Cronaca

Clownterapia: i volontari sono una risorsa non un problema

Sorrisi, pagliacci e malati, un connubio ormai famoso a Bari. “Portare un sorriso e riuscire persino a strappare una risata in un momento di sofferenza ad un ammalato, specie se è un bambino, è non solo un’opera meritoria, ma terapeutica. Studi scientifici hanno dimostrato che lì dove l’umore del paziente è migliore la terapia funziona meglio. Per questo ai volontari che negli ospedali pugliesi fanno clownterapia dovrebbe andare il nostro grazie!”, le prime parole del vicepresidente della Commissione Sanità e consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Renato Perrini, il quale proprio ieri ha presentato un’interrogazione all’assessore pugliese alla Sanità Rocco Palese per richiamare la sua attenzione su quelle persone che hanno deciso di dedicare gratuitamente il loro tempo libero a servizio di chi soffre e che, invece, anche in questo caso la Regione Puglia sembra aver scordato. “Ingabbiata in una burocrazia inumana e a macchia di leopardo, per cui i direttori sanitari dell’Azienda Consorziale Policlinico e della Azienda sanitaria locale di Bari hanno autorizzato l’associazione di volontariato a rientrare in corsia con l’obbligo di tampone solo per avvicinare gli ammalati oncologici, nelle altre province pugliesi le porte sono sbarrate”. Porte chiuse o quasi, insomma, anche dove, per esigenze particolari, viene dato il permesso di entrare con obbligo per il volontario di fare un tampone in farmacia. Pensate, finanche con tanto di ciclo vaccinale completato. Un obbligo che scoraggia anche tanti volontari che sono costretti a sobbarcarsi il costo del tampone che ha una durata di 48 ore. Un’assurdità, visto il servizio sanitario gratuito offerto dovrebbe essere a carico degli ospedali effettuarlo. Per questo motivo il consigliere Perrini ha presentato un’interrogazione all’assessore Palese, perché faccia chiarezza e ordine con i suoi direttori sanitari. Insomma il volontariato è una risorsa, anche in Puglia, non un problema. Nelle nostre case di cura, ospedali e cliniche infantili sono oramai più di vent’anni che i primi volontari/clown col “”naso rosso”” hanno cominciato a prestare servizio con le loro associazioni al servizio della sanità pubblica e privata. Secondo le associazioni maggiormente accreditate su tutto il territorio nazionale, con circa 5mila volontari clown appositamente formati che si impegnano settimanalmente a portare il sorriso in più di duecento strutture ospedaliere d’Italia. Possibile che in Puglia ci sia qualche responsabile sanitario o amministrativo che frapponga ancora obblighi e vaccini anche per chi, senza nulla a pretendere, vuole solo portare un sorriso a un piccolo costretto in un letto d’ospedale?

Antonio De Luigi


Pubblicato il 6 Ottobre 2022

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