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Comunali, una partita elettorale complessa e molto incerta

Il "rebus" più importante per il futuro del nuovo sindaco e dei prossimi consiglieri è quello sull'esito dell'indagine amministrativa in corso da parte della Commissione ministeriale di accesso agli atti

A meno di tre settimane dal voto, la partita elettorale barese per l’elezione del successore dell’uscente sindaco, Antonio Decaro (Pd), si presenta alquanto complessa ed incerta. Infatti, la spaccatura del fronte largo di centrosinistra, con la candidatura a sindaco di Vito Leccese dal lato Pd ed altre sigle minori collegate e quella del penalista Michele Laforgia dal lato M5S e rispettive altre (Socialisti, +Europa, Sinistra italiana, etc.), unitamente ad una decisa dose di entusiasmo e, quindi, determinazione del candidato a sindaco del centrodestra, Fabio Romito, renderà questa volta le amministrative baresi un rischio per i progressisti ed una eventuale sorpresa per i conservatori. Il rischio è rappresentato dal fatto, confermato anche dagli ultimi sondaggi che è possibile rendere noti, che il centrosinistra pur superando ampiamente nelle intenzioni di voto il 50% tra coloro che si sono espressi nella campionatura, essendo diviso, dovrebbe (il condizionale in questo caso è d’obbligo!) differire l’elezione del Primo cittadino barese al 22 e 23 giugno, ossia al ballottaggio. A ciò occorre però premettere che in tutti i sondaggi finora effettuati oltre il 40% degli intervistati si sono dichiarati indecisi sulla scelta del candidato sindaco sui cui orientare il proprio voto, al turno dell’8 e 9 giugno prossimi. Quindi, un centrodestra che al primo turno non arriva al 40% nei sondaggi, con il fronte dei progressisti diviso tra Laforgia e Leccese, ha molte probabilità di passare al secondo turno contro il blocco di centrosinistra che inizialmente si posizionerà meglio rispetto all’altro, perché appare assai difficile, oltre che improbabile, che il fronte dei conservatori baresi questa volta possa già perdere al primo turno, lasciando andare al ballottaggio entrambi i candidati sindaci di centrosinistra. Infatti, se accadesse ciò, per il centrodestra barese questa volta la sconfitta alle amministrative sarebbe sicuramente ritenuta più clamorosa dei quella secca al primo turno del 2019. Ossia quando al governo del Paese non c’era una coalizione pura di centrodestra con Giorgia Meloni premier, ma – come si ricorderà – una coalizione spuria tra M5S e Lega, guidata dal pentastellato Giuseppe Conte. Pertanto è verosimile che stavolta il centrodestra, con il giovane Romito candidato a sindaco, possa quantomeno costringere il centrosinistra ad andare al ballottaggio con Leccese o Laforgia. E questo è – come innanzi riferito – sicuramente il primo fattore di rischio per l’intero fronte progressista barese, in questa tornata elettorale delle comunali. Un rischio dato quasi per scontato da entrambi i candidati sindaci di centrosinistra, Laforgia e Leccese, considerato che già all’inizio di questa campagna elettorale essi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui si sono impegnati ad apparentarsi, qualora uno dei due vada al ballottaggio contro il candidato sindaco della coalizione di centrodestra. Ed il secondo fattore di rischio per il fonte dei progressisti baresi è rappresentato proprio dall’incertezza del risultato del ballottaggio, che avverrebbe – come è noto – dopo i clamori mediatici del summit internazionale “G-7”, voluto in Puglia dalla premier e leader di Fdi, Giorgia Meloni. La stessa che, in caso di ballottaggio alle comunali baresi, quasi sicuramente verrebbe a Bari, insieme agli altri leaders del centrodestra governativo, a sostenere la sfida di Romito contro il rivale di centrosinistra ammesso dal primo turno. E la possibile sorpresa del centrodestra a queste amministrative baresi potrebbe arrivare proprio dal turno di ballottaggio, poiché a determinare le possibilità di vittoria, o sconfitta, al secondo turno – come è noto – non sono più prioritariamente le liste dei candidati al Consiglio comunale, bensì intervengono altri e diversi fattori, spesso imprevedibili, che possono addirittura stravolgere le previsioni, ribaltando talvolta anche situazioni di vantaggio iniziale. Fattori che questa volta, in caso di ballottaggio, a Bari potrebbero essercene diversi, considerato sia l’evento “G 7” intermedio alle due consultazioni, sia un possibile risveglio identitario, accompagnato da un forte desiderio di rivincita, che un certo tipo di elettorato moderato barese di centrodestra, che al primo turno verosimilmente non si reca neppure al voto, possa poi manifestarsi al ballottaggio. Fattore, quest’ultimo, suffragato nei sondaggi proprio da quel 40% e passa di intervistati che non si è pronunciato. Però, a Bari, al di là delle diverse ipotesi formulabili sull’esito delle prossime amministrative, il “rebus” più importante resta quello degli esiti della Commissione ministeriale di accesso agli atti del Comune per la valutazione su eventuali infiltrazioni e condizionamenti di organizzazioni criminali sull’attività passata dell’Ente. Esiti che saranno resi noti alla fine del lavoro della Commissione e su cui finora nulla è trapelato. Infatti, come è noto, il futuro dei prossimi eletti al Comune di Bari (nuovo Sindaco e prossimi consiglieri) dipenderà esclusivamente dall’esito della Commissione ministeriale d’indagine amministrativa sugli atti della gestione Decaro. Una gestione sui al momento, se non altro, permangono molte “luci”,  ma anche tante “ombre” e qualche dubbio che ha determinato ultimamente anche l’arrivo della Commissione ministeriale di verifica degli atti.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 23 Maggio 2024

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