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Continua la guerra di Emiliano ai manifesti sgraditi

La guerra del sindaco di Bari, Michele Emiliano, contro i manifesti sgraditi non si limita soltanto alle stampe degli autonomisti di Palese e Santo Spirito. Ora, infatti, il Primo cittadino di Bari ha dichiarato, in consiglio comunale, che chiederà alla Procura di far ritirate i manifesti che le forze di opposizione hanno fatto stampare e, poi, hanno depositato presso il competente servizio comunale per farli affiggere sugli impianti pubblicitari cittadini dal prossimo lunedì. Il manifesto sgradito al sindaco raffigura un primo piano a colori del tratto di lungomare, precisamente quello antistante la sede dell’assessorato regionale all’Agricoltura ed i palazzi che ospitano la Legione dei Carabinieri ed il Comando militare della III Legione aerea, lungo il quale sono stati distribuiti, con una evidente applicazione in fotomontaggio, una valanga di rifiuti e cassonetti  per la spazzatura, che invadono la costa a pelo d’acqua. Il manifesto, inoltre, riporta in testa la scritta: “Tarsu, Imu, + 100% e Bari sempre più sporca. Per tutto questo…” ed in basso la dicitura a caratteri cubitali bianchi su fondo rosso: “GRAZIE EMILIANO” seguita, più giù, dai simboli di partito del Pdl, della “Lista Simeone” e de “La Puglia prima di tutto” con i nomi dei rispettivi consiglieri comunali. Insomma, un manifesto politico che – a detta di molti cittadini che lo hanno visto –  non presenta nulla di osceno, o particolarmente trascendentale, da invocare addirittura un intervento penale preventivo da parte della Procura. Infatti, è del tutto evidente che quel manifesto delle forze politiche di opposizione nel consiglio comunale rappresenta un’ironia alla situazione di trascuratezza dell’igiene urbana a Bari e ai notevoli disservizi dell’Amiu, l’Azienda comunale per i rifiuti solidi, che da tempo è divenuta oggetto di critiche e lamentele da parte di molti baresi, come tra l’altro ampiamente denunciato da mesi dalle notizie di cronaca di varie testate locali. Sta di fatto che ancora una volta, con l’escamotage imbastito intorno al “fotomontaggio” presente in quel manifesto, il sindaco Emiliano è riuscito a distogliere l’attenzione dai problemi reali di scarsa pulizia ed igiene in cui versa la città, facendo scivolare la seduta monotematica del consiglio comunale di giovedì sera, dal tema vero all’odg, quello dell’inefficienza del servizio offerto dall’Amiu, ad una lunga e pretestuosa polemica incentrata sul fatto che l’immagine dei rifiuti riportata nel manifesto per rendere l’idea del disservizio, non rappresentava rifiuti “doc” baresi. Un modo di fare, questo, non nuovo per il sindaco ex pm che, ancora una volta, ha ribaltato le carte in tavola per strozzare il dibattito in Aula su un argomento, come quello sulle inefficienze dell’Amiu e degli elevati costi del servizio per i baresi, che lo avrebbe sicuramente messo in grande difficoltà. “Però, – dicono alcuni – se questo è il gioco preferito dal sindaco, per mascherare le proprie responsabilità  politiche ed amministrative sullo stato di degrado e disservizi in cui ha ridotto Bari, per le forze di opposizione, invece, non è certo più ammissibile che si siano lasciate trascinare nel tranello ancora una volta”. Infatti, come si ricorderà, la stessa tecnica fu usata da Emiliano quando, a marzo scorso, scoppiò lo scandalo degli appalti comunali eseguiti dalla Dec e delle cozze pelose, imbastì in Aula un’altra sceneggiata, preceduta qualche giorno prima da una conferenza stampa imperniata sui diversi regali ricevuti nel corso del suo mandato di sindaco, sempre al fine di distogliere l’attenzione dal vero problema che riguardava i suoi rapporti diretti, non solo politici, con la famiglia Degennaro, al punto da aver portato in Giunta la figlia di uno dei titolari dell’impresa ed averla tenuta fino a poche settimane prima dello scoppio dello scandalo. Per cui – dicono alcuni – “Se a Bari siamo arrivati al punto che Emiliano tenta di zittire le voci di dissenso alla sua amministrazione, cercando anche di impedire l’affissione di semplici manifesti di denuncia e critica politica, forse è anche colpa di quelle forze di opposizione che per troppo tempo lo hanno lasciato indisturbato, senza mai denunciare nell’aula del consiglio comunale taluni abusi e malefatte della sua amministrazione”. E, a tal proposito, non può non venire in mente il caso dei manifesti degli autonomisti di Palese e Santo Spirito illegittimamente sequestrati dalla Polizia Municipale. Un caso sicuramente noto dalle cronache locali, anche alle forze di opposizione, che in Aula non hanno mai denunciato quel grave episodio, che vide il corpo di Polizia Municipale di Bari diventare strumento di lotta politica, per impedire l’affissione di stampe che legittimamente criticavano l’operato del sindaco in carica. Episodio che – a detta anche di qualche anziano rappresentante del Corpo di polizia municipale – a memoria d’uomo non si era mai verificato nella storia dell’Amministrazione comunale barese dalla fine dell’era fascista. E ciò, sia in rispetto delle regole democratiche che di quelle pratiche, perché i vigili urbani di Bari, come quelli di tutti i Comuni d’Italia, sono pagati con i soldi di tutti i cittadini. E, quindi, anche di quelli che disapprovano l’operato del sindaco e della sua amministrazione.Ma probabilmente quest’ultimo particolare sfugge non solo al sindaco Emiliano, ma anche ai componenti dell’opposizione nel Comune di Bari.

Giuseppe Palella

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