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Cimitero chiuso: senza pace i defunti a Cegle del Campo

Lavori fermi da anni e del nuovo cimitero a Ceglie del Campo nemmeno l’ombra: una situazione assai difficile dal punto di vista igienico ed ambientale, che potrebbe esplodere da un momento all’altro nei cimiteri delle due ex frazioni di Ceglie del Campo e Carbonara di Bari, almeno fino a quando l’amministrazione civica non decidera’ di intervenire per tempo. La denuncia arriva da politici e residenti sui lavori in corso che hanno interessato e costretto a chiudere la necropoli di Ceglie, oramai insufficiente, risale ad almeno una mezza dozzina di anni fa. Ma probabilmente in pochi nell’Ufficio Tecnico Comunale del capoluogo ne hanno compreso l’urgenza. E veniamo subito ai fatti. Com’e’ noto a tutti, anche a Sindaco di Bari, Direttore della Ripartizione Edilizia Pubblica e Settore Progettazione Opere Pubbliche e Presidente della Quarta Circoscrizione, la necropoli dell’ex frazione di Ceglie e’ stata interessata da lavori di ampliamento, “…in quanto non piu’ sufficientemente grande per soddisfare le esigenze della sempre crescente popolazione”. Ebbene, questi lavori sono stati interrotti in corso d’opera da troppo tempo, almeno inizialmente per dar modo ai tecnici dell’impresa incaricata e del Comune di espletare alcune verifiche su possibili siti di “…interesse archeologico rinvenuti nel sottosuolo, in corrispondenza delle aree impegnate dall’opera di ampliamento”. L’interruzione dei lavori e la conseguente vertenza fra impresa incaricata e ente appaltante e’ stata naturalmente segnalata anche alla locale Soprintendenza ai Beni Artistici e Culturali, che e’ immediatamente intervenuta per tentare una mediazione, convincendo i tecnici incaricati di trovare una soluzione quanto piu’ rapida e tempestiva possibile per evitare altri ritardi. Ma soprattutto per riaprire il cantiere e terminare i lavori di ampliamento della necropoli, visto che i poveri defunti di Ceglie del Campo erano ancora costretti a chiedere ospitalita’, per il loro riposo eterno, a Carbonara. Fatto sta che ad oggi, come ha scritto più volte al Comune il coordinatore del Partito Repubblicano a tutti gli enti interessati, non si e’ ancora ripreso a lavorare. Eppur sono intervenute le solite perizie di variante al progetto iniziale per il nuovo cimitero, ma finora nessuno conosce l’esito degli accertamenti intervenuti in questi ultimi mesi attorno a quei siti di interesse archeologico, ne’ tanto meno quando sara’ possibile la tanto attesa riapertura del cantiere. In mezzo, come detto, ci sarebbe il contenzioso ancora in piedi tra ditta e Comune, che avrebbe costretto l’imrpesa appaltatrice a formulare alcune perizie di variante con aumenti ammontanti ad centinaia di milioni di vecchie lire per quanto concerne i costi in corso d’opera. Ma le riserve formulate dalla ditta incaricata non sarebbero ancora state accettate dall’Ufficio Tecnico Comuanle, nonostante il parere favorevole espresso dalla Soprintendenza archeologica barese, che comunque non ha espresso alcun veto alla ripresa dei lavori stessi. Il guaio, per essere piu’ chiari, e’ che, mentre le parti in causa perdono tempo cercando di trovare l’accordo, il cimitero di Ceglie del Campo rimane sprangato, costringendo i parenti a traslare i loro defunti nell’altro cimitero di Carbonara, anch’esso ormai saturo, con evidenti problemi di capienza ed igienico-sanitari che potrebbero, come detto all’inizio, esplodere da un giorno all’altro. Conclusione? I residenti di Ceglie del Campo e di Carbonara di Bari, preoccupatissimi, si sono rivolti tempo fa anche al coordinatore repubblicano Vitantonio Laricchia, il quale, dopo aver succintamente elencato nella nota indirizzata il 18 settembre scorso ai responsabili del procedimento tecnico ed amministrativo i nodi da scioglere per consentire ai cittadini di Ceglie di tornare ad usufruire della propria necropoli, attende il loro intervento per la ripresa dei lavori. “Cosi’ da restituire la perduta serenita’ sia ai vivi, che ai morti”, si legge in coda alla missiva da troppo tempo in mano ai responsabili tecnici ed amministrativi del Comune. E ad affrettare i tempi è arrivata l’ultima interrogazione ‘urgente’ del consigliere comunale ed ex assessore Peppino Loiacono, sperando che i lavori riprendono entro il mese prossimo.
 
Antonio De Luigi
 
 
 
 
 
 

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