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Continua il tiro al bersaglio degli operatori al sistema dell’offerta turistica

Se si dovesse valutare la vitalità d’un settore dalla pila di interrogazioni, denunce ed esposti in Puglia, quello del Turismo retto dall’algida professoressa Silvia Godelli sarebbe senz’altro da medaglia d’oro. Innumerevoli, infatti, le frecce scoccate da associazioni di categoria, addetti ai lavori, politici e consiglieri di Minoranza che hanno dato fuoco alle polveri puntando il mirino sull’assessorato a Cultura e promozione turistica affidato fin dalla prima giunta Vendola alla granitica docente universitaria barese prestata alla politica da quando, all’inizio degli Anni Novanta, sparava a palle incatenate contro il sistema della sanità privata locale. Adesso invece è lei a dover replicare nella battaglia a colpi di interpellanze e comunicati stampa che hanno interessato chi ritiene ‘Pugliapromozione’ ,‘Apulia Film Commission’, ‘Pugliasound’ e altre società regionali similari semplici ‘bracci armati’ al servizio della politica vendoliana per assicurare assunzioni, finanziamenti e altri ‘benefit’ sulle quali non molto tempo fa ha chiesto addirittura l’istituzione d’una commissione d’inchiesta l’ex assessore di centrodestra, Nino Marmo. “Promozione di offerta turistico-culturale in una logica integrata di sviluppo economico e sociale, attraverso la cooperazione tra amministrazioni, associazioni di categoria, operatori del settore turistico e culturale, ma anche la destagionalizzazione dell’offerta turistica della regione, implementazione dell’offerta turistica balneare; integrazione dell’offerta turistica della costa con il territorio retrostante, collegando eventi realizzati sulla costa con altri programmati nei centri storici delle città dell’entroterra”, si legge in una delle tante iniziative estive dell’anno scorso firmate e controfirmate dal direttore generale di Pugliapromozione, dove c’era posto anche per “…sviluppo di conoscenza e consapevolezza del patrimonio culturale regionale; promozione di un cambiamento degli strumenti culturali, di servizi turistici e culturali integrati; accrescimento dell’attrattiva della regione al di fuori del territorio regionale ed extra nazionale”. Conclusione? Confcommercio Puglia e PugliaPromozione si trovano da tempo e sempre più spesso a braccetto con progetti pretenziosi (tipo le “Spiagge d’autore” predisposto da Confcommercio) che secondo i più critici servono solo ad ampliare gli spazi a disposizione di operatori, artisti e associazioni che gravitano attorno alla Puglia Migliore. Con ‘budget’ che cominciano a lievitare d’inverno per sciogliersi in finanziamenti ed iniziative che partiranno nei primi caldi primaverili, mentre negli uffici occupati dai funzionari che hanno lavorato gomito a gomito con l’assessore Ostilio, si aggirano ancora personaggi senza ruoli precisi, nemmeno sfiorati dallo ‘spoil system’. Personaggi intoccabili, permeabili portatori di interessi ben determinati, in grado di far scalare a determinate aziende turistiche la visibilità nei siti Internet dove si reclamizzano alberghi, pensioni, bed & breakfast, hotel a cinque stelle e resort della Puglia tutta sole, mare e taranta. Sono tanti gli operatori turistici pugliesi che pagherebbero a peso d’oro per capire come funziona il sofisticato marchingegno che, come detto, fa apparire questo o quell’albergo pugliese su Internet quando dal Piemonte, dal Veneto o dalla Lombardia, ad esempio, qualcuno clicca per conoscere il posto migliore dove soggiornare tra Gallipoli, Ostuni o Marina di Uggento. Un mistero che nessuno ha ancora svelato tra gli addetti ai lavori e che resiste, come detto, dai tempi del mitico assessore Massimo Ostillo. In mezzo, ovviamente, anche il ricco piatto dei contratti pubblicitari tra assessorato e agenzie concessionarie della pubblicità, sempre in mano a chi, secondo i più maligni, non disdegnerebbe di visitare di persona, o in compagnia di qualche amministratore, gli alberghi da reclamizzare sui siti Internet per “viaggiare in Puglia”.

Francesco De Martino

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