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Cheddira, l’oro per il Bari e del suo presidente De Laurentiis

L’attaccante biancorosso Walid Cheddira è al centro delle cronache sportive per la sua doppietta al Parma di Buffon, anche se avrebbe potuto essere tripletta ma la Lega il primo gol ha assegnato l’autorete al giocatore dei ducali.  Ma una rete in meno, non cambia di una virgola quello che oggi si può definire l’oro, sportivo di Bari, e soprattutto dei De Laurentiis che dovrebbero fare di tutto per trattenerlo. Insomma, dalle parole ai fatti, è stato dichiarato a più riprese che il giocatore non dovrebbe salutare Bari, ma il vero colpo di mercato sarebbe trattenere il giocatore nazionale marocchino e capocannoniere della serie B con dodici reti, anche dopo giugno. Purtroppo non sarà così perché a giugno sarà sicuramente ceduto di fronte ad un’offerta che ad oggi si potrebbe aggirare intorno ai dieci milioni, anzi stando a quelli che sono i “rumors” di mercato il giocatore potrebbe essere ceduto ma restando a Bari, già a fine gennaio, per i bilanci e perché la proprietà è stata anche in questo caso abbastanza chiara. Ma un Bari che alla prima del girone di ritorno gira a 33 punti, terzo posto in attesa del posticipo disputatosi lunedì sera tra Genoa vs Venezia (di ieri, ndr), dovrebbe anche smettere di nascondersi dietro quell’obiettivo salvezza, distante sulla carta ancora dodici punti ma ampiamente alla portata di una squadra che ad oggi, non è mai stata messa sotto da nessuna avversaria neanche quando ha perso. Probabilmente l’unica squadra che ha dimostrato di giocarsela al San Nicola è stata il Pisa di mister D’Angelo, caduto per la prima volta da quando è alla guida contro iL Cittadella, in quello che si sta verificando un campionato molto equilibrato ed avvincente dove tutti possono vincere contro tutti, dalla prima all’ultima, con la dovuta concentrazione e gettando il cuore oltre l’ostacolo. La truppa guidata egregiamente da Mignani al di là del nuovo vestito tattico ad albero di Natale che vede Folorunsho spostato davanti e Benedetti promosso a mezzala, sta creando molti scompigli alle difese avversarie che non riescono a prendere le contromosse e l’azione in occasione del secondo dove è stato fischiato dal direttore di gara, Baroni, sembra stata giocata alla playstation con Cheddira che stava andando in porta. Il rigore poi per Cheddira, andato due volte dal dischetto è stato eseguito in modo implacabile, ancora più freddo nel secondo caso, ma senza dimenticare che di fronte c’era un vecchietto che ha alzato la Coppa del Mondo, di nome Gigi Buffon che soltanto mercoledì scorso ha quasi fermato l’Inter, detentrice della Coppa Italia della scorsa stagione. Il Bari deve tenersi i propri gioiellini, dal portiere Elia Caprile, di proprietà e sul quale in caso di cessione dovrà versare una quota poco inferiore del 30% al Leeds United, ma soprattutto quel Cheddira, devastante palla al piede, autore di 17 gol stagionali che gli fanno attestare una media di 1,2 gol a partita, mentre è leggermente di poco più bassa se rapportata al campionato di 0,8 a partita su 14 disputate, considerando che il ragazzo ha saltato sei gare per il Mondiale in Quatar. Al suo ritorno ha trovato un nuovo vestito tattico, ma il suo approccio è apparso da subito ancora più cattivo agonisticamente e consapevole dei suoi mezzi, un ragazzo molto semplice ed umile che ad oggi sta facendo di queste caratteristiche la sua forza. Al termine del’esaltante gara si è portato a casa il pallone, come si evince anche dagli scatti immortalati, ed ha dichiarato ai microfoni della stampa: “Mi sono disperato nelle occasioni successive perché avrei voluto segnare. L’unica cosa che conta è che il Bari abbia vinto e Buffon è un’icona ed una leggenda, avergli segnato a me fa piacere”. Sul Mondiale e quanto lo abbia galvanizzato: “ L’esperienza in Quatar ed essermi allenato con campioni di un certo spessore mi ha aiutato e fatto crescere, cerco di mettere i miei mezzi a disposizione della squadra. Affronto tutte le partite allo stesso modo”.  Chiusura della punta sul mercato e sui progressi personali e collettivi: “Volevamo dare un segnale ai nostri tifosi e tornare alla vittoria. Ragioniamo una gara alla volta e quello ci dà la forza per allenarsi nel modo migliore di affrontare le partite con lo stesso spirito. Il mercato? Ho la testa solo sul Bari, sono concentrato e continuerò a dare questa impressione ed al di là del modulo chiunque scende in campo dà il massimo”. Cheddira, vuole restare a Bari e si auspica pure il suo futuro perché significherebbe puntare a costruire una squadra che domenica ha compiuto 115 anni ancora più ambizioso e che possa alzare l’asticella. Ma tempo al tempo, possibilmente senza più nascondersi se si naviga ai piani alti, a prescindere da quale sarà poi l’esito finale del campionato, non provare a crederci nella promozione sarebbe un grande peccato. (Ph. Tess Lapedota).

M.I.

 

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