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Con chi si schiera ora nel Pd l’ex renziano Decaro?

Con chi si schiererà al prossimo congresso del Pd il Primo cittadino di Bari, nonché dal 2016 presidente dell’Anci, Antonio Decaro, fino a qualche mese fa esponente di spicco dell’area renziana del partito in Puglia? Infatti, questa volta, l’ex premier Matteo Renzi non sarà della partita, avendo – come è noto – rinunciato a presentarsi per la terza volta nella corsa per la segreteria Dem, nonostante in precedenza abbia avuto per ben due volte dalla sua parte circa il 70% dei consensi alle primarie e, quindi, l’elezione a segretario nazionale senza la necessità di passare dal voto dell’Assemblea nazionale, che in entrambe le volte si dovuta limitare solo a prendere atto della vittoria diretta dell’interessato. Quindi, il renziano Decaro, liberato dalla presenza per lui forse“ingombrate”, dell’ex premier  nella conta congressuale per la scelta del nuovo segretario, in quanto nel 2016 – come si ricorderà – fu proprio Renzi da segretario del Pd e Capo del Governo a spianarli la strada alla guida nazionale dell’Anci, preferendolo ad un altro renziano ( sindaco di Pesaro, Matteo Ricci), questa volta dovrà decidere se rimanere fedele a Renzi, appoggiando uno dei due candidati alla segreteria del Pd graditi all’ex premier, ossia Maurizio Martina e Roberto Giachetti, oppure puntare su qualcuno dei candidati alternativi a questi. Vale a dire il pugliese Francesco Boccia (vicino ad Emiliano ma da quest’ultimo non sostenuto) o il laziale Nicola Zingaretti che, insieme a Martina e Giachetti, sono tra i nomi più conosciuti nel Pd a livello nazionale e tra i quali verosimilmente si giocherà la vera partita per conquistare la poltrona più ambita della sede romana di Largo del Nazzareno. Ed il sindaco Decaro la scelta su chi sostenere per la segreteria nazionale del suo partito sembrerebbe che l’abbia già fatta, avendo deciso – secondo quanto è dato sapere – di schierarsi per Zingaretti. Vale a dire per quella che nel Pd e fuori di esso è considerata la candidatura a segretario più anti renziano di tutte le altre, sia perché, se vincesse il governatore del Lazio il congresso, la sua linea politica è ritenuta forse quella più distante dalle “ricette” politiche renziane, sia perché in un Pd a guida Zingaretti – secondo alcuni addetti ai lavori – sarebbe molto probabile un ritorno all’antico non soltanto nei metodi ma anche per i nomi che potrebbero ricomparire sulla scena interna. Non a caso c’è chi sostiene che con l’eventuale vittoria di Zingaretti nel Pd potrebbe verificarsi il ritorno dei cosiddetti “dinosauri” delle vecchie sigle politiche che nel 2007 diedero vita alla nuova sigla dei Dem. Quindi, se fosse confermata la notizia che il già renziano sindaco Decaro sosterrà Zingaretti, ossia il candidato verosimilmente meno gradito all’ex segretario-premier, allora vorrà forse dire che il Primo cittadino barese nel Pd ha già mollato gli ormeggi dell’area renziana per volgere la prua verso una nuova meta. Un approdo che è sicuramente di più distante da quello in cui si era accasato dalla seconda meta del 2013 in poi. Ossia da quando aveva abbandonato la corrente capeggiata dall’allora segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e con cui nel febbraio dello stesso anno era approdato in Parlamento. Insomma, Decaro nel Pd, dopo cinque anni di sbandierato e vantato renzismo, potrebbe ritornare sui propri passi avvicinandosi a Zingaretti, che nel partito in questi anni non è stato di sicuro uno degli “ultrà” di Renzi, come invece si dichiarava Decaro. Ma tale contraddizione per Decaro è forse solo apparente, perché a ben vede questa volta la scelta del Primo cittadino barese di posizionarsi a favore di Zingaretti coincide – guarda caso – con quella fatta dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che pur non avendo più la tessera del Pd (perché da magistrato, sia pur in aspettativa, la legge glielo vieta) continua a praticare, in maniera neppure sotterranea, attività politica di partito (cosa, questa, che nello spirito delle stesse norme, in teoria, dovrebbe essere anche inibita ad un magistrato), indirizzando ed orientando dall’esterno le “truppe cammellate” da lui guidate. Ma sul riposizionamento del sindaco barese Decaro all’interno del Pd qualcosa di più si potrà capire con l’odierna venuta nel capoluogo pugliese di Maurizio Martina prima e di Roberto Giacchetti tra qualche settimana. Un dato, però, è forse certo. Ossia che Decaro nel Pd prima ancora di essere bersaniano, poi renziano  d’ora in poi forse zingarettiano è sicuramente un emiliano. Almeno fino a quando Emiliano resterà a galla e non andrà giù come Bersani o Renzi.

 

Giuseppe Palella

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