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“Che ha deciso il Comune per il parcheggio interrato di Corso Cavour?”

“Che ha deciso il Comune di Bari per il progetto dei parcheggi interrari di Corso Cavour ?” A porre questo interrogativo sono alcuni baresi dopo aver notato il cantiere con i lavori in corso sull’area di Corso Cavour antistante il Palazzo con l’orologio digitale sul tetto, sede degli uffici della Banca Popolare di Bari, nella parte compresa tra l’incrocio con via Imbriani e quello con via Cardassi. Ossia sulla superficie della piccola piazza che fino a qualche tempo fa ospitava, durante le festività natalizie, le bancarelle di bigiotterie varie dei tanti ambulanti, che durante il resto dell’anno si collocavano altrove, ma nel periodo tra la festività dell’Immacolata e quella dell’Epifania si concentravano in quest’area di Corso Cavour. Il motivo di tale curiosità – per i baresi di buona memoria – è verosimilmente dovuto al fatto che quell’area, ora interessata da un importante intervento di riqualificazione, ricade in una vecchia progettazione del Comune risalente agli inizi degli anni Duemila, che prevede la realizzazione di un grande parcheggio interrato multipiano proprio in Corso Cavour, a partire dall’incrocio con via Cardassi fino all’altezza della storica sede della Camera di Commercio. Progetto, quest’ultimo, che – come si ricorderà – fa parte di una terna di parcheggi sotterranei assegnata nel 2004, sia per la costruzione che per la concessione, con una gara pubblica alla società Dec della famiglia De Gennaro. E di cui due parcheggi interrati (quello di piazza Giulio Cesare e quello di piazza Cesare Battisti) sono stati già realizzati da tempo, mentre l’ultimo, quello di Corso Cavour per l’appunto, non ancora. Sta di fatto, però, che di quest’ultima opera molti cittadini baresi non sanno con esattezza se il Comune intende ancora realizzarla oppure no. Infatti, secondo alcune indiscrezioni, la vicenda di questa terza opera cittadina di parcheggi interrati sembrerebbe alquanto ingarbugliata, sia per gli imprevisti tecnici che potrebbero sorgere in fase di realizzazione (come è accaduto precedentemente per quella di piazza Cesare Battisti), sia per il fatto che l’impresa Dec spa, essendo in stato di insolvenza, è stata messa dal Tribunale barese in amministrazione controllata. Situazione, questa, che a detta di qualche bene informato potrebbe creare più di una difficoltà alla prosecuzione del rapporto contrattuale sorto tra la stessa impresa ed il Comune di Bari, a seguito dell’aggiudicazione del 2004. Di contro, però, gli stessi bene informati hanno fatto pure presente che il Comune potrebbe essere chiamato a pagare una salatissima penale a favore della ditta aggiudicataria, ossia alla Dec, qualora rinunciasse definitivamente alla costruzione del mega parcheggio sotterraneo di Corso Cavour. Per cui il senso dell’innanzi citato interrogativo, che in tanti a Bari ora si stanno ponendo, a seguito dell’avviato restyling di quell’area di Corso Cavour prospiciente alla sede del noto Istituto bancario barese, è probabilmente legato al fatto di voler conoscere se l’amministrazione Decaro, che – tra l’altro – ha autorizzato la Banca Popolare di Bari a riqualificare quell’area con un intervento di sponsorizzazione di circa 240mila Euro, ha formalmente e definitivamente rinunciato alla costruzione del terzo parcheggio interrato cittadino (ossia quello di Corso Cavour) oppure la vicenda è – come è solito dirsi – tuttora appesa? Infatti, ha commentato in via deduttiva qualche barese: “Si deve presumere che l’amministrazione Decaro, avendo accettato la sponsorizzazione dell’Istituto bancario per la riqualificazione di quella piazzetta, abbia deciso di abbandonare definitivamente il progetto del parcheggio sotterraneo in detta zona cittadina”. Infatti, diversamente significherebbe che il sindaco di Bari, Antonio Decaro, sta facendo spendere circa 240mila Euro alla Banca popolare per un intervento che in seguito potrebbe anche essere vanificato, qualora riprenda quota la realizzazione dell’opera interrata di cui è aggiudicataria la Dec. Ipotesi, quest’ultima che potrebbe anche essere non inverosimile. Soprattutto se la mancata realizzazione di quel parcheggio interrato creasse le condizioni per la rivendicazione dal Comune, da parte dell’impresa aggiudicataria, della penale multimilionaria contrattualmente prevista. In definitiva, gli stessi baresi che si sono posti l’interrogativo iniziale si sono inoltre chiesti: “Alla luce dei lavori autorizzati dal Comune per la piazzetta di Corso Cavour, come stanno ora realmente i fatti per il progetto dei parcheggi sotterranei in quell’area?”. Secondo qualche indiscrezione – trapelata da ambienti di Palazzo di Città – pare che la “questione” con la Dec, per quel terzo parcheggio interrato non realizzato non sia tramontata del tutto definitivamente, ma è solo sospesa. Sarà vero? Infatti, il timore di molti è che, qualora la vicenda non fosse del tutto definita, e quindi ancora incerta la costruzione del parcheggio interrato, i lavori di abbellimento urbano in corso, il cui costo ricade interamente sullo sponsor, ovvero la Banca popolare di Bari, potrebbero tra qualche anno rivelarsi un vero e proprio spreco di denaro dell’Istituto bancario, mel caso che il Comune di Bari, per evitare di pagare una eventuale penale multimilionaria alla società della famiglia De Gennaro, dovesse in seguito dare corso all’intervento dei parcheggi sotterranei in Corso Cavour. Fatto, questo, che ovviamente comporterebbe il sicuro smantellamento di tutto ciò che di buono si sta realizzando con i lavori di restyling in atto su quella piazzetta. Insomma, in tale malaugurata ipotesi, il rischio è che le opere in via di realizzazione su quell’area pubblica barese di Corso Cavour sarebbero una vera e propria “beffa” per la città. E ciò, forse, ancor di più se si pensa che a sovvenzionare a titolo di sponsorizzazione quegli interventi è un Istituto bancario i cui azionisti, da qualche anno, hanno subito pesanti perdite nel capitale investito. E che, tra l’altro, non riescono ancora neppure a poter monetizzare, in toto o semplicemente in parte, i titoli di cui sono possessori.

 

Giuseppe Palella

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