Cronaca

Ci sono i fondi per la Teca nella Rossani, ma per i lavori ci vorrà un anno

La creazione del polo culturale e bibliotecario nell’area Rossani, a Bari, potrebbe diventare finalmente realtà anche perché può contare su fondi comunitari, ex Fas. La condizione necessaria, però, è che i lavori vengano aggiudicati entro la fine del 2015. C’è poco più di un anno, quindi, per soddisfare il requisito degli impegni giuridicamente vincolanti ed è proprio per questo che l’ex presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, aveva segnalato tutto quando ancora occupava lo scranno più alto del Consiglio pugliese a via Capruzzi in una nuova lettera al sindaco di Bari, sul trasferimento di strutture della “Teca del Mediterraneo” nella ex caserma militare.

Si tratterebbe di “collocare un presidio funzionale della Biblioteca multimediale del Consiglio regionale nella futura Cittadella della Cultura, che la municipalità barese vorrebbe creare nella Rossani. Parte della Teca, quindi, si sposterebbe solo di poche centinaia di metri, con le necessarie risorse professionali, tecniche e materiali, valorizzando l’esperienza che in questi anni ha fatto della stessa Teca un importante punto di riferimento e di aggregazione all’interno della rete culturale della nostra Città”. A questo punto bisogna anche ricordare che già tre anni fa l’Amministrazione cittadina guidata dall’attuale e appena eletto governatore pugliese Michele Emiliano, aveva chiesto la collaborazione di Istituzioni, enti e associazioni. Il Si’ di via Capruzzi, del resto, è già stato formalizzato in una deliberazione dell’Ufficio di Presidenza (n. 70/2012 del 30 luglio). Un provvedimento adottato in risposta alla richiesta di manifestazione d’interesse avanzata dal Sindaco di Bari al Consiglio regionale, sulla base delle determinazioni al tavolo di confronto sul progetto, il 22 marzo 2012e richiamate nel Patto per Bari sottoscritto tra Regione e Comune a gennaio dell’anno successivo.

La “Teca” nella “Cittadella” è perciò un intervento di comune interesse, che punta a costituire un polo culturale multifunzionale nel cuore del capoluogo e che consentirà al Consiglio regionale di conservare parte dei propri servizi bibliotecari in pieno centro cittadino, a vantaggio della numerosa utenza che accede quotidianamente ai locali di via Giulio Petroni. Il resto delle strutture si trasferirebbero in via Gentile, dov’è in costruzione la prima sede unica del Consiglio.

Da qui il suggerimento al sindaco Decaro di utilizzare le risorse riservate ai beni e attività culturali nell’ambito dei Fondi Sviluppo e Coesione 2007-2013. Provengono dai 150 milioni di euro ex Fas, destinati, tra l’altro, al completamento del sistema dei beni culturali e ad azioni materiali e immateriali di valorizzazione del patrimonio.

La Giunta regionale ha individuato i criteri di selezione degli interventi, che comprendono azioni specifiche per il potenziamento del sistema bibliotecario e archivistico regionale, con preferenza per azioni in rete tra enti e soggetti e in connessione col patrimonio ambientale e le iniziative e attività culturali. La condizione prevista per il finanziamento, indicata da Introna nella nota al primo cittadino barese, è “che si pervenga entro il 31 dicembre 2015 ad impegni giuridicamente vincolanti”, come si legge negli accordi e protocolli intercorsi tra Comun, Regione e ministeri competenti. Pertanto, per ottenere le risorse, l’appalto delle opere andrà aggiudicato entro la fine del prossimo anno. Restano da attivare –ma senza altri indugi…- le iniziative progettuali necessarie.

 

Antonio De Luigi

 

 


Pubblicato il 13 Giugno 2015

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