Cultura e Spettacoli

Chiasso e gioia, il buonsenso al primo posto

Domani, a Bari come altrove, si scateneranno centinaia e centinaia di fuochi pirotecnici

Nel tempo, la guerra condotta dalle forze dell’ordine al botto illegale, dal petardo senza il marchio CE alla bomba artigianale, ha condotto all’affermazione dei ben più sicuri giochi pirotecnici in batteria. Quest’ultima conquista dello spettacolo e del buon senso consente di manovrare fuochi d’artificio pure a chi non sia un maestro dell’arte pirotecnica (ferma restando la necessità di attenersi alle accortezze indicate dal costruttore). Sicché, assai più di quanto sia avvenuto alle 24:00 della Vigilia, domani notte le strade della città recheranno i segni della più festosa sparatoria. Parliamo di centinaia e centinaia di ‘compound’, come sono chiamati i contenitori in cartone pressato che, simili a ‘favi’, ospitano in cellette rotonde dai cinquanta ai cinquecento razzi. Una volta utilizzati, i compound resteranno lì fino a quando squadre di operatori ecologici non avranno provveduto a ripulire l’asfalto. Una fatica tutto sommato modesta se confrontata con lo sforzo veramente titanico al quale ancora nella prima metà degli anni sessanta erano chiamati tutti gli ‘spazzini’ disponibili per ripulire le strade di ogni genere di rifiuti mezz’ora dopo i festeggiamenti di San Silvestro. Ebbene sì, una volta si usava liberarsi di mobili, stoviglie ed elettrodomestici ed altra roba vecchia scaraventando tutto dai balconi allo scoccare della fatale mezzanotte. Usanza oggi esecrata da tutti ma in passato rispettatissima, simboleggiando la volontà di chiudere col passato (fracassandolo idealmente) e di spianare la strada al miglior futuro possibile. A ben guardare i moderni fuochi pirotecnici sono gli eredi ‘ingentiliti’ di un rito precristiano: Fare chiasso per scacciare gli influssi negativi. Nel suo piccolo anche il botto della bottiglia di spumante risponde alla medesima esigenza. – Nell’immagine, una locandina stampata in occasione della prima esecuzione di ‘Royal Fireworks Musica’, una suite orchestrale composta da Georg Friedrich Händel nel 1749 su commissione di Giorgio II di Gran Bretagna per festeggiare il trattato di Aquisgrana del 18 ottobre 1748 che aveva messo fine alla guerra di successione austriaca. Il re volle pure che l’esecuzione fosse seguita da imponenti fuochi d’artificio, per i quali venne predisposta una gigantesca struttura in legno ideata dallo scenografo teatrale Giovanni Niccolò Servandoni. I fuochi d’artificio vennero allestiti da Thomas Desguliers. La macchina per i fuochi, lunga 124 metri e alta 34 e che al suo interno ospitava una pedana per l’orchestra venne completata solo il 26 aprile 1749, alla vigilia del giorno previsto per i festeggiamenti. Il mancato collaudo fu causa l’indomani, a concerto finito, del mancato funzionamento. Al momento dell’accensione una parte della macchina prese fuoco e crollò al suolo, provocando la morte di tre persone.

Italo Interesse


Pubblicato il 30 Dicembre 2025

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