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Cianci: “Con Carrera un ottimo rapporto, resterei a vita nella mia Bari”

Nell’ultima vittoria del Bari, non c’era ma quando gioca il suo peso in campo si sente, ha sempre fatto a ‘sportellate’, segnato tre gol di fila che sono valsi tre punti, poi c’è stato un fisiologico calo che è coinciso con quello della squadra che ha perso tre partite in quattro gare, stiamo scrivendo di Pietro Cianci barese doc, uno che farebbe follie per la maglia della sua città. E per chi non lo conoscesse, se p mancato al gol, nelle recenti partite è stato anche perché ha tirato la carretta, senza mai lamentarsi, nonostante lo ha condizionato molto il problema al piede, però il ragazzo classe 1996, che con gol contro il Foggia ha riportato il trenino non ha mai smesso di lottare e sabato prima del match dei suoi compagni, lui era squalificato, si è raccontato ai microfoni di RadioBari, partner della Ssc Bari. Il numero biancorosso ha detto: “Ho sempre immaginato di giocare al San Nicola da quando ero bambino. Venivo sempre in curva nord con mio padre. Da barese non si può spiegare. Prima di venire qui a giocare avevo tanta ansia e dubbi, ma alla fine le scelte fatte col cuore non si sbagliano mai. Da quando sono arrivato qui, conta prima il risultato e poi il mio gol. Se la squadra vince e io non segno sono contento. Il sogno di una goleada con me e Antenucci? Ci deve essere, mancano cinque partite più i playoff. Cercheremo di farlo. Gol più bello della mia vita? Mia figlia, è il più importante. Primo compagno che si è avvicinato? Ho incontrato Mirco (Antenucci, ndr.), con cui ho scambiato le prime parole. Io sono un po’ timido, non sono uno che si prende confidenza. Mi lego un po’ a tutti, nello spogliatoio sono tutti uguali”. Il suo undici ideale ci mette delle bandiere del Bari, a sorpresa un suo ex compagno in porta, ed il mister Carrera in una difesa da serie A: “Come portiere Poluzzi, con cui ho giocato. In difesa ovviamente Giovanni Loseto, De trizio a destra, centrale di sinistra il mister Carrera e a sinistra Zambrotta. A centrocampo mio cugino Bellomo, Castrovilli e Ingesson. In attacco metterei me (ride, ndr.), Strambelli a destra, poi ci sono tanti campioni come Cassano e Ventola. Un calciatore che mi ha deluso? Masiello. Su quest’ultimo non commentiamo ci associamo al pensiero di Cianci. Spazio invece nell’undici ideale anche per l’altro barese estroso che in biancorosso ha sempre dato l’anima e segnato nonostante sia un centrocampista offensivo, ovvero Nicola Bellomo, cugino di Pietro. Sul passato di Pietro a Bari dove ha mossi i primi calci, prima di iniziare la trafila e la salita altrove, il centravanti ha detto con orgoglio: “I primi calci sono stati a Barivecchia, quello è stato il mio punto di partenza, facevamo sfide con gli altri quartieri. Poco dialetto barese nello spogliatoio? Io quando sono dentro cerco sempre di parlare in dialetto, a volte non mi capiscono. Esperienze fuori? Se vai fuori è vero che hai più speranze, però giocare a casa è un’altra cosa. All’inizio piansi tanto. Adesso mi fa piacere quando incontro gente che mi ferma per strada, mi rende orgoglioso”. Sul derby contro il Foggia e l’esultanza col trenino: “Con i tifosi lo stadio sarebbe crollato. L’ultimo derby lo segnò Galano al 92’, purtroppo non ero allo stadio. Io alle tre avevo una partita, quella si giocò alle 12:30. Appena vidi che aveva segnato Cristian, in campo andai con una carica incredibile. Poi da barese segnare, fare il trenino e vincere sarà il ricordo più bello della mia vita. Rapporto con Carrera? Mi trovo bene, ogni tanto mi fa qualche battuta in dialetto. Come andrà a finire? Spero che non finisca mai, voglio continuare fino alla morte”. Cianci, da lunedì ad allenarsi regolarmente con la squadra, e tutti auspichiamo di vederlo dal primo minuto assieme al bomber Mirco Antenucci, tornato al gol. Il Bari ha un solo compito dare il massimo, consolidare la terza posizione e provare l’assalto al secondo posto, battendo l’Avellino già sabato. (Ph. Tess Lapedota)

M.I.

 

 

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