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Cercasi esperto per allargare la partecipazione nella Puglia di Emiliano

Superesperto cercasi alla Regione, ovviamente a spese dei contribuenti. L’art. 2 della legge n. 28 del 13 luglio 2017 denominata “Legge sulla partecipazione”, infatti, prevede che “La Regione Puglia, attraverso i processi partecipativi di cui alla presente legge persegue i seguenti obiettivi: a) promuovere la partecipazione come forma ordinaria di amministrazione e di governo della Regione in tutti i settori e a tutti i livelli amministrativi; b) garantire l’individuazione dei contenuti del programma di governo e dei documenti di programmazione, per seguirne l’attuazione o le eventuali modificazioni istituendo dispositivi istituzionali di monitoraggio e di verifica quali, la sessione annua le di partecipazione del Consiglio regionale, il “Town Meeting” e il “Citizen Meeting” ai sensi dell’articolo 8 della legge sulla partecipazione; c) garantire la partecipazione alla programmazione strategica della Regione Puglia, quale strumento fondamentale di indirizzo e di orientamento delle politiche pubbliche regionali; d) garantire la partecipazione per lo svolgimento di attività di interesse generale e di cura dei beni comuni; e) promuovere una cultura della responsabilità sociale condivisa in ogni ambito; f) promuovere la parità di genere; g) creare maggiore inclusione e coesione sociali, superando i divari territoriali, digitali, culturali, sociali ed economici; h) garantire il valore strategico della gestione sostenibile dei conflitti sociali e ambientali legati allo sviluppo del territorio, attraverso lo strumento della pianificazione territoriale partecipata; i) incrementare l’impegno democratico e il tasso di democraticità delle decisioni regionali e blablabla. E’ davvero infinito l’elenco di ciò che una legge buona per tutte le regioni e per tutte le stagioni tiene in considerazione, con buona pace di Emiliano, tanto che il suo fido capo di gabinetto Claudio Stefanazzi, dopo aver appurato che all’interno dell’ente non ci sono esperti di cotale portata, ha dovuto rivolgersi all’esterno come prescrive le norma. Con tanto di bando in scadenza il mese prossimo per reperire dirigente e personale, facendo funzionare altri uffici, competer e scrivanie. Eggià perché “La Giunta regionale istituisce nell’ambito della propria organizzazione una apposita unità organizzativa con funzioni in materia di partecipazione, denominata Ufficio della partecipazione, con i seguenti compiti: a) predisporre la deliberazione annuale di cui all’articolo 4, comma 4 della legge sulla partecipazione; b) garantire l’interazione e l’interscambio tra i diversi attori coinvolti nei processi partecipativi assicurando l’analisi dei fabbisogni e delle istanze partecipative e valorizzando i saperi di gruppi, organizzazioni e rappresentanze diffuse nella società; c) raccogliere istanze e dati che saranno alla base del programma annuale della partecipazione; d) raccogliere e istruire le proposte di processi partecipativi. Le proposte saranno valutate dalla Giunta regionale al fine dell’inserimento nel programma annuale della partecipazione anche per diffondere la documentazione sui processi svolti e sui documenti finali e organizzare le opportune intese e forme collaborative con le agenzie e gli enti strumentali della Regione, nonché forme di raccordo con gli assessorati. La reazione dei fieri oppositori in Consiglio non s’è fatta attendere. “Emiliano probabilmente farà parte delle truppe corazzate della Panzer-Division e nonostante la legge sulla partecipazione sia osservata dal governo nazionale e lo stanziamento sia stato bocciato nel bilancio regionale, ecco spuntare l’ennesimo tentativo del governatore di organizzare lo “staff per l’ufficio partecipazione”. Si tratta, appunto, della determina del Capo di Gabinetto n.55 del 29 dicembre scorso, presa di mira dal presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Nino Marmo. “Con l’atto in questione – prosegue Marmo- si apre l’avviso pubblico per la selezione di un esperto di processi partecipativi con il conferimento di lavoro autonomo. Un incarico da ben 65 mila euro l’anno, perché la partecipazione è un lusso… nella Puglia di Emiliano! Un lusso riservato a pochissimi intimi, visto che il presidente da un lato la nega costantemente a tutti i consiglieri (di opposizione ma anche di maggioranza, tanto che i ‘suoi’ gli hanno bocciato lo stanziamento in bilancio); dall’altro promuove una macchina (onerosa) che dovrebbe sopperire a ciò che lui non fa e che ci ricorda tanto le ‘Fabbriche di Nichi’ di vendoliana memoria. Ci sarebbe da ridere per tanta protervia,  se non fosse che si tratta di soldi dei pugliesi. Ad Emiliano –conclude Marmo- suggeriamo di iniziare dalle basi, consentendo la partecipazione dei rappresentanti istituzionali perché quella, almeno, è gratis!”. E ‘a gratis’, purtroppo, non si allargano consensi e tantomeno bacini elettorali, preparando il terreno per assumere fedeli funzionari e/o dirigenti regionali nella ridente Puglia della partecipazione allargata…

 

Francesco De Martino

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