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Comune, ora può partire il decentramento “finto” di Emiliano

Ora è certo. Il nuovo decentramento amministrativo del Comune di Bari partirà dalle prossime amministrative con la riduzione delle circoscrizioni da nove a cinque. E, quindi, anche con una consistente riduzione di numero dei presidenti e consiglieri circoscrizionali presenti nel capoluogo pugliese. L’obiettivo di ridurre i costi della politica circoscrizionale da parte dell’amministrazione Emiliano è stato di certo raggiunto, sia pur in extremis, visto che il via libera definitivo alla riduzione delle circoscrizioni è giunto poco prima della scadenza naturale del secondo mandato da sindaco di Michele Emiliano. Ma quello di eliminare del tutto gli sprechi della politica evidentemente no, poiché le cinque nuove circoscrizioni continueranno comunque a rappresentare un costo notevole per le casse del Comune. Infatti, i presidenti e consiglieri circoscrizionali continueranno a percepire ancora le indennità riconosciute dalla legge e dal regolamento comunale e, quindi, rappresenteranno pur sempre un costo della politica per la collettività barese. Costo che avrebbe potuto essere eliminato quasi del tutto se l’amministrazione barese avesse deciso di ripristinare la figura del delegato sindaco e dei consigli di quartiere a costo zero, com’era un tempo, abolendo del tutto le circoscrizioni, visto che dal 2011 non sono più organi interni obbligatori per i Comuni con popolazione superiore a 100mila abitanti, ma facoltativi e soltanto per città con oltre 250mila abitanti. Il nuovo regolamento sul decentramento amministrativo, approvato dal consiglio comunale nella seduta di lunedì scorso, da attuazione alla precedente deliberazione consigliare dello scorso novembre, quando la maggioranza di centrosinistra decise il riordino territoriale degli organi di decentramento amministrativo, riducendone il numero ed estendendone l’entità territoriale per sette delle vecchie circoscrizioni che, come si ricorderà, furono ridotte a tre, lasciando inalterate nella consistenza territoriale solo due delle precedenti nove. Ossia quelle delle ex frazioni di Palese e Santo Spirito, da una parte, e di Carbonara-Cegli-Loseto dall’altra. Per queste ultime, infatti, è stato ridotto solo il numero di componenti del consiglio, che per la prima sono passati da 14 a 10 membri e per la seconda da 14 a 12 esponenti. Oltre alle accennate novità, il nuovo Regolamento sul decentramento prevede una serie di altre innovazioni sul piano dei poteri e funzioni assegnate alle cinque nuove circoscrizioni che, in analogia al nome di municipalità attribuito alle entità comunali previste per le Città metropolitane, a partire dalla prossima amministrazione assumeranno il nome di “Municipi”. Definizione, questa, che è la stessa prevista per i “Municipi” delle Città metropolitane, ma che in realtà non ha nulla a che vedere con tali entità, perché le municipalità delle future Città metropolitane sono quelle rappresentate dagli odierni Comuni che entreranno a far parte dell’area metropolitana. In altri termini, i “Municipi” di decentramento amministrativo recentemente istituiti dal Comune di Bari sono e restano degli organi senza personalità giuridica ed interni all’amministrazione stessa, da cui continueranno a dipendere sia funzionalmente che finanziariamente. Infatti, la “macchina amministrativa” comunale barese anche in futuro continuerà in sintesi ad essere un apparato gestionale prevalentemente centralizzato, con alcune eccezioni in taluni settori, come cultura, lavori pubblici e traffico, che potranno essere gestiti limitatamente alle competenze ed alle somme assegnate alla gestione dei nuovi “Municipi” di decentramento amministrativo. In definitiva, un cambiamento delle vecchie circoscrizioni propagandato come radicale dall’amministrazione Emiliano, quello approvato nell’ultima seduta consigliare, ma che in realtà – a detta di qualche esperto dirigente dello stesso Comune di Bari – è una vera e propria forma gattopardesca di riforma del vecchio decentramento amministrativo, perché ai fini concreti cambierà ben poco nella gestione del territorio comunale, che resterà effettivamente sotto l’egida del potere comunale centrale anche per questioni cosiddette minori se, di volta in volta, a livello centrale non saranno stanziate ad ognuno dei cinque “Municipi” le risorse necessarie per intervenire. Infatti, per gli aspetti relativi alle effettive risorse da assegnare ed all’organizzazione funzionale dei nuovi organi di decentramento comunale l’amministrazione Emiliano ha rinviato la “patata” bollente al sindaco che verrà dopo il 25 maggio prossimo. Come dire, il cambiamento è stato effettuato e riguarda di certo il contenimento dei costi politici del decentramento comunale, quello che verrà dopo invece dipenderà di volta in volta da chi gestirà l’ente. E questo è sicuramente il minimo che occorreva fare, visto che finora il costo politico delle nove circoscrizioni era ormai diventato scandalosamente di gran lunga superiore al budget di spessa gestito da tali organi di decentramento comunale. Ma in futuro le cose cambieranno forse solo apparentemente, ma non sostanzialmente se non cambierà anche la mentalità di chi sarà chiamato a gestire il Comune.    

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 26 Marzo 2014

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