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Colossi in porto, le spacconate

Il senso della misura si va facendo merce rara e il numero degli sfaccendati è in aumento. Messe assieme le due cose si spiega il bagno di folla che qualche giorno fa ha saluto l’ingresso nel porto di Brindisi della MSC Magnifica, questa smodata nave

da 95mila tonnellate che può ospitare, e con un livello di comfort superiore persino a quello del Titanic, ben 2518 crocieristi. Considerato l’elevato tasso di rischio,  un’impresa (i fondali dell’insenatura brindisina sono ai limiti del pescaggio per un colosso come quello ; in passato, e parliamo dei tempi di guerra, gli stessi fondali avevano tollerato solo lo scafo della corazzata Impero, un nave da 40mila tonnellate e lunga 240 metri). Un’impresa preparata nei dettagli e condotta con cautele da sala operatoria. Venticinque minuti di manovra che hanno tenuto col fiato sospeso migliaia di persone assiepate lungo le banchine ; tra le quali mettiamo in conto qualche menagramo ; sai che colpo immortalare col telefonino la Magnifica che si incaglia e al bar o in salotto gonfiare il petto : ‘C’ero anch’io!’. Una scommessa vinta, dunque? No. Una ben riuscita spacconata. Il precedente del Costa Concordia avrebbe dovuto insegnare che non è più il caso di sfidare bracci di mare insidiosi (come non è più tempo di rozze manifestazioni di stile, per esempio il funesto ‘saluto’, questo esagerato avvicinarsi a scogliere e banchine per salutare con ululati di sirena la gente a terra ; il 26 luglio del 2013, quindi a poco più di un anno dalla tragedia del Costa Concordia, a Venezia, la Carnival Sunshine, delle Carnival Cruise lines (102mila tonnellate) si ‘inchinò a venti metri da Riva Sette Martiri, accanto a Piazza San Marco, tra l’altro stringendo tra fiancata e riva un vaporetto e altre piccole imbarcazioni). Tutto il contrario, invece. Il ‘trionfo’ del Magnifica è la rivincita di quello spirito immodesto, grassoccio, arrivista e piccolo borghese che sottende la grandeur di grattacieli, stadi, ponti, tunnel e super mezzi di trasporto. Un modo di pensare, di essere e di porsi che, uscito sconfitto dal disastro di Schettino e compagni, cercava un’occasione di rilancio. L’ha trovata in Puglia. Prevedibilmente immodesti, i ‘vincitori’ proclamano che l’ingresso di Brindisi nel circuito delle grandi navi da crociera è tutta salute per l’economia della città e del territorio e come manuali di economia già blaterano di percentuali e statistiche, di ricadute economiche, di indotto e filiera della vacanza… Non è così che funziona. Brindisi e il suo territorio hanno bisogno di altro che queste esibizioni di muscoli, queste prodezze da manovra utili al massimo a dimostrare che non tutti i comandanti si chiamano Schettino.

 

Italo Interesse

 

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