Cronaca

Cosa esce dai nostri rubinetti? E’ giunto il momento di controllare …

Ma che cosa esce dai nostri rubinetti? Inquinanti chimici derivati dalla clorazione e colibatteri che invece non dovrebbe esserci, ma anche altri elementi che potrebbero –il condizionale però è d’obbligo….- danneggiare la nostra salute. In Puglia non dovrebbero esserci rischi per le nostre acque, eppure non bisogna smettere mai di tenere gli occhi aperti ma, soprattutto, andare avanti nelle verifiche sulla possibile contaminazione delle acque che sgorgano dai nostri rubinetti, provenienti dal bacino del Pertusillo. <>, spiegava non più di qualche mese fa l’ex consigliere regionale di Forza Italia, Luigi Mazzei. <>. Ma non è finita. In più, sempre dallo studio scientifico svolto, è emerso che la presenza di queste materie potrebbe essere originata, con alte probabilità, da estrazioni di petrolio e dalle operazioni per la sua trasformazione, lo stoccaggio e lo smaltimento. Tanto basta per imporre alle istituzioni il dovere di compiere immediate e tempestive verifiche sullo stato delle nostre acque. <>. In effetti l’obiettivo sarebbe quello di esaminare la qualità delle acque che si bevono: quelle dei rubinetti di abitazioni e quelle minerali imbottigliate in Pet (le classiche bottiglie di plastica) che ormai si vendono tantissimo anche a Bari e più in generale in Puglia. I rischi per la salute? Bisogna darsi da fare, come ha chiesto all’inizio dell’anno l’ex consigliere pugliese Luigi Mazzei, anche perché alcuni studi hanno mostrato una relazione tra l’assunzione prolungata di acque clorate e l’aumentato rischio di contrarre malattie cancerogene. Ci mancherebbe solo questa, visto che sulla bontà dell’acqua che i pugliesi bevono non v’è alcuna certezza….

Antonio De Luigi


Pubblicato il 17 Giugno 2015

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