Cronaca

Chiude l’Hotel Campus: sette lavoratori a rischio

Fiscat/Cisl a difesa dei dipendenti che adesso attendono gli sviluppi della vertenza ancora in corso

Un’altra vertenza che potrebbe avvelenare le prossime festività natalizie a una mezza dozzina di lavoratori baresi dopo che, a fine novembre, i sindacalisti Fiscat/Cisl con una delegazione di dipendenti dell’Hotel Campus, hanno manifestato contro la dismissione della struttura alberghiera. Un’altra vertenza dura come quella che ha interessato il ‘Palace Hotel’ di Bari, questa volta con una dismissione improvvisa e senza una motivazione valida, che però fissa la sopravvivenza del ‘Campus’ all’ultimo giorno dell’anno la data ultima del rilascio. Un’ingiunzione alla Società-gerente per ora senza dilazioni dopo una crisi lunga e difficile iniziata ai tempi della pandemia, col rischio di gettare in mezzo a una strada i sette lavoratori attualmente dipendenti e l’intera attività alberghiera. In campo l’Università degli Studi di Bari che ha dato in gestione esterna la struttura, rappresentata dal Magnifico Rettore Stefano Bronzini che – senza farsi troppo pregare – ha ricevuto la rappresentanza sindacale per esprimere una posizione di “”…assoluta incomprensione dei motivi a base della protesta, ribadendo comunque e genericamente, la necessità di dismettere la funzione dell’albergo senza mostrare alcuna motivazione rispetto alle rivendicazioni dei lavoratori della struttura e della popolazione universitaria””. Insomma, i sindacati hanno cercato di sensibilizzare l’Università a spiegare le reali motivazioni circa la dismissione dell’immobile e dell’attività alberghiera, cercando vieppiù d’intavolare e tracciare “”soluzioni alternative”” ai licenziamenti paventati, ma al tavolo non sarebbe stato mostrato alcun interesse, nei confronti dei lavoratori. A parte il solito “”dispiacere”” per la situazione venutasi a creare, causa cessazione dell’attività e perdita dei posti di lavoro, gli accademici al tavolo hanno ribadito che l’Università non è affatto tenuta a informare le “”parti sociali sulla destinazione d’uso d’un immobile””. Liquidando così le speranze di avere risposte concrete sul futuro, appunto, di lavoratori e destinazione ricettiva dell’immobile. Cosa accadrà adesso?, c’è possibilità di essere riassorbiti per i dipendenti dell’Hotel Campus?, le domande che corrono in queste ore tra chi teme la mannaia del licenziamento. Una fiammella di speranza il fatto che, almeno finora, non esiste ancora alcun bando a evidenza pubblica con oggetto la vendita dell’immobile. E nemmeno l’affidamento della struttura alberghiera ad altro soggetto imprenditoriale pubblico o privato, per cui non si spiega l’invito dell’Università ‘Aldo Moro’ di Bari – con propria nota del 22 settembre scorso – alla società gerente dell’attività alberghiera, di garantire l’accesso dei rappresentanti Adisu/Puglia e dei professionisti dell’Agenzia Asset/Puglia all’interno del Palazzo <<ex Cedam ( Hotel Campus )>> per consentire l’avvio delle attività di progettazione dei lavori. Sindacati e lavoratori non hanno certo preso bene la cosa e, tanto meno, la <<…siderale distanza e indifferenza>> mostrata dall’Università di Bari che, però, s’è limitata a rispondere a un altro bando regionale per rispondere alla necessità di alloggi per gli studenti fuori sede a Bari, città Universitaria in prima fila, nel Mezzogiorno. E invece i sindacati premono per favorire le aspettative di chi è interessato alla sopravvivenza dell’Hotel Campus e delle sue attività nell’interesse di chi ci lavora. Ed anche nell’interesse degli studenti universitari che hanno gravitato sulla struttura di Via Celso Ulpiani al quartiere Carrassi e che su di essa facevano -… e fanno – affidamento, attesa l’eterna “fame di alloggi” denunciate da organizzazioni sindacali e movimenti studenteschi.

Antonio De Luigi


Pubblicato il 7 Dicembre 2023

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