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Coppi a Bari ipotecò il Gran Premio del Mediterraneo

Il Gran Premio del Mediterraneo di ciclismo fu una corsa a tappe disputata per la prima volta nel novembre del 1952 e che nelle intenzioni de La Gazzetta dello Sport, società organizzatrice dell’evento, doveva portare gli assi del ciclismo sulle strada del Mezzogiorno d’Italia, dove per motivi logistici il Giro d’Italia non arrivava (il paese era da poco uscito dalla guerra e specialmente a sud le condizioni delle strade erano disastrose). Quella del 1952 fu la prima ed anche l’unica edizione del Gran Premio che, nonostante il successo di pubblico, non fu più riproposto per le difficoltà di inserirlo nel fitto calendario ciclistico dell’epoca (a differenza di oggi, nel dopoguerra i ciclisti correvano assai spesso, essendo quello sport altrettanto popolare che il calcio). Partito da Napoli l’8 novembre e conclusosi a Palermo il 16 dello stesso mese, il Gran Premio attraversò la Puglia nel giro di quattro tappe: Dopo quella inaugurale, la Napoli-Foggia, fecero seguito la Foggia-Bari, la Bari-Taranto e la Taranto-Cosenza. Nel 102° anniversario della sua nascita, ci piace ricordare il vincitore di quell’unica edizione : Fausto Coppi. Poca cosa, verrebbe da pensare scorrendo l’impressionante palmares di questo asse del pedale : cinque Giri d’Italia, due Tour de France, un campionato del mondo, una Parigi-Roubaix, due volte campione del mondo d’inseguimento su pista, primatista del record dell’ora per quattordici anni… Eppure quella fu una vittoria non meno prestigiosa dei suddetti trionfi per la caratura degli avversari con cui Coppi dovette misurarsi. Bartali, Magni, Bobet, Kubler, Astrua e Fornara rappresentavano in quel momento il meglio del ciclismo italiano e d’oltralpe. Coppi salì in vetta alla classifica sin dalla prima tappa, quella dell’8 novembre, la Napoli – Foggia, 183 km percorsi alla media di 36, 063 e chiusi con una trionfale vittoria in volata. Il giorno dopo era la volta della Foggia – Bari, una cronometro a squadra, la gara ideale per un passista del suo talento. Correndo alla velocità record di 42,905 la squadra di Coppi (la Bianchi) si aggiudicò la gara staccando di ben 2’ la seconda arrivata, la squadra della Legnano capitanata da Minardi. All’arrivo, sulla pista in terra battuta dello Stadio della Vittoria, Coppi era irriconoscibile, raccontano le cronache, tanto era sporco in viso di polvere. Saldamente al comando, Coppi rinforzò la sua posizione vincendo il 13 novembre anche la Catania – Siracusa. Il Gran Premio del Mediterraneo si concludeva tre giorni dopo: Coppi aveva vinto davanti a Magni, secondo classificato, con un distacco schiacciate di 6’ e 32”.

 

Italo Interesse

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