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Corsie vuote: tempi e regole certe per gli infermieri

Le corsie vuote nei nostri ospedali e la fame arretrata di camici bianchi e verdi reclamano tempi assai più rapidi e decisioni concrete da parte di chi occupa le stanze dei bottoni per stabilizzare medici e infermieri. E così, fissando il mirino in primis sull’urgenza di assumere e stabilizzare infermieri che la Funzione Pubblica/Cisl chiede di fissare quel crono-programma delle assunzioni che, invece, ritarda. E per superare i blocchi di partenza, con una lettera indirizzata all’assessore alla salute Palese, il sindacato cerca di spingere per allontanare la “confusionaria e instabile situazione nella quale versano gli operatori all’interno delle Aziende Sanitarie pugliesi”. ‹‹La presenza di diversi criteri di assunzione (vincitori di concorso pubblico, mobilità esterna, scorrimento graduatorie ancora valide, stabilizzazione precari del Decreto Madia e della Legge di Stabilità) all’interno delle Aziende Sanitarie pugliesi – si legge nella nota inviata dal sindacato – pone il problema del rapporto tra gli stessi criteri>>. Un problema che potrebbe essere risolto con l’individuazione d’un crono-programma assunzionale che purtroppo -come detto – ancora non arriva. E allora ecco il caos e gli infermieri che continuano a lavorare -…quei pochi –  sotto stress e con la spada di Damocle del posto fisso e sicuro. Un disordine che crea ritardi sia nei processi di stabilizzazione dei precari, sia nello scorrimento delle graduatorie per procedere con nuove assunzioni: ‹‹Diversamente da quanto precedentemente disposto – spiega Aldo Gemma segretario regionale Cisl/Fp – l’Azienda sanitaria interessata ha deciso di convocare gli idonei del concorso unico per infermieri. In questo modo, molti dei convocati, aventi i requisiti atti alla stabilizzazione ai sensi del Decreto Madia e ai sensi della Legge di Bilancio 2022, sono già in forze alle diverse Aziende del territorio regionale. Quello che chiediamo con decisione – conclude Gemma – è che le risorse siano utilizzate in modo stabile per altro, con una significativa e matura professionalità, autorizzando il processo di stabilizzazione sull’intero territorio regionale partendo appunto dai “precari-idonei”, nelle sedi in cui operano››. Del resto le promesse di Emiliano prima e Palese dopo erano fin troppo importanti: in tre anni, nella sanità dovrebbero essere stabilizzati o assunti ben seimila lavoratori: medici, infermieri e operatori sanitari facendo riferimento alle graduatorie di Asl, aziende ed enti del servizio sanitario regionale. L’assunzione a tempo indeterminato pure a chi dimostrerà d’aver lavorato in sanità per almeno diciotto mesi, considerando anche coloro che per almeno sei mesi dal 31 gennaio 2020 – cioè in piena emergenza Covid – hanno lavorato con contratto a tempo determinato. La sanità pugliese, quindi, almeno a parole vorrebbe potenziare gli organici, secondo un piano subito annunciato in ‘pompa magna’ dall’assessore Rocco Palese, non appena assurto sugli scanni del potere sanitario con le sue oramai ‘epiche’ giravolte politiche. Il guaio è che come sempre tra pali e paletti, in mancanza di poche, ma chiare regole su tempi e modi di assunzioni e stabilizzazioni (…per dare gioco a corrotti, corruttori e tangentisti da sempre presenti nei gangli della nostra sanità) tutto si arena a promesse, impegni e progetti perfetti stilati sui provvedimenti cartacei….appunto, soltanto sulla carta!

Francesco De Martino

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