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Chélone, la ninfa temeraria

Domenica scorsa un altro esemplare di Caretta caretta è stato liberato in mare dopo un periodo di cura nel Centro di Recupero di Tartarughe Marine di Torre Guaceto. Dall’inizio dell’anno è questo il quindicesimo caso in Puglia di rilascio di una Caretta. Anche la tartaruga di Torre Guaceto è stata restituita al suo habitat con addosso un trasmettitore satellitare ; lo scopo è studiare le abitudini di questa specie, nonché l’impatto che su essa ha lo stravolgimento climatico. Una misura resa necessaria dal fatto che, per quanto diffusa in molti mari del mondo, la Caretta è fortemente minacciata in tutto il bacino del Mediterraneo ed è ormai ai limiti dell’estinzione nelle acque italiane. Il pericolo non nasce soltanto dalle collisioni con le imbarcazioni, dall’incappare nelle reti a strascico o dall’essere queste specie onnivora, per cui, equivocando, ingoia, ami, buste e oggetti di plastica. Soprattutto gli ambienti di riproduzione lungo le nostre coste vanno riducendosi stagione dopo stagione sotto i colpi dell’antropizzazione e dal turismo balneare. In Puglia i siti di nidificazione si sono ridotti a nove, raccolti  tutti a sud di Brindisi e Taranto. Tutelarli è determinante. La Caretta infatti tende a nidificare là dove è nata, disponendo d’un’eccezionale capacità di ritrovare la spiaggia d’origine anche dopo migrazioni di centinaia di chilometri. Le nidificazioni al di fuori del contesto delle aree riproduttive sono riconducibili a primipare o esemplari non perfettamente in salute che, vinte dalle correnti, sono costrette a nidificare in località differenti da quelle naturali ; si assiste in questi  caso alla perdita di quasi tutte le uova… Chiudiamo col segno lasciato dalla tartaruga nel mondo antico. Racconta il mito che in occasione del suo matrimonio con Era, Giove aveva organizzato un banchetto aperto a tutte le divinità dell’Olimpo. Nessuno mancò all’appuntamento, tranne Chélone o Chélona, una ninfa del mare tanto bella quanto indolente, nonché originale dal momento che invece di vivere nell’acqua come le sue sorelle, aveva preferito fare dell’incavo di uno scoglio la sua casa. Il giorno dopo le nozze Zeus si recò dalla ninfa a domandare ragione dell’affronto. Quella ebbe l’ardire di rispondere di stare così bene a casa sua da non vedere la ragione di spostarsi. Furibondo, il padre degli dei la maledisse annunciandole che da quel momento si sarebbe portata dietro la sua casa, ovunque fossa andata. Ciò detto, scaraventò Chélone in mare con tutto lo scoglio. Quando riemerse, la temeraria ninfa si ritrovò imprigionata nella casa-scoglio : Dalla porta e dalle finestre poteva solo protendere capo, braccia e gambe. Aveva anche perso la voce, i capelli. Il collo le si era allungato a dismisura, per non dire della pelle meravigliosa, incartapecorita come quella di una mortale centenaria… Era nata la tartaruga.

 

Italo Interesse

 

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