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Ci sono i soldi e il regolamento ma niente è stato ancora fatto

“Era il 23 dicembre del 2016, quando fu approvato un mio emendamento al Bilancio di previsione 2017 che prevedeva lo stanziamento di 200 mila euro per l’avvio di una sperimentazione per introdurre l’attività fisica come strumento di prevenzione di particolari patologie, le cosiddette “palestre della salute”. Da allora però niente è stato fatto”, batte i pugni sul tavolo il consigliere pugliese del Movimento 5Stelle Mario Conca, che torna a chiedere al Presidente-Assessore alla Sanità Michele Emiliano e all’assessore pugliese allo sport Raffaele Piemontese di realizzare queste palestre per la valorizzazione dell’attività fisica adattata (AFA). “Le palestre della salute – continua il consigliere pentastellato – rappresenterebbero un’occasione di lavoro per i laureati in Scienze Motorie oltre che un modo salutare di incidere sulla spesa farmaceutica. Soggetti diabetici, ipertesi, obesi, pazienti borderline, malati cronici, indossando la tuta potrebbero limitare l’utilizzo di barbiturici sotto il controllo di medici ed esperti AFA. Tempo fa – aggiunge – a San Giovanni Rotondo ho visitato un centro riabilitativo all’avanguardia, dove con mia somma sorpresa ho visto realizzata la palestra della salute di cui al mio emendamento e grazie al Direttore Sanitario, Serena Filoni, ho avuto modo di provare attrezzi che non avevo mai visto e di capire quanto possa servire questo tipo di attività anche per la prevenzione di alcune patologie”. In effetti da mesi è stato approntato il regolamento per queste benedette palestre della salute, redatto dalla dirigente dello Sport e del Benessere, Francesca Zampano, ma sembrerebbe che a frenare l’approvazione del testo in Giunta e il successivo passaggio in commissione siano i medici dello sport, una quindicina in tutta la Puglia. Il motivo? Forse paura di perdere peso o chissà quali interessi, visto che per nuotare in piscina, giocare a tennis, a calcetto, fare ginnastica in palestra rappresentano semplicemente esempi di attività ludico-motoria amatoriale. E la certificazione medica non è obbligatoria, anche se può essere utile consultarsi con il medico di base sull’attività che si intende intraprendere. Sia per non correre rischi, sia per fornire indicazioni a un eventuale istruttore. Il fatto è che parecchie piscine e palestre chiedono per l’iscrizione un certificato medico, in quanto i responsabili della struttura si vogliono tutelare. Questo però non significa che ci sia un obbligo di legge, salvo si tratti di attività agonistica, dando via libera per tutelare la salute e infatti le ‘palestre della salute’ funzionano già a pieno ritmo in Emilia Romagna – dove è partita una sperimentazione in accordo con il ministero – e in Veneto, dove un paio di anni fa è stata approvata una legge che riordina il settore dello sport e prevede, appunto, la nascita di queste strutture. In Puglia, ovviamente, anche la sperimentazioneè bloccata dai soliti interessi fantasma. “Un paio di settimane fa – incalza Conca – ho nuovamente parlato con il Presidente/Assessore Emiliano e l’Assessore allo Sport Piemontese, i quali mi hanno confermato queste pressioni. È inaccettabile che dopo oltre un anno di inutile attesa niente sia cambiato. Il Presidente Emiliano invece di litigare con la sua maggioranza per qualche collegio plurinominale in più dovrebbe occuparsi dei problemi dei pugliesi, avendo tenuto per ss stesso anche la delega alla sanità che rappresenta l’84 per cento del Bilancio”. Più chiaro di così….

 

 

Francesco De Martino

 

 


Pubblicato il 23 Gennaio 2018

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