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Corso Italia, tornano i senzatetto: “Forse le istituzioni aspettano il morto…”

Dopo una breve tregua, come avevano previsto più o meno tutti, torna l’invasione dei senzatetto in Corso Italia, sotto i porticati delle Ferrovie Appulo Lucane. E dove sono le Istituzioni preposte a garantire decoro, igiene e ordine pubblico?, si chiede ancora una volta Luigi Cipriani, segretario del movimento <<Riprendiamoci il Futuro>> ed ex consigliere comunale. E così, nonostante le denunce e richieste infinite d’intervento inoltrate dal capopopolo del quartiere Libertà, Prefetto, Questore, Sindaco e Assessore al Welfare del Comune di Bari si sono guardati bene dall’intervenire, proprio mentre tornano a manifestarsi tutti i problemi di igiene (bisogni fisiologici che i senzatetto fanno a tutte le ore a cielo aperto), atti osceni (dormono nudi all’aperto), problemi di ordine pubblico a causa di persone che fanno uso di bevande alcoliche e persone affette da problemi di salute mentale (così come pubblicamente affermato dall’assessore comunale ai Servizi Sociali). E allora, continua a ripetere come fosse un vero ‘tormentone’ l’ex consigliere comunale del Gruppo Indipendente/Libertà, “…a chi spetta intervenire?” Eppure la storia dell’accampamento a cielo aperto in un’area frequentatissima del quartiere, non lontano dalla Stazione Centrale, è vecchia e, nonostante gli estemporanei interventi di Polizia Locale e forze dell’ordine, Corso Italia continua a essere un vero e proprio “dormitorio” all’aperto. Un triste fenomeno che si ripete con continuità da tempo – ma che è già tornato alla grande da qualche settimana, complice il meteo ancora mire…- quando, pur essendo terminata la bella stagione, le temperature piuttosto calde dell’inverno alle porte, invita i senzatetto di ogni nazionalità e origine a usare i portici del corso come fosse il tetto d’una casa. Anzi, come fosse un camping estivo e che, però, nessuno tra i rappresentanti di Comune ed enti municipalizzati veda. E senza, soprattutto, che alcuno muovesse un dito, salvo le proteste purtroppo fini a se stesse di Cipriani e del suo movimento, che ha cercato di sensibilizzare sul tema anche l’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini, in visita a Bari un po’ di tempo fa. Ma chi è davvero sceso sul sentiero di guerra abita in quei paraggi: persone costrette ad assistere a ‘truci episodi’, come li ha definiti qualche residente della zona, non solo contrari alla pubblica moralità, ma pericolosi per l’igiene pubblica. Esasperati, molti cittadini che abitano in quella zona desiderano soltanto vendere la loro casa, acquistata dopo anni di sacrifici costretti a sloggiare, per non rivedere o sentire musica sparata a tutto volume senza rispetto degli orari di riposo, decine di extracomunitari nei corridoi e negli androni dei portoni e tanto altro. In più circostanze sono state contattati, invano, gli organi di polizia (Polizia Locale – Polizia di Stato – Carabinieri) che, però, si rimpallano la competenza. E’ capitato più d’una volta che il “113” inviti chi ha chiamato a rivolgersi ai Carabinieri formulando il “112”. Questi ultimi, poi, invitano i cittadini a rivolgersi ai vigili urbani col numero di pronto intervento o viceversa: uno ‘scaricabarile’ pericoloso e illegale. <<Chissà, forse a dovrebbe intervenire per rimettere ordine a Corso Italia una volta per sempre conviene aspettare che ci scappi un’altra rissa, magari col morto, mentre a questo punto chiediamo a Prefetto e Questore di chiarire definitivamente “a chi compete intervenire”>>, ripete Cipriani. Conclusione? Questo ‘andazzo’ dura ormai da troppo tempo, per continuare a girare la testa dall’altra parte, come stanno facendo da troppo tempo istituzioni (…con la ‘i’ minuscola) e amministrazioni pubbliche (in)competenti.

Francesco De Martino

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