Cultura e Spettacoli

Chicchirichì! Verso di guerra

Si parla meno di combattimenti fra cani in Puglia. Tanto non alimenti illusioni. I galantuomini che organizzano questi spaventosi cimenti a beneficio di un popolo d’ignobili scommettitori non sono affatto sulla via della redenzione.  Semplicemente, la malavita organizzata preferisce  gestire altro e più redditizio tipo di combattimento clandestino : quello fra galli. Questa pittoresca forma di ‘intrattenimento’, che stando all’Enciclopedia Britannica ha origini orientali e precristiane e che molto più avanti ha attecchito soprattutto nei paesi dell’America latina, si va diffondendo in Europa. Poteva l’Italia fare eccezione? Si parla di specie particolarmente aggressive importante dall’estero, di allevamenti clandestini, di un giro di scommesse più lucroso che quello legato ai cani… In Puglia il combattimento fra galli è praticato nel foggiano e nel nord barese. Il ‘successo’ del combattimenti fra galli a scapito di quello fra cani non è dovuto ad una superiore bellicosità che assicuri maggiore spettacolo. A favorirli sono le contenute dimensioni di questi animali, la facilità di trasporto e d’occultamento. Ciò assicura a chi ci specula sopra una facilità d’azione impensabile con cani di grossa taglia. Su questi ring allestiti in casolari e capannoni abbandonati, a sfidarsi non è mai una sola, ma più coppie di cani, distribuite in ‘cartellone’ in un crescendo di forze e quotazioni al fine di eccitare gli scommettitori e far vorticare la giostra delle scommesse. Ciò vuol dire almeno una dozzina di bestie a riunione. E allora se un molosso non passa inosservato, figuriamocene una dozzina. Con i galli è diverso. Un gallo lo nascondi in una scatola di cartone. Né c’è pericolo che si metta a cantare, dal momento che, dopate come sono, quelle povere bestie perdono la capacità del verso. Ancora le ridotte dimensioni di questi animali tornano preziose nel caso di precipitoso abbandono del luogo di convegno. E se un gallo muore in combattimento, smaltirne la carcassa – magari in padella – è tutt’altro che un problema (invece, dove vai a ‘conferire’ un colosso da 45 kg come un dogo argentino?). E ancora : due galli per battersi hanno bisogno di meno spazio che due cani. Sicché diventa più facile scovare una ‘location’ che sia al sicuro da occhi indiscreti. Per non dire del superiore ‘piacere’ di seguire il match a distanza anche di un metro e mezzo, due. E la Legge? Stancamente ricorda (Legge 20 luglio 2004, n. 189) che “chiunque organizza combattimenti tra animali è punito con la reclusione da uno a 3 anni e con la multa da 50 000 a 160 000 euro”. Ma dove sono gli uomini per contrastare anche quest’altra piaga di un paese irrimediabilmente malato?

Italo Interesse


Pubblicato il 5 Giugno 2018

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