Concorsi Puglia: è legge la proroga delle graduatorie per agenzie e asl
Approvata in aula la proposta che mantiene in vita le speranze di assunzione dei candidati idonei

Dopo promesse, incontri e audizioni in commissione, da ieri in Consiglio regionale è arrivato il via libera ufficiale alla legge che proroga le graduatorie concorsuali della Regione, degli enti strumentali e delle aziende sanitarie locali in Puglia. Una legge approvata all’unanimità, bisogna dirlo subito, a prima firma del capogruppo piddì Stefano Minerva e sottoscritta da tutti i capigruppo di maggioranza per definire una interpretazione autentica in materia di proroga delle graduatorie concorsuali.
La norma, in sostanza, ha l’obiettivo di fornire un’interpretazione autentica delle norme regionali pugliesi che disciplinano la proroga delle graduatorie concorsuali, chiarendo in modo definitivo a quali graduatorie si applicano le proroghe già approvate negli anni precedenti.
Rispetto all’anno 2025, tanto per cominciare, viene precisato che la proroga prevista dall’art. 178 della Legge Regionale n.42/2024 si applica a tutte le graduatorie in scadenza nel 2025, cioè tra 1 gennaio e 31 dicembre 2025, incluse quelle che erano già state prorogate dall’altra Legge Regionale n. 27/2024. Rispetto alle proroghe dell’anno scorso, insomma, si chiarisce che la previsione dell’art. 3 della L.R. 15/2025 si applica a tutte le graduatorie in scadenza nel 2026, cioè tra 1 gennaio e 31 dicembre 2026, comprese quelle già prorogate dalla L.R. 27/2024 e dall’art. 178 della L.R. 42/2024.
Le proroghe si applicano non solo alle graduatorie della Regione Puglia, ma anche a quelle degli enti pubblici vigilati dalla Regione; degli enti strumentali e delle varie agenzie regionali, incluse quelle come l’Asset/Puglia che avevano pubblicato bandi per nuove assunzioni ignorando le graduatorie pubbliche.
Ma anche le aziende del Servizio sanitario regionale dovranno assorbire gli idonei secondo il dettato delle norme approvate ieri in aula a via Gentile, norme finalizzate alle assunzioni a tempo determinato e indeterminato. La legge, inoltre, non comporta costi aggiuntivi per il bilancio regionale, poiché si tratta di norme puramente ordinamentali ed è stata approvata dopo un lungo confronto in aula, con un emendamento aggiuntivo, a prima firma del consigliere Fabio Romito, che incide sulla Legge regionale n. 7 del 30.5.2025, in particolare sull’art. 47, approvato all’unanimità e sostitutivo dell’art. 1 bis dell’art. 23 Legge Regionale n.26 del 1.8.2020.
La norma chiarisce, in forma di interpretazione autentica, con riferimento alla prevista possibilità, per gli appartenenti alle forze dell’ordine e comparto giustizia ex legge Gozzini in quiescenza, di permanere nei propri alloggi fino ad un massimo di quindici anni dalla data di pensionamento per gli aventi diritto e 5 anni per i superstiti, che l’espressione “assegnatari pensionati entro i quindici anni”, si intende riferita anche ai soggetti già in quiescenza alla data di entrata in vigore della norma. Una battaglia vinta da tanti partecipanti ai concorsi regionali dichiarati idonei costretti però a formare comitati di scopo, per essere infine ascoltati.
Francesco De Martino
Pubblicato il 2 Aprile 2026



