostra in qualche vetrinetta una volta collocati su appositi sostegni. In genere i cultori di quest’hobby prediligono le navi a vela, giudicate più belle e romantiche di quelle a motore. A occuparsi di incrociatori, sommergibili e piroscafi è perciò altra categoria di appassionati, che può avvantaggiarsi dei piani costruttivi originari, cosa che consente riproduzioni in scala pressoché perfette. Un magnifico esempio di modellismo navale statico moderno è conservato nel Museo Civico Storico di Bari. Si tratta della riproduzione in scala 1/75 di una motonave che consumò la sua breve vita (tredici anni) solcando il Mediterraneo nella prima metà del Novecento e il cui nome omaggia il capoluogo pugliese. Costruita nel 1928 nello Stabilimento Tecnico Triestino, la Città di Bari (nell’immagine) navigò ‘in pace’ per undici anni, prima di essere convertita in incrociatore ausiliario alla vigilia della seconda guerra mondiale (conversione che le fu fatale perché l’unità esplose nel porto di Tripoli il 3 maggio 1941). Aveva una stazza lorda di 3339 tonnellate e disponeva di cinque stive della capienza di 4153 metri cubi. Poteva ospitare in cabina sino a 89 passeggeri.  Un singolo motore dieselprodotto dalla FIATimprimeva la potenza di 4000 hp ad un’elica, permettendo la discreta velocità (per un mercantile) di 14,5 nodi. Iscritta con matricola 41 al Compartimento Marittimo di Bari, la nave apparteneva inizialmente alla Puglia Società anonima di Navigazione a Vapore (con sede a Bari), che il 4 aprile 1932confluì, insieme ad altre compagnie di navigazione adriatiche, nella Compagnia Adriatica di Navigazione, con sede a Venezia. La società avrebbe poi definitivamente cambiato nome, il 1º gennaio 1937, in Adriatica Società Anonima di Navigazione. Per conto dell’Adriatica la Città di Bari venne utilizzata sulla linea numero 54, che collegava il Tirreno al Pireo eIstanbul. Un’altra rotta percorsa dalla motonave fu la Brindisi-Pireo-Rodi-Alessandria. Tornando al modellino, nessuna scheda consente di risalire al modellista (o ai modellisti), all’anno di costruzione, ai materiali impiegato e al numero di ore richieste da un lavoro così accurato, A quest’ultimo proposito è però possibile fare qualche calcolo approssimativo. Un affidabile sito di modellismo stima in un numero di ore compreso tra le 1500 e le 2500 il tempo necessario ad assemblare un vascello a vela a tre ponti in scala 1/75 e della lunghezza di 140 centimetri. Il modellino del Città di Bari, anch’esso in scala 1/75, misura circa 1,5 metri. Considerando la superiore difficoltà rappresentata dalla riproduzione di velatura e relativo cordame, quel numero di ore si può attestare per la Città di Bari tra le 1000 e le 1500 ore. Dedicandosi tre ore al giorno, un uomo solo ci mette due anni.

Italo Interesse

 

 

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