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Commercialisti allo stremo: “Un Dpcm per rimandare le scadenze fiscali”

Giova ribadirlo: l’emergenza sanitaria in atto aggrava di giorno in giorno, se non di ora in ora, le problematiche degli studi professionali che registrano nuovi contagi, paralizzando l’attività”, registra senza tanti fronzoli Elbano de Nuccio, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bari, nonché docente di Contabilità e Bilancio presso la “Libera Università Mediterranea “Jean Monnet”.  “Questa seconda fase dell’emergenza sanitaria ha definitivamente messo in ginocchio l’operatività degli studi dei commercialisti; sono molti, infatti, i colleghi che si trovano nell’impossibilità di svolgere il proprio lavoro, al fine di tutelare la propria salute e quella dei propri familiari, costretti a rispettare periodi di quarantena e isolamento forzato. Tutto ciò rende di fatto impossibile il rispetto delle prossime scadenze fiscali”, continua de Nuccio. Il quale, di fronte alla difficoltà della categoria, rileva che è ”necessario ed urgente” prevedere la sospensione per tutto il territorio nazionale e per tutti i contribuenti dei versamenti e degli adempimenti in scadenza. E lo slittamento almeno al 31 dicembre della scadenza per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi, è in linea con quanto già disposto per la dichiarazione 770, la quale è stata già oggetto di proroga al 10 dicembre. Insomma, serve un DPCM per la proroga degli adempimenti come misura ponte e un intervento più puntuale sulla malattia per i professionisti colpiti da coronavirus. Gli studi professionali sono rallentati a causa della pandemia e risulta necessaria una revisione importante del calendario che vada oltre il semplice rimando del modello 770 già stabilito con il Decreto Ristori. Le richieste avanzate anche nei giorni scorsi in una missiva inviata dal presidente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti ed esperti contabili Massimo Miani al Ministro dell’Economia e Finanze Roberto Gualtieri in cui si leggeva che si si sta verificando, appunto, presso molti studi professionali una situazione di oggettivo impedimento lavorativo, derivante dalla malattia conclamata da Covid 19 o dalla necessità di isolamento prudenziale, riguardante sia professionisti e sia loro collaboratori. Le richieste dei professionisti? Principalmente un DPCM/ponte per prorogare le imminenti scadenze fiscali, non considerate dagli ultimi provvedimenti emergenziali. “In questa situazione emergenziale, è complicatissimo rispettare le regole. Il Governo prevede modalità di adempimento diversificate per il territorio nazionale. È irragionevole – rimarca il numero uno dei commercialisti pugliesi – che per avere contezza delle scadenze dei versamenti ai quali il contribuente è tenuto, si debba verificare  lo stato di gravità sanitaria della Regione in cui il contribuente opera (zone Rosse, Arancioni e Gialle). Stato di emergenza sanitaria, che è bene ricordare, è in veloce e continua evoluzione. Insomma, un vero ginepraio”. Ed ecco spiegata l’esigenza di un immediato e generalizzato slittamento delle prossime scadenze fiscali e contributive anche alla luce della effettive situazione di liquidità dei contribuenti economicamente colpiti dalla pandemia. “E’ necessario che queste nuove scadenze vengano indicate in modo chiaro ed uniforme per tutto il territorio nazionale – la conclusione di de Nuccio – onde evitare confusione che in questo caso aggraverebbe la già difficilissima situazione emergenziale del momento”. Peggio di così….

Francesco De Martino

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