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Colate di cemento vecchie e nuove: è battaglia sul Piano Casa

<<Che la maggioranza viva un momento di profonda confusione (a voler essere buoni) è ormai chiaro a tutti, ma bocciare il nostro emendamento sul piano casa, presentato per impedire la trasformazione degli edifici ricadenti in zone territoriali destinate all’insediamento di impianti industriali, in edifici residenziali, per poi presentare una proposta di legge identica di modifica al piano casa, ci sembra vada oltre il ridicolo. Proposta di legge presentata dal consigliere Santorsola che, vista la propensione del centrosinistra a far cadere il numero legale, rischia di essere discussa ben oltre la fine di questa legislatura. Nel frattempo si continua a sottrarre ai Comuni le funzioni di pianificazione territoriale e a lasciare tutto alla discrezionalità del singolo cittadino o imprenditore coinvolto. L’ennesimo regalo di questo governo regionale ai pugliesi>>, hanno dichiarato i consiglieri del Movimento 5Stelle che sia in commissione che in Consiglio Regionale si sono battuti per l’abrogazione della parte normativa che consente di trasformare gli opifici ricadenti in zone territoriali destinate all’insediamento di impianti industriali in edifici residenziali. A Bari, tanto per non restare nel vago, il Piano Casa discusso in Aula Regionale prevede un intervento di lottizzazione per edilizia residenziale al posto dei capannoni ex acciaierie Scianatico, dove però la Soprintendenza sta valutando la possibilità di tutelare quella che chiamano architettura industriale. Del resto basta farsi un giro anche su Internet, per ammirare cosa c’era tra lungomare Caracciolo, via Oreste e dintorni, al rione Marconi di Bari, fin dalla seconda metà dell’Ottocento. Ma torniamo a quella che qualcuno ha già chiamato l’ultima, grande speculazione edilizia nella Città di Bari. “Avremmo potuto fare qualcosa di concreto per i pugliesi – hanno spiegato ancora i pentastellati – approvando in aula la proroga del piano casa, senza però le storture normative introdotte nel 2019 che consentono trasformazioni edilizie incontrollate e non permettono uno sviluppo produttivo sostenibile. Invece, a causa della prova di forza tra Amati ed Emiliano, fatta solo e unicamente in vista delle primarie, dapprima la maggioranza ha fatto cadere il numero legale, poi è stato rimandato tutto al famoso ‘omnibus’ di cui si sono perse le tracce, mentre destra e sinistra si sono accordate per approvare il piano così com’era in sede di bilancio. Ma si sa che le elezioni fanno miracoli e risvegliano la coscienza di chi per mantenere la poltrona si è piegato al volere della Giunta senza pensare alla tutela del territorio e degli imprenditori  che fanno seriamente il loro lavoro. Così come è ora, grazie anche al voto favorevole di chi oggi presenta la proposta di legge, il ‘Piano Casa’ snatura la scelta pianificatoria comunale, volta a regolamentare l’utilizzo del territorio e a garantire, mediante la suddivisione dello stesso in zone territoriali omogenee la sostenibilità degli interventi edificatori. Presentare ora proposte di legge spot serve a poco, auspichiamo che così come era stato garantito, quando arriverà l’omnibus in aula ci sarà la possibilità di discutere gli emendamenti su cui ci è stato impedito di discutere durante il Bilancio. Se così non fosse, troveremo il modo di farci comunque sentire”. Ma qual è la proposta di legge di modifica del consigliere regionale Mimmo Santorsola?  Proposta di legge che modifica la vecchia legge regionale n.14 del 30 luglio 2009 “Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale”, in accordo con gli emendamenti presentati in occasione della legge di bilancio 2020. “L’obiettivo – ha evidenziato a sua volta Santorsola – è quello di evitare che, a seguito delle ristrutturazioni e degli ampliamenti consentiti dal cosiddetto ‘piano casa’, si proceda anche a variazioni della destinazione d’uso prevista dai rispettivi piani urbanistici. Contrario a questa possibilità, del resto, si è dichiarato più volte anche il T.A.R. Puglia in difesa della validità giuridica e, a mio parere, politica, dei piani urbanistici comunali”. Santorsola, insomma, vorrebbe modificare alcuni articoli della vecchia legge regionale allo scopo di eliminare incertezze e difficoltà applicative da parte dei Comuni ed improprie interpretazioni da parte dei privati. Errori tutti che potrebbero dare corpo a lunghi e inutili contenziosi. In particolare, ha spiegato ancora il consigliere pugliese di maggioranza, garantendo uno sviluppo sostenibile ed evitando dannose cementificazioni, le modifiche prevedono che, a seguito di interventi di ampliamento – nonché demolizioni e ricostruzioni con incremento volumetrico – le destinazioni d’uso ammissibili degli immobili siano quelle corrispondenti ai medesimi usi preesistenti legittimi o legittimati dalla destinazione urbanistica vigente. “Non ho intenzione – ha spiegato infine Santorsola – di ritirare gli emendamenti presentati in occasione della legge di bilancio e rinviati ad un provvedimento ‘omnibus’ in accordo con la Giunta e con la Presidenza del Consiglio ma, nel dubbio che tale occasione ‘scivoli’ nel tempo, metto le basi per una discussione istituzionale. Sicuro – conclude – che il Consiglio regionale si dimostrerà, come sempre, sensibile e attento alle perplessità già espresse in varie occasioni”. Gli appartamenti e villette al posto dei capannoni ex Scianatico, almeno per adesso, possono aspettare….

 

Francesco De Martino

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