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Coldiretti Puglia rinnova l’allarme Xylella, reiterando l’invito a far presto con le eradicazioni

In Puglia l’associazione agricola più rappresentativa del comparto agricolo locale, la Coldiretti, prova a fare una conta dei danni finora provocati dalla Xylella fastidiosa, ossia il batterio killer responsabile del disseccamento rapido degli ulivi che da quando, nell’autunno del 2013 è stato scoperto la prima volta nelle campagne di Gallipoli (Le), ha contagiato circa 21milioni di piante sparse tra le province salentine di Brindisi, Lecce e Taranto. Infatti, secondo Coldiretti Puglia, i danni causati finora dalla Xylella Fastidiosa nella nostra regione ammonterebbero a quasi 1,6 miliardi di euro, con 5mila posti di lavoro persi nella filiera olearia pugliese. Tale denuncia di Coldiretti Puglia è avvenuta in occasione della recente pubblicazione della lista degli organismi nocivi prioritari dell’Ue, curata dal Centro comune di ricerca (Ccr) della Commissione europea e dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), secondo cui se la Xylella fastidiosa si propagasse in Europa potrebbe portare danni alle produzioni agricole per oltre 5 miliardi di euro, mettendo a rischio quasi 300mila posti di lavoro nell’Ue. “Bisogna arrestare il contagio che sta avanzando inesorabilmente verso nord ad una velocità di più 2 chilometri al mese” – ha affermato il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, che ha poi aggiunto: “Da quando è stata confermata la presenza della Xylella fastidiosa a Lecce, la produzione di olio ha subito un trend negativo irreversibile, con il minimo storico di 5.295 tonnellate prodotte nell’ultima campagna 2018/2019 e un crollo del 90%, mentre a Brindisi la produzione di olio è diminuita del 38%, seguita a ruota dal calo della produzione in provincia di Taranto dove c’è stata la virata della malattia”. Coldiretti Puglia ha inoltre, avvertito che la Xylella è una malattia delle piante che spaventa l’intera Europa e che, dopo aver devastato la Puglia, rischia di infettare nel giro dei prossimi cinque anni l’intero Mezzogiorno d’Italia dalla Basilicata alla Calabria, dalla Campania al Molise.“Da Brindisi a Santa Maria di Leuca ci sono intanto 100 chilometri di patrimonio olivicolo devastato – ha sottolineato il presidente Muraglia – con ritardi, errori e scaricabarile regionali che hanno favorito l’avanzata della malattia, con la prima condanna della Corte di Giustizia europea per inadempienza nella gestione della Xylella e gli abbattimenti nelle aree contenimento e cuscinetto proseguono col contagocce, con inspiegabili quanto imprevedibili battute d’arresto”. “Se pretendiamo di farci aiutare dall’Ue, perché il danno è tale da non poter essere gestito con le sole risorse nazionali, – ha commentato ancora Muraglia – le Istituzioni regionali devono ottemperare agli obblighi comunitari sugli espianti nelle zone contenimento e cuscinetto. In caso contrario continueremo ad accumulare solo condanne e potremo dimenticarci di essere aiutati” dalla Ue. Però, per Coldiretti Puglia, sulla Xylella fastidiosa sotto accusa sono sia le responsabilità della Regione Puglia, ma anche quelle comunitarie, a partire  dal sistema di controllo dell’Unione europea per le frontiere colabrodo che in passato hanno lasciato passare materiale vegetale infetto, poiché il batterio che sta distruggendo gli ulivi pugliesi è stato introdotto nel Salento dal Costa Rica attraverso le rotte commerciali di Rotterdam“La ripresa dell’Agricoltura e la rigenerazione del paesaggio, in Puglia, passano attraverso l’attivazione immediata dei decreti attuativi per l’emergenza Xylella, perché – ha concluso Muraglia – per dare sostegno alle imprese olivicole e ai frantoi e la liberalizzazione dei reimpianti anche nell’area vincolate serve in Puglia una massiccia ripresa produttiva”. “Il Salento – ha in fine esclamato il presidente pugliese di Coldiretti – sta morendo da 6 anni di Xylella, ma soprattutto di burocrazia”.Infatti, dall’autunno 2013, data in cui è stata accertata su un appezzamento di olivo a Gallipoli, la malattia – ha ricordato da ultimo Coldiretti – si è estesa senza che venisse applicata una strategia efficace per fermare il contagio che, dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, con effetti disastrosi sull’ambiente, l’economia e sull’occupazione. Peccato, però, che a non rendersi perfettamente conto di tale disastro sia ancora la classe di governo pugliese e nazionale che, con i suoi tempi lumaca e pratiche clientelari del potere, rischia di perpetuare i danni da Xylella, oltre che mettere a repentaglio le sorti future di una regione, la Puglia, che fortunatamente ancora oggi, nonostante i disseccamenti di ulivi subiti e le conseguenti perdite di produzione, risulta ancora essere tra le eccellenze al mondo nella produzione di olio extra vergine di oliva non soltanto per quantità, ma soprattutto per qualità.

 

 

Giuseppe Palella

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