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Cheddira: “Con Mirco e Ruben mi trovo benissimo”

Un Bari che con un punteggio così netto senza incassare reti non lo faceva da due stagioni, quando vinse 4-0 contro la Cavese, il 6 ottobre 2019, ed in rete andarono curiosità, Di Cesare, Antenucci, Costa e Sabbione. Domenica pomeriggio invece ha aperto le marcature sempre capitan Di Cesare, poi il nuovo Walid Cheddira, e Mirco Antenucci e Simeri hanno timbrato il cartellino per il poker. Questa volta di fronte c’era la debuttante Monterosi Tuscia che alla prima aveva ben figurato contro il Foggia di Zeman impressionando. In realtà sino al 42’ c’era stato equilibrio e la squadra ospite ha avuto anche l’occasione per poter infilare la difesa biancorossa, ma non c’è stato verso ed allora sul finire del primo tempo dagli sviluppi di un calcio d’angolo è nato il gol in volee di capitan Di Cesare, peraltro alla sua quattordicesima rete in biancorosso e prima stagionale. Mignani, tra l’altro in conferenza aveva dichiarato che contava vincere anche con un gol di un difensore, e quasi è stato profetico, anche se poi hanno segnato gli attaccanti, con il prezioso contributo dei centrocampisti. Domenica pomeriggio però è stata la giornata di Walid Cheddira che insieme a Ruben Botta, dietro le punte e D’Errico in mezzo al campo hanno dato ed impresso al Galletto una marcia in più. Il centravanti italo-marocchino Cheddira nel post gara ha parlato del successo ed esternato la sua gioia: “Sono felice della vittoria e del gol. L’errore nella prima occasione? Dopo il movimento la prima idea è stata guardare la porta, ero defilato ed ho visto D’Errico che era da solo, ho optato per l’assist ma mi si è alzata un pochettino”. Ha poi proseguito sul mister e rapporto con i compagni, in particolare con Botta ed Antenucci: “Le scelte del mister non vanno contestate, io sono a disposizione. Ero fiducioso, tornare a segnare con i tifosi è stata un’emozione unica. Mi sto trovando veramente molto bene, io e Mirco non siamo due punte boe, ci piace lasciare pochi punti di riferimento e muoverci negli spazi, anche Botta sa aprire il campo. Mi sto trovando molto bene con loro, sono veramente felice. Giocare con calciatori di questo calibro è una grande fortuna, grazie a loro riesco ad esprimere le caratteristiche migliori”. Mignani, anche lui raggiante ha chiesto però di mantenere piedi impiantati per terra, la strada è ancora lunghissima e c’è tanto da lavorare: “Era importante partire bene al San Nicola, è stata una botta di entusiasmo di cui avevamo bisogno per il recente passato. Siamo contenti e felici, è un altro mattoncino che aggiungiamo. Dobbiamo migliorare e portare in condizione chi è arrivato più tardi, cercando di sfruttare la tanta qualità che abbiamo. Però godiamoci questa vittoria e guardiamo subito avanti. Sono più contento del primo che del secondo tempo. Abbiamo fatto gol e delle cose buone, ma nel primo tempo abbiamo creato e ci siamo mossi in modo più corale, mentre nel secondo con più sprazzi individuali. Questo deve essere un punto di partenza: c’è tanto lavoro da fare. Un digiuno interrotto dagli attaccanti, ben tre in gol e forse all’appello mancano un altro paio di gol: “Non ero preoccupato in questo senso, gli attaccanti devono giocare per il gol ma anche per la squadra. Sono contento per loro perché fa morale, ma per il Bari è importante vincere a prescindere da chi segna. È chiaro che se segnano gli attaccanti siamo ancora più contenti. L’abbondanza della rosa? Sicuramente è un vantaggio infinto avere una rosa di questo genere, con giocatori che si equivalgono. Sarà un po’ difficile la gestione perché tutti vogliono giocare, ma è normale e legittimo. Meglio l’abbondanza ed avere maggiori rotazioni per un campionato sfiancante dove alla fine la vince chi è più lucido e continuativo nel rendimento. Infine sulle prossime due gare entrambi in trasferta, prima Picerno e poi Catania, il mister ha concluso: “Le partite ti fanno aumentare la condizione, conosciamo meglio il terreno del San Nicola rispetto al sintetico di Potenza. Mi auguro che un’altra settimana di tempo ci faccia crescere ancora. Ragioniamo di settimana in settimana. Da martedì ci incontriamo sulla prima, il Picerno non regalerà niente. Siamo ancora un cantiere, testa bassa e lavorare tanto e non esaltarci. Il mio Bari ancora non è nato, ma credo tantissimo nel lavoro e dobbiamo continuare su questa strada”. Un Bari che deve imitare Jacobs e Tortu e le campionesse europee di pallavolo femminile, per dirla tutta, il successo è possibile, basta crederci e volerlo fortemente, poi la fortuna verrà strada facendo. (Ph. Tess Lapedota).

Marco Iusco

 

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