Cultura e Spettacoli

Corpo e luce, amore e guerra

Alcune espressioni d’arte contemporanea legate alla danza, alla musica e all’immagine in movimento possono fare a meno del punto di partenza e di quello di arrivo. Inclini a torcersi su sé stesse, quando assemblate in forma di spettacolo esse si prestano come loop ad una fruizione circolare. Il che consente, nel caso di replica ad libitum, proprio come quando è di mezzo una campionatura di musica elettronica, di avvicinarsi allo spettacolo in qualunque momento dello stesso. Ovvero quanto – pensiamo – sarebbe accaduto con ‘Natura Sonoris’, se questo allestimento di Openlab Company fosse stato messo in scena alle condizioni di cui sopra. Ma l’inafferrabile spettacolo di Laura Colombo e Luca Ruzza e interpretato dalla prima, che martedì scorso era in cartellone al Nuovo Abeliano per la rassegna To The Theatre, è stato presentato in soluzione ‘canonica’, cioè aperto e chiuso da un ‘quadro’. Ci piacerebbe rivedere Natura Sonoris in termini di installazione attiva da Biennale. Ciò detto, ci tocca il compito di raccontare questo spettacolo interpretato da Laura Colombo col sostegno di un’infernale tecnologia  (custome software, digitale setup, animazione 3D…). Compito ingrato giacché Natura Sonoris procede per quadri svincolati l’uno dall’altro. L’esplorazione del rapporto tra corpo umano e segno luminoso qui non conosce uno sviluppo narrativo. Come in un caleidoscopio, azione e immagine si sedimentano vicendevolmente, si avvolgono, si compenetrano. Lottano, si amano. Natura Sonoris consiste in un’audace interazione corpo/luce dove l’uno è ora alleato, ora nemico dell’altra e viceversa. Vi si può leggere tutto e il contrario di tutto. Onirica e criptica, l’opera di Colombo e Ruzza seduce e inquieta. Straordinari alcuni momenti : Una lama di luce a taglio triangolare, che fende il palcoscenico in direzione della platea,  attraversa fumi ; dalla superficie evanescente e mobile sbucano mani che si agitano mollemente… Fulminante. Notevoli anche taluni giochi d’ombra. Menzione a parte, infine, per le musiche. Una selezione raffinatissima che coniuga con coerenza madrigali, musica sacra ed elettronica pura. Meritati applausi. – Prossimo appuntamento al Nuovo Abeliano, ‘Uno nessuno e centomila’, per la rassegna Actor (compagnia Teatro Studio Krypton). Lo spettacolo, che è in cartellone da stasera a domenica, è frutto di un adattamento di Giuseppe Manfridi. Regia di Giancarlo Cauteruccio. L’interprete principale è Fulvio Cauteruccio nel ruolo di Vitangelo Moscarda, affiancato da Monica Bauco, l’amante Anna Rosa e dalla giovane attrice Laura Bandelloni, la moglie Dida ; gli altri interpreti sono presenze incorporee, voci fuori campo.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 13 Dicembre 2013

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