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Con la candidatura di Decaro la Schlein mette a rischio l’unita della coalizione

Un chiarimento è atteso questa sera a Bisceglie dal palco della festa regionale dell'Unità, dove, con la segretaria dem, dovrebbe essere presente anche all'eurodeputato barese

La sceneggiata pugliese del centrosinistra, tra Decaro, Emiliano e Vendola, potrebbe concludersi nelle prossime ore. Infatti la commedia dell’assurdo, che da circa tre mesi sta andando in scena nel centrosinistra pugliese intorno alla candidatura a presidente della Regione dell’eurodeputato barese Antonio Decaro (Pd), dovrebbe essere giunta ormai alle battute finali, con le quali il candidato governatore in pectore, invocato in maniera unanime da tutte le forze del campo largo locale e nazionale, Decaro per l’appunto, accetta di avere nelle liste di Avs anche l’ex governatore Nichi Vendola a sostegno della sua corsa per succedere al governatore uscente Michele Emiliano oppure, se vuole evitare di mettere in crisi l’asse nazionale del suo partito, il Pd, con Avs di Nicola Fantoianni ed Angelo Bonelli, dovrà rinunciare a candidarsi come governatore della Puglia per i prossimi cinque anni. In teoria ci sarebbe anche una terza ipotesi, ma che in realtà potrebbe essere molto improbabile e che è quella che vedrebbe come candidato governatore da una parte Decaro, sostenuto dal Pd, M5S ed altre liste minori del centrosinistra ma non da Avs, e dall’altra il leader pugliese e nazionale di Avs, Vendola, sostenuto dal suo partito e qualche altra lista minore di sinistra. In tal caso, però, significherebbe compromettere la credibilità nazionale del campo largo, che la segretaria dem, Schlein, sta costruendo da tempo insieme a tutti gli altri leader della coalizione di centrosinistra, per giungere uniti alle politiche del 2027 e quindi tentare di sconfiggere la coalizione di centrodestra capeggiata dalla premier e leader di Fdi, Giorgia Meloni. Un obiettivo, questo, sicuramente prioritario non soltanto per il Pd di Schlein, ma anche per tutte le altre forze oggi all’opposizione del governo di centrodestra del Paese, rispetto verosimilmente anche alla vittoria per la guida di una regione. Pertanto è probabile che, alla luce anche della dura, legittima e recente presa di posizione dei portavoce di Avs sul diritto di detto partito ad autodeterminarsi sulla formazione delle proprie liste in Puglia per le regionali, nelle prossime ore ci sia una svolta decisiva da parte di Decaro. O, diversamente, della segretaria Schlein, se quest’ultima non vorrà mettere a rischio. Infatti, nel caso in cui Decaro dovesse persistere con la sua pretesa di tenere Vendola fuori dal consiglio regionale della Puglia, i vertici dem romani di piazza del Nazzareno dovrebbero intervenire necessariamente a mettere fine alla pantomima messa in atto da Decaro intorno all’ipotesi di sua candidatura a governatore. Ed a quel punto è possibile che la segretaria Schlein (ma anche i leader delle altre forze che compongono il campo largo nazionale del centrosinistra), tra il rischio di rompere con Avs e scaricare politicamente Decaro, benché la stessa Schlein abbia più volte sostenuto che la candidatura a governatore di Decaro sia la migliore possibile, decida per un “piano B”. Ossia per la scelta di un nome diverso da quello di Decaro da candidare a presidente della Regione Puglia. Un nome che potrebbe anche non essere più espressione del Pd, ma di altra forza della coalizione. Un nome che, a quel punto, potrebbe eventualmente essere anche quello dello stesso Vendola, poiché ad Avs in nessun’altra delle regioni che andranno al voto quest’anno è stato assegnato un candidato governatore. Ma potrebbe anche accadere che il Pd pugliese stesso sia messo nelle condizioni di indicare il nome di un candidato sostitutivo di Decaro e che, a differenza di quest’ultimo, non abbia la pretesa di porre veti alla candidatura a consigliere né ad esponenti del suo stesso partito, il Pd, né soprattutto a quelle degli altri partiti. In tal caso, sarebbe scontata la presenza di Vendola nelle liste di Avs, ma potrebbe rientrare in gioco nel Pd la candidatura di Emiliano, che qualche giorno fa, pur di non creare problemi al Pd pugliese e favorire la candidatura di Decaro a governatore, ha deciso di ritirare la sua da “frate semplice”. Pertanto, Per la soluzione del “caso Puglia, nel centrosinistra si confida nell’appuntamento di oggi alla Festa regionale dell’Unità, a Bisceglie. Dove alle ore 20 saliranno sul palco la segretaria del Pd Schlein e l’eurodeputato barese Decaro, indicato unitariamente dalla coalizione come candidato governatore, ma che però per dire “sì” non si è accontentato della disponibilità di Emiliano a ritirarsi dalla competizione ed insiste affinché si ritiri anche l’ex governatore Vendola, che è di un partito diverso dal suo. Ma Avs ieri ha ribadito nuovamente con Bonelli in modo netto che “le nostre liste le decidiamo noi e non Decaro”. Il ragionamento all’interno del Pd e degli altri partiti della coalizione di centrosinistra è: “Decaro si accontenti del passo indietro del governatore Emiliano, anche lui intenzionato a correre per il consiglio regionale e anche lui indigesto a Decaro, ma non pretenda di dettar legge in casa altrui, cioè in Avs. Però il gran rifiuto di Decaro potrebbe essere dietro l’angolo, perché sulla questione è ancora “muro contro muro”, tra Decaro ed Avs. Infatti, in uno scenario così incerto, prosperano i dubbi e le supposizioni. Come – ad esempio – quella che Decaro stia giocando una partita al rialzo con l’intenzione poi di sfidare Schlein nel 2026 alla segreteria del partito, sostenuto dall’area riformista, da sempre critica con la segretaria. O che addirittura gli sia stato suggerito di puntare al ruolo di federatore del centrosinistra, quando nel 2027 ci saranno le politiche e ci sarà da sfidare la coalizione guidata dalla Meloni. Ma i dubbi – secondo alcuni – possono essere anche altri. E questi ultimi di certo non di natura politica.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 5 Settembre 2025

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